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Viella: I libri di Viella

L'Islam e l'impero. Il Medio Oriente di Toynbee all'indomani della Grande guerra

di Laura Di Fiore

editore: Viella

pagine: 223

Tra i vari profili di Arnold J. Toynbee - storico, filosofo della storia, antichista - quello che emerge dalle carte del Foreign Office di Londra è uno dei meno noti, ovvero quello di esperto dell'intelligence britannico negli anni della Prima guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra. Dalle analisi sul riassetto del Medio Oriente messe a punto in vista della Conferenza di pace di Parigi emerge il ruolo centrale riconosciuto alla "civiltà islamica" in una dimensione essenzialmente politica e profondamente consapevole dei mutati equilibri nelle relazioni globali tra Occidente e Oriente, ben lontana quindi dalle semplificazioni culturaliste attribuitegli in anni recenti nell'ambito delle teorie sullo "scontro di civiltà". Ma il progetto politico per il Medio Oriente schiudeva per Toynbee anche uno scenario fondamentale per il futuro dell'impero britannico, in fase di declino e oggetto di proposte di riforma dall'inizio del secolo. Le rivendicazioni di autodeterminazione nazionale del mondo musulmano rappresentarono infatti un tassello essenziale nel quadro di un'originale riflessione politico-istituzionale tesa a legittimare su nuove basi l'avventura imperiale britannica.
26,00

Una rete di amicizie. Carteggi dalla «koinonia» di Ernesto Buonaiuti 1915-1927

editore: Viella

pagine: 251

Tre giovani romani si scambiano lettere negli anni tra la prima guerra mondiale e il consolidamento del fascismo come regime. Interloquisce talora con essi don Ernesto Buonaiuti, studioso e professore di Storia del cristianesimo; la sua proposta di rinnovamento religioso, e la dura condanna della Chiesa di Roma, rappresentano il cuore di questo carteggio, insieme alla rete di amicizie giovanili che viene ad annodarsi intorno alla sua figura. Ma le lettere danno anche conto di una serie di altre questioni vive nell'Italia di quegli anni: la memoria della guerra, le difficoltà della vita quotidiana, la famiglia nelle sue varie declinazioni sia di affetti che di costrizione. Sullo sfondo la Roma degli anni Venti, con alcuni dei protagonisti maggiori e minori della sua vita politica e culturale, da Benito Mussolini a Giovanni Gentile al cavalier Giovanni Treccani, e con essi una folla di altre figure che si inseriscono nell'aspirazione ad un rinnovato lustro della città e alla riscoperta della sua supposta vocazione imperiale.
25,00

La lingua, la Bibbia, la storia. Sul «De vulgari eloquentia» 1

di Gennaro Sasso

editore: Viella

pagine: 201

In questo denso saggio, Gennaro Sasso ripensa le molte questioni che si intrecciano nel primo libro del "De vulgari eloquentia" e ne fornisce una puntuale interpretazione unitaria. Particolare attenzione è stata dedicata al nesso che lega la nascita del linguaggio alla dimensione edenica e alla condizione in cui l'uomo si trovò a vivere dal momento in cui, perduta l'iniziale felicità, entrò in contatto con il dolore e con la morte. Deriva da qui l'interesse con cui nel libro è stato affrontato anche il tema della Torre di Babele, e la cura messa nel restituire il senso autentico di quel che si nasconde nella questione della così detta dispersione delle lingue.
25,00

Il diavolo in paradiso. Diritto, teologia e letteratura nel «Processus Satane» (sec. XIV)

di Beatrice Pasciuta

editore: Viella

pagine: 269

Il diavolo sale in Paradiso, deciso a riprendersi l'umanità utilizzando un nuovo formidabile strumento: il processo. Possibile? Composto nel XIV secolo, tramandato come opera giuridica falsamente attribuita a Bartolo da Sassoferrato, il "Processus Satane" è un processo simulato, in forma di dialogo, fra il diavolo, Cristo e la Madonna. Bollato come opera minore e pressoché ignorato dalla storiografia, il testo costituisce in realtà uno straordinario esempio di sincretismo culturale: il linguaggio della teologia serve al diritto come fonte di legittimazione, e di contro la costruzione escatologica e la stessa teoria della Salvezza sono impiantate su una struttura giuridica. In questa prospettiva, il "Processus Satane" viene qui riproposto come punto di osservazione ideale per cogliere le interazioni di una cultura poliedrica e complessa, insieme di teatro e di letteratura, di diritto e di teologia, di scuola e di piazza.
26,00

Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista

di Matteo Millan

editore: Viella

pagine: 308

Roma, 1° novembre 1922. Sono passate solo poche ore dalla marcia su Roma, e il neo-presidente del Consiglio Benito Mussolini promette l'immediata smobilitazione di tutte le squadre in nome del ripristino più rigoroso dell'ordine pubblico. In realtà, la conquista del potere non segna affatto la fine dello squadrismo né della violenza. Sia che vengano arruolati nelle unità della nuova Milizia Volontaria oppure che agiscano sotto le spoglie dei circoli rionali o dei gruppi sportivi, gli squadristi continuano a giocare un ruolo decisivo nella scena politica italiana. E quando il regime, anche per merito delle sue camicie nere, sarà abbastanza forte da imporre una dittatura a viso aperto, squadrismo e violenza non verranno mai meno. Attraverso il ricorso a nuove fonti, questo libro propone una visione innovativa del ruolo dalla violenza squadrista negli anni centrali della dittatura mussoliniana. Le vicissitudini dei protagonisti dello squadrismo sono indagate a tutto tondo: dalle camicie nere condannate al confino di polizia, al pari dei tanto odiati antifascisti, a coloro che sulla pratica della violenza e sul mito dello squadrismo hanno scommesso tutta la loro vita.
26,00

Frontiere aperte. Musulmani, ebrei e cristiani nella Repubblica di Venezia

di Giuseppina Minchella

editore: Viella

pagine: 384

Nel quadro mobile della frontiera veneto-ottomana, specchio del variegato ponte che univa Venezia all'Impero turco, emerge la labilità di un confine dinamico, caratterizzato da continui attraversamenti delle barriere geografiche e religiose. Vengono alla luce realtà plasmate dalla circolazione delle cose e delle persone, storie individuali di duplice appartenenza, profondamente segnate dalla coesistenza con l'altro. Del complesso contesto sociale della città di Venezia si ricostruisce qui la realtà segnata dalla presenza di minoranze orientali in contatto quotidiano con i sudditi della Serenissima, mettendo in luce le multiformi relazioni che nell'età moderna hanno interessato gli abitanti delle opposte sponde del Mediterraneo. Si delinea così una frontiera porosa, aperta allo scambio e alla contaminazione, che induce a leggere in modo nuovo la storia dei rapporti tra turchi, ebrei e cristiani.
35,00

La giustizia del vescovo. Società, economia e Chiesa cittadina ad Asti tra XIII e XIV secolo

di Pia Ezio C.

editore: Viella

pagine: 243

Il tribunale del vescovo di Asti è il centro di un complesso sistema di relazioni economiche e politiche che innervano la soci
26,00

La storia di genere in Italia in età moderna. Un confronto tra storiche nordamericane e italiane

editore: Viella

pagine: 467

L'obiettivo di questo volume è fare dialogare storiche americane e italiane riguardo alcuni temi della gender history relativamente alla prima età moderna. Il confronto evidenzia l'importanza di mantenere sempre attivi i contatti fra le due storiografie: quella americana, caratterizzata dalla volontà di sintetizzare e contestualmente ampliare con nuovi indirizzi di interpretazione la storia della società europea; e quella italiana, in grado di produrre sovente ricerche di grande spessore storiografico anche attraverso l'indagine sulle fonti, ma a volte manchevole nell'allargare il suo sguardo all'orizzonte extra-italiano, europeo e globale. Infine, pur senza alcuna pretesa di completezza, attraverso una decina di casi si propone un bilancio su molte delle più importanti iniziative che hanno avviato e arricchito, con notevoli risultati, la gender history in Italia.
35,00

Lo sguardo lungimirante delle capitali. Saggi in onore di Francesca Bocchi. Ediz. italiana e inglese

editore: Viella

pagine: 460

Questo volume rende omaggio a Francesca Bocchi, storica delle città medievali, ma con aperture alle età precedenti e successive. Il taglio cronologico dato a "Lo sguardo lungimirante delle capitali" è quindi ampio, come lo spazio geografico che abbraccia. Non si tratta in senso stretto delle capitali di stati nazionali o regionali, ma anche di città a capo di circoscrizioni territoriali più piccole, su cui esse hanno svolto un ruolo dominante.
48,00

Venezia medievale nella modernità. Storici e critici della cultura europea fra Otto e Novecento

di Daniela Rando

editore: Viella

pagine: 474

In che modo la fase storica iniziata ai primi dell'Ottocento e conclusasi dopo la seconda guerra mondiale concepì, immaginò e "costruì" il Medioevo veneziano? Fu Venezia stessa - la più antimoderna fra le città italiane, dalla forte carica metaforica - a sollecitare uno specifico immaginario storico, cui parteciparono anche medievisti, studiosi e critici della cultura. Questa l'ipotesi di partenza, formulata attraverso un itinerario che intreccia il nuovo interesse per Bisanzio, percepibile a partire dai primi decenni dell'Ottocento e oscillante fra eredità classica e fascino orientale, con la categoria interpretativa del "Gotico", decisiva nel passaggio storico fra XIX e XX secolo, per poi valutare la considerazione della Venezia medievale nel dibattito su origine e natura del capitalismo, e infine come paradigma del colonialismo e dell'imperialismo.
38,00

Il bandito e il governatore. Domenico d'Amorotto e Francesco Guicciardini nell'età delle guerre d'Italia

di Carlo Baja Guarienti

editore: Viella

pagine: 236

Nel 1494, con la discesa di Carlo VIII di Francia, il mosaico politico dell'Italia va in pezzi e la penisola, percorsa dagli eserciti delle maggiori potenze europee, sprofonda in un conflitto che durerà oltre sessant'anni. Quella che per le popolazioni civili è una tragedia, tuttavia, per i professionisti delle anni è un'opportunità. Domenico d'Amorotto, figlio di un oste della montagna reggiana, ha saputo costruire sulle macerie una carriera folgorante: il carismatico montanaro si è fatto uomo d'armi, leader ghibellino e talvolta fuorilegge tenendo testa a un avversario d'eccezione, il governatore Francesco Guicciardini. La prima parte del saggio ricostruisce lo scontro fra le due figure, il bandito e il governatore: uno scontro di culture politiche inconciliabili che, indagato nelle sue pieghe nascoste, getta luce sui meccanismi del potere in una fase cruciale della storia italiana. La seconda parte rivela un corto circuito fra la vicenda storica e la sua narrazione. La morte di Domenico ha dato ai narratori l'opportunità di rimaneggiare la realtà facendola aderire a un modello: come altri fuorilegge, Domenico ha lasciato il proprio corpo storico per intraprendere il viaggio verso la mitizzazione. L'indagine su un individuo diventa così l'occasione per una riflessione sull'archetipo del bandito fra storia e letteratura.
22,00

Il fascismo in provincia. Articolazioni e gestione del potere tra centro e periferia

editore: Viella

pagine: 264

Chi comandava veramente sotto il fascismo? A prima vista sembrerebbero esserci pochi dubbi al riguardo: ogni giorno durante il Ventennio da Roma partiva una "valanga" di ordini e direttive; erano ordini destinati ai fasci provinciali e il tono - fascisticamente deciso e perentorio - non ammetteva discussione. Ma fino a che punto i fasci locali obbedivano ai comandi di Roma? Fino a che punto, di contro, i gerarchi provinciali - i "piccoli Mussolini" di provincia - prendevano decisioni in modo autonomo, seguendo una logica più locale che nazionale? Attraverso studi settoriali sui vari fascismi provinciali, il volume fa luce per la prima volta sull'effettiva distribuzione del potere durante il Ventennio, mostrando da una parte i limiti di quella centralizzazione tanto voluta dal regime e dall'altra il peso dell'ingerenza nella gestione del potere provinciale di tradizioni, interessi, e anche ambizioni più strettamente locali. Ne emerge un quadro nuovo, ricco e complesso, che mette in questione i luoghi più comuni con cui siamo abituati a pensare i meccanismi di funzionamento della dittatura.
30,00

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