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Sellerio Editore Palermo: Nuovo prisma

L'oralità dell'immagine. Etnografia visiva nelle comunità rurali siciliane

di Rosario Perricone

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 246

L'opposizione ipotizzata fra tradizioni orali e scritte, che prevale in antropologia, è ingannevole: in primis perché tende ad
18,00

Antropologia e letteratura

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 243

«Lo scrittore, cercando l'uomo, trova gli uomini; l'antropologo, ma anche il sociologo, lo storico, etc
18,00

Mito, fiaba, rito

di Antonino Buttitta

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 240

Antropologo, semiologo, studioso di folklore tra i più noti, Antonino Buttitta ha sempre accompagnato all'interesse teorico ricerche sull'immaginario popolare, in particolare quello siciliano. Il volume raccoglie saggi di epoche diverse offrendo una complessiva panoramica della sua opera. Sono presenti tanto analisi di fiabe e miti, quanto risultati di ricerche su riti e feste popolari. Le forme di espressività popolare, sia quella mitico-fiabesca sia quella rituale, costituiscono, per Buttitta, l'esito della volontà persistente dell'uomo di superare la finitudine del tempo e dello spazio, mediante una assiologia finalizzata a negare le fondamentali opposizioni umane: essere-apparire, vita-morte, bene-male. L'idea che emerge è una riflessione sui miti, le fiabe e i riti, consistente nell'interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto gli uomini di ogni tempo a inseguirsi in aldilà insistentemente fantasticati.
22,00

Prometeo genetista. Profitti delle tecniche e metafore della scienza

di Claude Calame

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 167

"Tutte le arti ai mortali vengono da Prometeo". Nella lettura classica Prometeo è l'eroe culturale che fa accedere i mortali alle arti tecniche, ma anche colui che permette agli umani di leggere il mondo fornendoli degli strumenti della decifrazione dei segni. È colui che quindi permette agli uomini di "farsi" tali, di ricrearsi in qualche modo, uscendo dallo stato ferino. Il mito che rappresenta la scienza, e insieme la superbia umana che supera i limiti, non solo strappando agli dei la creazione ma anche contrastando i capricci del Caso. In parallelo, se pur a distanza di millenni, scienze della vita e biotecnologie, l'ingegneria che permette la manipolazione del codice genetico, presentano caratteri che a quel racconto rimandano. Di nuovo, attraverso una semiotica (il DNA è tradizionalmente inteso appunto come un codice), all'uomo è dato di crearsi da solo: un'"antropopoiesi", un'autocreazione che consentirebbe alla scienza umana di sostituirsi anche alle leggi deterministiche del caso. "Dal punto di vista scientifico - scrive l'autore - si potrebbe verosimilmente ammettere che l'uomo prenda il posto di Prometeo, ossia quello di Zeus. Ci si può domandare se l'uomo sia in grado, se non in diritto di sostituirsi alla potenza del caso che, nella tragedia greca, agisce spesso sotto la forma della tyche, della sorte, buona o cattiva".
16,00

La mappa e il territorio. Ripensare l'educazione fra strada e scuola

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 287

"Per necessità professionale molti insegnanti si aggrappano alle proprie mappe, all'ordine immutabile delle proprie discipline nel tentativo di ordinare la caotica realtà di una classe di giovani che apprendono (accettate provvisoriamente che gli allievi siano a scuola per apprendere e che lo facciano realmente). Ma non si può amare una mappa: nel momento stesso in cui il nostro sguardo perde di vista la realtà a cui la mappa si riferisce tutto il sapere viene devitalizzato e con esso la relazione tra gli allievi ed il proprio insegnante. Se vogliamo fare il mestiere di educatori dobbiamo amare il mondo e, se questo accade, anche le mappe più improbabili, meno colorate, acquisteranno bellezza, profondità e significato. Dunque noi Maestri di Strada ci siamo collocati saldamente dalla parte del territorio e da quella posizione pretendiamo di dare delle indicazioni ai cartografi del sapere e dell'educazione avendo come guida sicura il cuore che ama il mondo e una mente che ha imparato a compiere continui viaggi tra mappa e territorio". In questo libro, a cura di Cesare Moreno, Santa Parrello e Ilaria Iorio, sono raccontate significative esperienze dei Maestri di Strada nella loro relazione con il territorio, discutendo le emergenti questioni psicopedagogiche della responsabilità educativa nella complessità sociale e culturale dell'oggi.
18,00

Pensare e ripensare le migrazioni

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 324

Il risultato del Convegno i cui Atti sono raccolti in questo volume, prende le mosse da una concezione dinamica dei processi migratori e procede utilizzando gli strumenti della statistica, dell'analisi economica, della sociologia e della antropologia in termini sincronici. I testi qui raccolti discutono alcuni temi presenti nel dibattito più recente; le nuove configurazioni delle migrazioni; le migrazioni femminili, senza che ancora ne siano state studiate tutte le implicazioni; infine le più attuali metodologie di analisi. L'autorevolezza degli autori e la consistenza delle proposte avanzate fanno di questo volume una indispensabile base per ulteriori approfondimenti. Scritti di: Alberto Baldi, William Berthomière, Antonino Buttitta, Sebastiano Ceschi, Paola Corti, Andreina De Clementi, Luca Di Sciullo, René Gallissot, Marie-Antoinette Hily, Claudio Marta, Adelina Miranda, Mirjana Morokvasic, Giustina Orientale Caputo, Carla Pasquinelli, Franco Pittau, Enrico Pugliese, Patrizia Resta, Annamaria Rivera, Matteo Sanfilippo, Amalia Signorelli, Alain Tarrius, Anna Maria Zaccaria.
20,00

Filologia e identità nazionale. Una tradizione per l'Italia unita (1840-1940)

di Francesco Sberlati

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 359

A centocinquanta anni dall'unità politica è significativo che ancora costituiscano temi di discussione anche vivaci le vicende attraverso le quali si è giunti a definire l'identità vera o supposta dell'Italia. Con gli strumenti della storiografia e della filologia sostanzialmente si è cercato di individuare una tradizione linguistica e letteraria nella quale l'intera popolazione, da Nord a Sud, potesse idealmente riconoscersi. Il fatto stesso che tra la metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento si sia realizzata una considerevole produzione di opere e di storie letterarie, affiancate da un intenso dibattito sulla lingua nazionale, dimostra quanto intensa fosse la volontà di dare un senso unitario alla storia culturale del Paese. Nell'appassionata ricerca di questa comune tradizione notevole impegno spesero soprattutto studiosi di linguistica e di filologia per operare una selezione di testi destinata a divenire canonica fino ai nostri giorni. L'idea da cui muoveva il loro non facile e ingrato lavoro consisteva nella convinzione che una volta determinata la tradizione in una misura storiograficamente omogenea, il problema dell'identità nazionale si sarebbe automaticamente risolto. Occorreva quindi assicurare all'Italia un patrimonio intellettuale condiviso e accettato. Attraverso un'accurata lettura di autori e testi, riscoprendo anche figure rimaste finora nell'ombra, questo libro si propone di individuare le dinamiche ideologiche tra storia e letteratura...
22,00

Per i linguisti del nuovo millennio

editore: Sellerio Editore Palermo

22,00

Album Tabucchi. L'immagine nelle opere di Antonio Tabucchi

di Thea Rimini

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 186

"Ho sempre amato gli scrittori che seppero alzare lo sguardo alla volta celeste e, con la medesima intensità, abbassarlo alle nostre "vie d'intorno", dove transita la vita che ci è data da vivere. Sono gli astronomi-realisti, così li chiamo, Natura li dotò di una pupilla regolabile come un obiettivo: aprivano le lenti all'insù e mettevano a fuoco la luna; le stringevano verso il basso e riuscivano a scrutare il selciato del nostro natio borgo selvaggio. Mr. Google-Earth, dall'occhio con lo zoom, li imita male, che del selciato riesce anche a vedere le fessure fra le pietre ma non riesce a farci sentire, come seppero fare quelli, il fruscio delle vesti che sulle stesse pietre passarono. Mi rendo conto che non riuscendo ad ammirare le stelle il mio sguardo si è posato piuttosto sulle quiete (o meno quiete) stanze che ho attraversato. Stanze che poi sono il mondo in cui viviamo e che commentatori frettolosi oggi vorrebbero così piccolo che potrebbe stare in una noce. A me pare invece vasto come il cosmo, per chi sa che soltanto attraverso le differenti maniere di rappresentarlo, cioè le infinite immagini che di esso abbiamo, possiamo capirne il senso. Altrimenti la realtà significherebbe soltanto se stessa e una rosa sarebbe una rosa una rosa una rosa una rosa. Ma cosa c'è "oltre" la rosa? Di immagini sono stato avido, lo ammetto, e quante più potevo catturarne più ne ho ospitate nelle mie rètine." (Antonio Tabucchi)
18,00

Poesia e magia

di Anita Seppilli

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 491

Il titolo suggestivo di questo libro coraggioso si può, anche considerate le diverse edizioni, ormai ritenere un classico degli studi storico-religiosi e letterari. L'idea che si impone tra il Sette e l'Ottocento del poeta con le chiome lunghe in attitudine di invasato, animato da ispirazione divina, è molto più antica di quanto si creda. Difatto è il risultato di una secolare tradizione, originata dal convincimento che il poeta, in quanto ispirato, era visto come un veggente, come uno sciamano. Questo modo di rappresentarlo non scompare in un preciso momento storico, ma si viene appannando gradualmente, pur resistendo ambiguamente anche nella nostra età della tecnica. Sono due soprattutto le domande cui Anita Seppilli in questa densa opera risponde in modo magistrale. La prima è: per quale ragione fin dalle origini alla parola cantata, alla narrazione e alla rappresentazione anche drammatica dei miti fu attribuito un valore magico; la seconda mira ad individuare la motivazione e gli esiti storici non solo letterari, che hanno portato il poetico a sganciarsi dal magico, pur conservandone la forza creativa.
24,00

La donna di fiori. Eros, botanica, alchimia

di Giuseppe Testa

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 171

Chi dovrà scrivere in futuro una storia della metafora, non potrà trascurare questa opera di Giuseppe Testa per il punto di vista sicuramente singolare. Testa scrive: "Nei dieci anni d'oro della psicoanalisi (1895-1905) la fisica teorica faceva esplodere l'universo come una galassia nel frullatore; spazio, tempo diventano concetti discutibili, categorie opinabili... Allora (Freud) cominciò a sentire il proprio lavoro vicino a quello dei fisici. Può darsi pensasse di essersi inerpicato sulle spalle di quei giganti che per Newton erano stati Copernico, Galileo, Keplero: ma se il punto più elevato non era che la postazione di un astronomo, l'esploratore si era già fatto cosmonauta". Con la ovvia distanza temporale e spaziale, anche Testa si muove da cosmonauta. Il suo occhio rivolto soprattutto ad esporre gli esiti metaforici dei profumi venerei, ed in particolare quelli dovuti al mestruo, apre una strada sicuramente nuova per leggere le opere letterarie. D'altra parte Testa ci ricorda che ad alimentare la presenza di metafore degli odori del corpo femminile hanno contribuito false opinioni e luoghi comuni avvalorati nei secoli da una vasta letteratura fantasiosa: a partire dal Libro delle impurità femminili, scritto verso il Mille da al-Kulayni, per arrivare a Fliess, contemporaneo di Freud. Un'opera che si impone a giusta ragione come una rilettura illuminante della storia della rappresentazione del corpo femminile, da parte della cultura non solo dell'Occidente.
16,00

Lo scudo di Achille

di Gaetano Parmeggiani

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 111

"L'autore di questo libro scritto molti anni or sono da un Nestore dalla sterminata dottrina, così riassume, con parole efficaci e semplici, il risultato della sua appassionata ricerca: nelle raffinate scene che il poeta dell'Iliade immagina istoriate sullo scudo di Achille "è la summa - scrive Parmeggiani - del mondo omerico quale appare dai poemi, una società interamente antropocentrica in cui gli dei non sono che uomini, appena un po' più grandi del vero: un mosaico in cui è già possibile intravedere, nella ricchezza e nella precisione dell'osservazione, nell'interesse inesauribile per la physis, per la natura di ogni cosa [...] il muovere futuro del pensiero occidentale". Che il corpus di poesia epica costituito dall'Iliade e dall'Odissea sia un fondamentale caposaldo della storiografia mondiale è chiaro ai più consapevoli tra coloro che si occupano del mondo antico. [...] Ma lo scudo di Achille, questo apparente "inserto" collocato all'interno del poema, umiliato nell'interpretazione scolastica col ricorso al concetto di digressione, è, a ben vedere, il cuore di tutto il corpus: è la parte più esplicita dell'intero corpus. È la raffigurazione sistematica della realtà economica, politica, sociale, urbanistica messa in gioco da quella immane, estenuante guerra, che per secoli fu considerata, dagli storici greci, uno dei possibili inizi della loro storia".
14,00

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