Sellerio Editore Palermo: Nuovo prisma
L'avventura di Ulisse
di Jean Cuisenier
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 519
Nel 2000 Jean Cuisenier, direttore del Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari francese, decide di intraprendere lo stesso viaggio fatto da Ulisse. Tracciata la rotta, si è imbarcato su un catamarano di tredici metri con un equipaggio di 10 persone: linguisti, archeologi, filologi classicisti, storici piuttosto che marinai e timonieri. Durante il viaggio Cuisenier ha tenuto un diario di bordo in cui ha annotato, giorno dopo giorno, le tappe del viaggio, le scoperte, le emozioni, le avventure. Costante il riferimento al poema omerico, vera e propria bussola di questa straordinaria spedizione nei territori teatro dell'epopea omerica. Lungo il mar Egeo Cuisenier ha percorso le strade possibili per arrivare a Troia, è sbarcato nei pressi di siti archeologici, ha localizzato i porti degli Achei. Poi verso la Tracia a vele spiegate fino al capo Malea, per ritrovare, come Nestore, la spiaggia di Pilo. Vagando come Ulisse nel Mediterraneo verso le coste libiche, è risalito fino ai siti abitati dai Ciclopi. trovandosi poi tra Scilla e Cariddi. Ha ritrovato l'isola incantata di Circe e affrontato le tempeste del canale d'Otranto per approdare, finalmente, a Itaca. L'Odissea, sostiene Cuisenier, non è soltanto una meravigliosa narrazione: è la memoria delle antiche rotte marittime dell'epoca in cui i Greci del XIII secolo a.C. si lanciarono alla scoperta di terre nuove dove commerciare, memoria di cui Omero, nel VII secolo, fissa la forma scritta in versi indimenticabili.
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Dire l'indicibile. La memoria letteraria della Shoah
di Carlo De Matteis
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 191
"Sarà mai concepibile una lingua propria ed esclusiva dell'Olocausto? E se sì, allora questa lingua non dovrebbe essere talmente terribile e talmente funebre da distruggere, alla fine, tutti quelli che la parlano?" si chiedeva Imre Kertész. Come tutti gli altri reduci dei campi dedicatisi alla memoria letteraria della Shoah, il rovello del grande ungherese autore di "Essere senza domani", era quello di come rendere la parola a ciò che non può essere detto, a ciò che non conosce una lingua adeguata per esprimerlo: o che, se la trova, rischia a ogni momento lo scacco delle parole di fronte all'immane indicibilità di ciò che raccontano. E il rovello, il paradosso di dire l'indicibile, patito da ogni sopravvissuto, da Primo Levi a Jean Améry e a tutti gli altri che vollero raccontare. A questo è dedicato il presente saggio che per la prima volta si rivolge alla narrazione dell'esperienza dei lager come genere, analizzando le modalità di costruzione letteraria della memoria concentrazionaria: dai già citati Kertész, Levi e Améry, fino alle voci di donne di Auschwitz, le Bruck, le Delbo, le Berger, alla notte di Wiesel, al "nichilismo" di Borowski, fino alle riflessioni religiose, cattoliche e ebraiche di fronte al male, allo scavo psicoanalitico di Bettelheim e, infine, alla poesia di Celan. Lo studio concerne quindi non le comuni testimonianze dei deportati ma quelle di coloro che diverranno poi professionalmente scrittori, la cui opera cioè assume uno specifico valore letterario.
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La vera storia del romanzo
di Margaret Doody
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 795
"Il mio scopo è esaminare le continuità e creare connessioni - dichiara Margaret Doody annunciando le intenzioni di questa analitica storia del romanzo che sovverte radicati luoghi comuni -. Questo libro è la rivelazione di un segreto molto ben tenuto, e cioè che il romanzo come forma di letteratura in Occidente ha una storia continua lunga circa duemila anni. Questo, ovviamente, non è affatto un 'segreto'. Qualsiasi testo che proponga una storia completa del romanzo cita i romanzi dell'antichità, ma di solito con noncuranza, spesso semplicemente con note in calce. A quanto pare abbiamo fatto un grande investimento esibendo trionfalmente il romanzo come la forma dei tempi moderni, e per di più tutta occidentale. Negli ultimi duecento anni, nel raccontare la nostra storia, non siamo stati del tutto sinceri in Europa Occidentale e in America. Un'analisi riveduta del romanzo significherà una visione riveduta di ciò che costituisce il concetto occidentale di 'personalità'".
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Ebrei, luterani, omosessuali e streghe nella Contea di Modica
di Francesco Ereddia
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 233
Quanto di storia millenaria si è consumata in Sicilia trova nel territorio della contea di Modica rappresentazione e metafora, testimoniate ed esibite da luoghi, monumenti, tratti culturali inconfondibili. Le origini si spingono fino alla più lontana antichità e per valutarne l'importanza nella storia dell'Isola, ma anche in parte del Mediterraneo, sarebbe sufficiente riportarsi al periodo della dominazione bizantina (535-965), durante il quale il suo territorio svolse un ruolo centrale. La contea fu istituita nel 1296, anno decisivo nella storia dell'Isola. In quell'anno infatti i baroni siciliani, riunitisi in Parlamento, proclamarono Re di Sicilia, Duca di Puglia e Principe di Capua Federico III. Come era costume dell'epoca il nuovo re concesse feudi e titoli ai nobili della sua parte. Manfredi I Chiaromonte fu così investito del titolo della contea. Il cognome e il titolo dicono già il ruolo secolare della contea nelle vicende dell'Isola. Ripercorrerle significa intendere il complesso intreccio di personalità ed eventi che hanno segnato la storia siciliana. Tra gli eventi che differenziano la storia della contea dal resto dell'Isola, mai caratterizzata da episodi di razzismo particolarmente gravi, a eccezione dei delitti consumati ad Érice nel 1392, si segnala il massacro di ebrei perpetrato il 15 agosto del 1474, giorno dell'Assunzione.
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La letteratura fantastica in Austria e Germania (1900-1930). Gustav Meyrink e dintorni
di Margherita Cottone
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 153
Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, in un momento di grande insicurezza sociale e politica, si affermava in Austria e in Germania una letteratura detta dagli stessi autori: "fantastica". I suoi caratteri sono facilmente riconducibili alla tradizione della Schauerromantik, di Hoffmann, Poe e Villiers de l'Isle d'Adam. Muovendosi tra "orrore" e "grottesco", tra critica sociale e visione spiritualistico-esoterica, i racconti e i romanzi di Meyrink, Kubin, Strobl, Ewers, rappresentano gli esempi più significativi di una letteratura considerata "triviale", ma i cui stilemi sono riconoscibili anche in autori famosi come Franz Kafka o Georg Heym. Grazie alla pubblicazione di famose collane, come la Galene der Phantasten, di antologie e di riviste, questa produzione si impone nel primo Novecento con testi che indagano gli aspetti oscuri dell'esistenza, gli orrori della civiltà, le paure di fronte all'inconoscibilità del mondo e della stessa identità umana cui spesso si contrappone una visione mistico-spiritualista o estetico-decadente. Una visione perimetrata sia dall'eros e dalla donna, che assume spesso tratti vampirici e aggressivi, sia dallo "spazi" in cui si muovono i personaggi di autori come Meyrink e Kubin.
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L'indialetto ha la faccia scura. Giudizi e pregiudizi linguistici dei bambini italiani
di Giovanni Ruffino
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 304
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Fate, sibille e altre strane donne
di Elsa Guggino
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 251
Un sistema di credenze di ascendenza millenaria insiste nell'odierno immaginario magico-religioso siciliano. Strane figure femminili di natura extraumana si intrecciano al vivere degli uomini: i Donni. Sono belle, eleganti, amanti della danza, del canto, dei banchetti, ma anche capricciose e volubili. Volano insieme a fate e sibille verso convegni notturni, entrano nelle case portando scompiglio o fortuna. Elsa Guggino riporta numerose testimonianze della credenza nel saggio che dà titolo al libro. Altri scritti ne integrano la lettura: Giulio Angioni (su una coga sarda), Emanuele Buttitta (sul tema del "figlio cambiato" dalle donne, in Luigi Pirandello), Nicola Cusumano (su Lamia e altre creature infere nell'antica Grecia).
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L'invenzione del nemico
di Franco Cardini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 247
Questo libro intende dimostrare che uno scontro di civiltà tra Oriente e Occidente, tra civiltà cristiana e islamica, non solo non c'è mai stato, ma al contrario è esistito sempre uno scambio fecondo, una sostanziale parentela, di cui lo scontro armato, la cosiddetta crociata, non è stato che un risultato di superficie (un "epifenomeno" dice l'autore), o addirittura non è stato che il pretesto che ha facilitato e moltiplicato le occasioni di incontro. Il lettore è preso in un volo attraverso un favoloso e fastoso medioevo orientale occidentale, che scopre lentamente e leggendariamente, il vicino Islam.
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Gli italiani e la lingua
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 363
Il volume contiene gli Atti del Convegno su "Gli italiani e la lingua
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I siciliani deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti 1943-1945
di Giovanna D'Amico
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 405
Mancava uno studio, completo e documentalmente costituito, sulla deportazione dei siciliani nei campi di concentramento e di sterminio dei nazisti. Una mancanza fondata su una falsa convinzione corrente: l'idea che i siciliani, per via della precoce liberazione nel luglio del 1943 con lo sbarco alleato, fossero stati immuni dall'esperienza concentrazionaria. In realtà i siciliani che finirono nella rete concentrazionaria dipendente da Heinrich Himmler e dal suo apparato SS furono 761. Il volume si basa, oltre che sulla documentazione archivistica e cartacea, sulle testimonianze dirette dei deportati in forma di intervista sui diversi temi in cui si approfondisce la ricerca: prima del lager, il lager, il ritorno e la memoria.
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Il senso del cibo
Mondo antico e riflessi contemporanei
di Scarpi Paolo
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 169
L'alimentazione umana non è solo un fatto biologico
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Orizzonti incrociati. Il problema epistemologico in antropologia
di Silvana Miceli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 142
Come costruiamo le nostre conoscenze? Come scegliamo le nostre domande? Che rapporto c'è tra l'oggetto "preso di mira" e l'oggetto "restituito" in una indagine conoscitiva? In che modo l'esposizione a differenti metodi d'indagine contribuisce a configurare diversamente l'indagato? Come valutiamo le nostre risposte? E la conoscenza antropologica? Non ci porremo anche a suo proposito analoghe domande? Dichiarando le proprie scelte e le proprie opzioni, l'autrice affronta i problemi epistemologici dell'antropologia da differenti angolazioni, mostrandone la complessità anche dove le cose potrebbero apparire semplici: la descrizione etnografica.
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