Viella: I libri di Viella
Papi, curia e città in età moderna. In memoria di Antonio Menniti Ippolito
editore: Viella
pagine: 196
La prematura scomparsa di Antonio Menniti Ippolito - docente dell'Università di Cassino e importante collaboratore di questa c
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Una chiesa in guerra. Sacrificio e mobilitazione nella diocesi di Firenze (1911-1928)
di Matteo Caponi
editore: Viella
pagine: 332
La "religione di guerra" rappresenta un'importante chiave di lettura per comprendere il primo conflitto mondiale
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Il carisma della magnificenza. L'abate vallombrosano Biagio Milanesi e la tradizione benedettina nell'Italia del Rinascimento
di Francesco Salvestrini
editore: Viella
pagine: 762
L'odierna percezione della storia benedettina è fortemente condizionata dal passato medievale della medesima
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Lucri di guerra. Le forniture di armi e munizioni
di Fabio Ecca
editore: Viella
pagine: 288
Grazie alla documentazione raccolta e prodotta dalla Com-missione parlamentare d'inchiesta sulle spese di guerra, in questo vo
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Oltre il 1945. Violenza, conflitto sociale, ordine pubblico nel dopoguerra europeo
editore: Viella
pagine: 225
La seconda guerra mondiale concluse una lunga stagione di conflittualità politica, militare e sociale
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Settecento romano. Reti del classicismo arcadico
editore: Viella
pagine: 532
Questo libro - nato da una ricerca d'équipe composta da letterati, storici dell'architettura, dell'arte e della musica - propo
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I mercanti catalani e la Corona d'Aragona in Sardegna. Profitti e potere negli anni della conquista
di Maria Elisa Soldani
editore: Viella
pagine: 163
La faticosa conquista catalanoaragonese della Sardegna, con i risvolti finanziari ed economico-sociali connessi all'impresa de
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Firenze medievale e dintorni
di Giuliano Pinto
editore: Viella
pagine: 224
La storia della Firenze medievale e rinascimentale è da tempo al centro dell'interesse della storiografia internazionale, non solo per l'eccezionale fioritura della letteratura e delle arti, della cultura e del pensiero, in tutte le sue declinazioni, ma anche per lo straordinario sviluppo economico, per la partecipazione politica ampia, per le sperimentazioni in campo fiscale e finanziario. Il volume pone l'accento sulla mobilità sociale, sul radicamento della cultura mercantile e sulla proiezione esterna degli uomini d'affari, sulla forza di attrazione sulle élite dei centri minori, e ancora su aspetti delle strutture materiali e della vita privata.
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Al crocevia della storia. Poesia, religione e politica in Vittoria Colonna
editore: Viella
pagine: 234
Con questo libro viene fatto il punto sugli studi più recenti intorno a Vittoria Colonna, figura chiave della cultura italiana nel Cinquecento, protagonista della vita letteraria, religiosa e politica in Italia. Oltre a essere stata la prima italiana - unica tra tutti i poeti, uomini o donne alla cui poesia sia stato dedicato un intero volume a stampa, fu anche la prima a beneficiare di un'edizione con commento mentre era in vita. Tuttavia non fu solo un'attrice di primo piano della scena letteraria del tempo. Vittoria Colonna fu, infatti, anche parte attiva delle controversie religiose e politiche del secolo XVI. Appartenente a una delle famiglie più potenti di Roma, amica tra gli altri di Bembo, Michelangelo, Pole, Ochino, la poetessa fu personalmente implicata in molte delle vicende più significative del periodo. Questo libro, attraverso una disamina dell'intera produzione di Vittoria Colonna e un'analisi dello scenario più ampio, religioso e culturale, al quale partecipava, aiuta a comprendere tali interpretazioni in modo innovativo e a capire così anche tutta un'epoca.
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Ortodossi nel Mediterraneo cattolico. Frontiere, reti, comunità nel Regno di Napoli (1700-1821)
di Angela Falcetta
editore: Viella
pagine: 326
Durante i secoli dell'età moderna, la penisola italiana - centro del Mediterraneo cattolico - era attraversata da un intenso m
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L'invenzione dell'iconoclasmo bizantino
di Lesile Brubaker
editore: Viella
pagine: 170
Il famoso iconoclasmo bizantino ha influenzato moltissimi movimenti iconoclastici, dalla riforma inglese e dalla rivoluzione francese al movimento talebano, fino all'Isis in tempi recentissimi, tutti incentrati sulla distruzione di immagini come forte dichiarazione politica. Tuttavia, esso è stato sfortunatamente frainteso: questo libro mostra quanto e perché la discussione riguardo alle immagini fosse più complicata e più interessante di quanto non si sia immaginato. Osserva il modo in cui le icone divennero così importanti, chi vi si oppose e come la controversia si risolse all'incirca tra il 680 e l'850. Molte convinzioni ormai largamente accettate riguardo all'"iconoclasmo" - ad esempio il fatto che si trattasse di un'iniziativa imperiale e della causa di una generale e diffusa distruzione di immagini, che fosse avvenuto in un periodo di ristagno culturale - si riveleranno sbagliate. Gli anni dei dibattiti sulle immagini videro infatti progressi tecnologici e mutamenti intellettuali che, accanto ad un'economia in crescita, si conclusero con l'emergere di un impero particolarmente forte e stabile: la Bisanzio medievale.
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Regolare la politica. Norme, liturgie, rappresentazioni del potere fra tardoantico ed età contemporanea
editore: Viella
pagine: 339
Questo libro presenta gli esiti di un cantiere di ricerca nel quale, attorno al concetto di regola e alle sue applicazioni, sono confluite esperienze, metodologie e prospettive di vari ambiti storiografici che incrociano aree d'interesse contigue: il rapporto fra politica e religione, la rappresentazione del potere nelle liturgie politiche e nelle pratiche di costruzione della memoria, la sua proiezione sul territorio, nelle istituzioni ecclesiastiche e civili, nella cultura e nella società. Come afferma Pierre-Antoine Fabre nella sua introduzione, fra legge e regola (due principi solo apparentemente simili) vi è una differenza essenziale che riguarda il rapporto con l'individuo: la regola si presenta infatti come la concretizzazione della legge quando quest'ultima diventa oggetto di appropriazione. Seguendo questo filo, i quindici saggi qui raccolti analizzano, in una prospettiva diacronica e interdisciplinare, le molteplici modalità che, dall'età tardoantica sino al XX secolo, hanno assolto all'esigenza di regolare la politica, costringendola in forme riconoscibili e riproducibili che costituiscono un'efficace chiave di lettura della storia del potere in Occidente.
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