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Viella: I libri di Viella

Al di là del fiume. Storia e antropologia di un confine africano (Ghana e Togo)

di Giulia Casentini

editore: Viella

pagine: 252

Questo volume prende in esame questioni storiche e antropologiche riguardanti la delimitazione territoriale coloniale in contesto africano, analizzandone le conseguenze nella vita politica contemporanea e interrogando questioni al centro del nostro vivere tanto nella lontana Africa quanto nel nostro paese: il concetto di identità di un popolo attraverso i mutamenti della storia, la mobile geografia dei confini. Attraverso il caso della costruzione del tratto settentrionale del confine tra Ghana e Togo, l'autrice propone così al lettore un'etnografia combinata a uno studio d'archivio, svelando le storiche connessioni commerciali e rituali tra i diversi gruppi che abitano la regione, il modo in cui si è costruito il significato attuale di "confine", l'incontro/scontro tra le rappresentazioni delle identità e delle relazioni tra africani e amministratori coloniali europei.
26,00

Fiscalità e religione nell'Europa cattolica. Idee, linguaggi e pratiche (secoli XIV-XIX)

editore: Viella

pagine: 376

Le tasse rappresentano senza dubbio uno dei principali temi del dibattito pubblico, oggi come in passato. E generalmente il fisco è percepito come il volto rapace e ingiusto di uno Stato avido, quanto incapace di operare con efficienza: le critiche - se non addirittura l'avversione - alla fiscalità statale rappresentano innegabilmente uno degli elementi che accomunano ampi settori dell'opinione pubblica e degli elettorati dei paesi occidentali. Il presente volume, frutto del lavoro di diversi autori, cerca di analizzare la genesi e lo sviluppo di idee e discorsi elaborati nell'Europa cattolica, fra XIV e XIX secolo, al fine di legittimare la tassazione, tanto nei confronti dei laici quanto degli ecclesiastici. Nei secoli passati, infatti, giuristi e teologi furono coloro che forgiarono quell'insieme di idee e concetti fondati sulla giustizia e sulla liceità morale dell'imposizione fiscale (e dell'immunità per la Chiesa) che ancora oggi hanno ampia circolazione nell'immaginario collettivo e nell'opinione pubblica.
46,00

La verità del falso. Studi in onore di Cesare G. De Michelis

editore: Viella

pagine: 248

Il vero e il falso sono inestricabilmente intrecciati in molti campi della comunicazione umana
27,00

L'Islam e l'impero. Il Medio Oriente di Toynbee all'indomani della Grande guerra

di Laura Di Fiore

editore: Viella

pagine: 223

Tra i vari profili di Arnold J. Toynbee - storico, filosofo della storia, antichista - quello che emerge dalle carte del Foreign Office di Londra è uno dei meno noti, ovvero quello di esperto dell'intelligence britannico negli anni della Prima guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra. Dalle analisi sul riassetto del Medio Oriente messe a punto in vista della Conferenza di pace di Parigi emerge il ruolo centrale riconosciuto alla "civiltà islamica" in una dimensione essenzialmente politica e profondamente consapevole dei mutati equilibri nelle relazioni globali tra Occidente e Oriente, ben lontana quindi dalle semplificazioni culturaliste attribuitegli in anni recenti nell'ambito delle teorie sullo "scontro di civiltà". Ma il progetto politico per il Medio Oriente schiudeva per Toynbee anche uno scenario fondamentale per il futuro dell'impero britannico, in fase di declino e oggetto di proposte di riforma dall'inizio del secolo. Le rivendicazioni di autodeterminazione nazionale del mondo musulmano rappresentarono infatti un tassello essenziale nel quadro di un'originale riflessione politico-istituzionale tesa a legittimare su nuove basi l'avventura imperiale britannica.
26,00

Il Piemonte risorgimentale nel periodo preunitario

editore: Viella

pagine: 218

Gli anni che vanno dal 1821 al 1848 furono molto intensi per la società piemontese. Pochi anni dopo il Congresso di Vienna infatti esplosero a Torino dei moti, duramente repressi da Carlo Felice re di Sardegna, il quale esautorò il nipote Carlo Alberto, reo di aver prestato ascolto ai rivoltosi e di averne sostenuto la richiesta di una Costituzione. In seguito, una volta salito al trono, Carlo Alberto adottò un prudente atteggiamento legittimista, e solo alla fine del suo regno promulgò lo Statuto albertino. Furono anni caratterizzati, da un punto di vista socio-politico, da diverse associazioni segrete di forte ispirazione buonarrotiana, dall'attività cospirativa di Mazzini, dall'afflusso dei primi esuli e dalla fondazione di alcuni giornali, come le "Letture popolari" di tendenze democratiche ma che mal si sposavano con le teorie mazziniane. Questi e altri aspetti della società piemontese sono stati esaminati da un gruppo di studiosi con l'intento di illustrare e di comprendere meglio come il Regno di Sardegna si sia preparato al 1848.
27,00

Una rete di amicizie. Carteggi dalla «koinonia» di Ernesto Buonaiuti 1915-1927

editore: Viella

pagine: 251

Tre giovani romani si scambiano lettere negli anni tra la prima guerra mondiale e il consolidamento del fascismo come regime. Interloquisce talora con essi don Ernesto Buonaiuti, studioso e professore di Storia del cristianesimo; la sua proposta di rinnovamento religioso, e la dura condanna della Chiesa di Roma, rappresentano il cuore di questo carteggio, insieme alla rete di amicizie giovanili che viene ad annodarsi intorno alla sua figura. Ma le lettere danno anche conto di una serie di altre questioni vive nell'Italia di quegli anni: la memoria della guerra, le difficoltà della vita quotidiana, la famiglia nelle sue varie declinazioni sia di affetti che di costrizione. Sullo sfondo la Roma degli anni Venti, con alcuni dei protagonisti maggiori e minori della sua vita politica e culturale, da Benito Mussolini a Giovanni Gentile al cavalier Giovanni Treccani, e con essi una folla di altre figure che si inseriscono nell'aspirazione ad un rinnovato lustro della città e alla riscoperta della sua supposta vocazione imperiale.
25,00

La lingua, la Bibbia, la storia. Sul «De vulgari eloquentia» 1

di Gennaro Sasso

editore: Viella

pagine: 201

In questo denso saggio, Gennaro Sasso ripensa le molte questioni che si intrecciano nel primo libro del "De vulgari eloquentia" e ne fornisce una puntuale interpretazione unitaria. Particolare attenzione è stata dedicata al nesso che lega la nascita del linguaggio alla dimensione edenica e alla condizione in cui l'uomo si trovò a vivere dal momento in cui, perduta l'iniziale felicità, entrò in contatto con il dolore e con la morte. Deriva da qui l'interesse con cui nel libro è stato affrontato anche il tema della Torre di Babele, e la cura messa nel restituire il senso autentico di quel che si nasconde nella questione della così detta dispersione delle lingue.
25,00

Il diavolo in paradiso. Diritto, teologia e letteratura nel «Processus Satane» (sec. XIV)

di Beatrice Pasciuta

editore: Viella

pagine: 269

Il diavolo sale in Paradiso, deciso a riprendersi l'umanità utilizzando un nuovo formidabile strumento: il processo. Possibile? Composto nel XIV secolo, tramandato come opera giuridica falsamente attribuita a Bartolo da Sassoferrato, il "Processus Satane" è un processo simulato, in forma di dialogo, fra il diavolo, Cristo e la Madonna. Bollato come opera minore e pressoché ignorato dalla storiografia, il testo costituisce in realtà uno straordinario esempio di sincretismo culturale: il linguaggio della teologia serve al diritto come fonte di legittimazione, e di contro la costruzione escatologica e la stessa teoria della Salvezza sono impiantate su una struttura giuridica. In questa prospettiva, il "Processus Satane" viene qui riproposto come punto di osservazione ideale per cogliere le interazioni di una cultura poliedrica e complessa, insieme di teatro e di letteratura, di diritto e di teologia, di scuola e di piazza.
26,00

Lavoro di comunità e ricostruzione civile in Italia. Margherita Zoebeli e il centro educativo italo-svizzero di Rimini

di Carlo De Maria

editore: Viella

pagine: 235

Nel secondo dopoguerra lo sviluppo di partiti, organizzazioni "collaterali" ed enti pubblici sembrò mettere ai margini le pratiche di autogestione dell'intervento sociale. Tuttavia, pur da posizioni minoritarie, nascevano lungo la penisola associazioni e piccole istituzioni autonome, attive nel lavoro sociale "dal basso" e animate da giovani operatori e militanti di base che sentivano come maestri alcuni intellettuali delle generazioni precedenti, come Ernesto Codignola, Aldo Capitini, Guido Calogero, Adriano Olivetti. Nata a Zurigo nel 1912, e arrivata in Italia nel 1945, alla guida di una équipe del Soccorso operaio svizzero, Margherita Zoebeli (Margrit Zöbeli) fu la più giovane e meno nota tra i maestri dell'intervento sociale ed educativo. Centrale è il suo legame ideale con la tradizione di quell'umanesimo socialista e anarchico che aveva aperto la strada, nel corso del XIX secolo, ai movimenti di emancipazione popolare: una tradizione egualitaria ma rispettosa delle differenze e dell'altro che la storiografia più recente torna - negli odierni tempi di crisi economica e sociale - a riscoprire e studiare. A partire dalla biografia politica e professionale di Margherita Zoebeli, questo libro fornisce uno spaccato inedito del lavoro di comunità e delle esperienze di impegno sociale e pedagogico che caratterizzarono l'Italia nel periodo che corre dalla Ricostruzione agli anni Settanta.
24,00

Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista

di Matteo Millan

editore: Viella

pagine: 308

Roma, 1° novembre 1922. Sono passate solo poche ore dalla marcia su Roma, e il neo-presidente del Consiglio Benito Mussolini promette l'immediata smobilitazione di tutte le squadre in nome del ripristino più rigoroso dell'ordine pubblico. In realtà, la conquista del potere non segna affatto la fine dello squadrismo né della violenza. Sia che vengano arruolati nelle unità della nuova Milizia Volontaria oppure che agiscano sotto le spoglie dei circoli rionali o dei gruppi sportivi, gli squadristi continuano a giocare un ruolo decisivo nella scena politica italiana. E quando il regime, anche per merito delle sue camicie nere, sarà abbastanza forte da imporre una dittatura a viso aperto, squadrismo e violenza non verranno mai meno. Attraverso il ricorso a nuove fonti, questo libro propone una visione innovativa del ruolo dalla violenza squadrista negli anni centrali della dittatura mussoliniana. Le vicissitudini dei protagonisti dello squadrismo sono indagate a tutto tondo: dalle camicie nere condannate al confino di polizia, al pari dei tanto odiati antifascisti, a coloro che sulla pratica della violenza e sul mito dello squadrismo hanno scommesso tutta la loro vita.
26,00

Frontiere aperte. Musulmani, ebrei e cristiani nella Repubblica di Venezia

di Giuseppina Minchella

editore: Viella

pagine: 384

Nel quadro mobile della frontiera veneto-ottomana, specchio del variegato ponte che univa Venezia all'Impero turco, emerge la labilità di un confine dinamico, caratterizzato da continui attraversamenti delle barriere geografiche e religiose. Vengono alla luce realtà plasmate dalla circolazione delle cose e delle persone, storie individuali di duplice appartenenza, profondamente segnate dalla coesistenza con l'altro. Del complesso contesto sociale della città di Venezia si ricostruisce qui la realtà segnata dalla presenza di minoranze orientali in contatto quotidiano con i sudditi della Serenissima, mettendo in luce le multiformi relazioni che nell'età moderna hanno interessato gli abitanti delle opposte sponde del Mediterraneo. Si delinea così una frontiera porosa, aperta allo scambio e alla contaminazione, che induce a leggere in modo nuovo la storia dei rapporti tra turchi, ebrei e cristiani.
35,00

La giustizia del vescovo. Società, economia e Chiesa cittadina ad Asti tra XIII e XIV secolo

di Pia Ezio C.

editore: Viella

pagine: 243

Il tribunale del vescovo di Asti è il centro di un complesso sistema di relazioni economiche e politiche che innervano la soci
26,00

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