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Vita e pensiero: Strumenti/Media spettacolo e processi culturali/Quaderni dello Stars

Stile Cines

Studi sul cinema italiano 1930-1934

di Vincenzo Buccheri

editore: Vita e pensiero

pagine: 160

Storia, uomini e film della Cines dal 1930 al 1934: negli anni del passaggio al sonoro e dei proclami di rinascita del cinema nazionale, la Cines, più tollerata che sostenuta dal fascismo, diventa, grazie a Pittaluga e a Cecchi, la principale casa di produzione del Paese prima di Cinecittà e porta sugli schermi un nuovo linguaggio filmico, eclettico e cosmopolita. Vincenzo Buccheri ne ricostruisce il sistema e analizza lo stile dei suoi film più celebri, nel contesto di alcune questioni di storia culturale: la ricerca di un’identità italiana, la dialettica tra intellettuali e regime, il nesso tra estetiche di massa, modi di produzione, ideologia.
13,00

Artisti americani tra le due guerre

Una raccolta di documenti

di Francesco Tedeschi

editore: Vita e pensiero

pagine: 160

L’arte americana vive una stagione particolare tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. I contatti diretti con l’avanguardia europea, favoriti dalle migrazioni negli Stati Uniti di affermati artisti europei, e la ricerca di una propria identità da parte degli autori cresciuti sul suolo americano portano all’elaborazione di una nuova definizione dell’immagine, anche in rapporto con la fotografia. L’attività espositiva e le pubblicazioni sono privilegiato luogo di confronto, prima che gli investimenti istituzionali nel campo dell’arte e della cultura producano ulteriori opportunità di crescita personale e collettiva. Attraverso le voci dei protagonisti di quella stagione propedeutica al grande successo dell’arte americana nel secondo dopoguerra, l’antologia di scritti presentata in questo volume ricostruisce il dibattito e le posizioni poetiche che hanno contraddistinto una fase vitale della cultura visiva statunitense.
12,00 10,20

Communicative Negotiation in Cinema and Television

di Francesco Casetti

editore: Vita e pensiero

pagine: 72

Collected in this volume are four essays based on the concept of communicative negotiation. The concept of negotiation has proved very useful in understanding the connection between media communication strategies and the reception modes of the subjects. In particular, negotiation properly describes communication pro-cesses as a moment of interaction, in which the definition of a meaning, of a point of view, of a goal, etc. results from a confrontation between communicating partners. But the notion of communicative negotiation may be applied also to define how a text places itself in the social space, how it opens itself to particular uses, and how it corresponds with the network of other social discourses. In this book the notion of communicative negotiation is applied to the study of mass media phenomena of which cinema is an example, and it is correlated to other key concepts, such as communicative situation, co-operation, pact.
6,00

La scena rubata

Il cinema italiano e lo spettacolo popolare (1924-1954)

di Paola Valentini

editore: Vita e pensiero

pagine: 128

Se il cinema è uno degli spettacoli più popolari del secolo appena trascorso è anche per la sua capacità di dialogare con il panorama culturale e lo scenario spettacolare circostante. Ciò accade in modo appariscente tra il 1924 e il 1954, in quel periodo di trionfo del cinematografo compreso tra la crisi del cinema muto e l’avvento della televisione. Attraverso la ricostruzione degli equilibri e delle rotture nella ‘popolarità’ dello spettacolo italiano di quegli anni, e l’analisi di alcuni film nazionali emblematici, viene indagata la fitta rete di prestiti, calchi e interazioni con le forme spettacolari circostanti più amate dal pubblico (dal teatro alla canzone, dal varietà alla radio, dallo sport ai concorsi a premio), che confluiscono nel cinema facendone, per lo meno fino all’ingresso della televisione, lo spettacolo popolare.
8,00

La relazione d'incanto

Studi su cinema e ipnosi

di Ruggero Eugeni

editore: Vita e pensiero

pagine: 216

Come mai, a partire dal 1910 circa, il cinema appare una macchina ipnotica? Perché la situazione dello spettatore cinematografico viene letta alla luce della relazione magnetica, benché nella sala cinematografica non sia presente alcun ipnotizzatore? Il presente volume intende rispondere nella sua parte centrale a queste domande. Esso considera i luoghi e le situazioni di pratica del magnetismo e dell’ipnosi dal 1777 al 1922 e li analizza in quanto dispositivi di costruzione e orientamento di sguardi. Il passaggio dalla scena magnetica classica a quella moderna, che si svolge tra Otto e Novecento, fornisce una chiave di soluzione. La prima parte del testo inquadra i problemi di teoria e di metodo legati a una ricerca su cinema e ipnosi. La parte finale analizza un romanzo e due film e mette in luce alcune definizioni testuali della visione del film quale stato di ipnosi.
14,50

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