BUR Biblioteca Univ. Rizzoli: Classici greci e latini
Vite parallele. Demetrio e Antonio
di Plutarco
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 512
Grandi virtù e grandi vizi: questo l'elemento che accomuna le Vite di Demetrio Poliorcete e Marco Antonio. Due personaggi che Plutarco pone non come modelli da imitare, ma da cui guardarsi, poiché se le virtù furono alla base della loro grandezza, i vizi ne causarono la rovina. Demetrio Poliorcete, figlio di uno dei più valenti generali di Alessandro Magno, fu uno dei più energici sovrani ellenistici ma, sconfitto e catturato dai Seleucidi, visse i suoi ultimi anni nei vergognosi stravizi di una prigionia dorata. Marco Antonio, braccio destro di Giulio Cesare in Gallia, fu uno dei più potenti uomini di Roma fin quando, trasferitosi in Egitto, si lasciò irretire da Cleopatra e combatté una disastrosa guerra civile contro Ottaviano. Le introduzioni di Osvalda Andrei e di Rita Scuderi analizzano le figure di Demetrio e Antonio nel contesto del loro tempo e nell'interpretazione che ne dà Plutarco.
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Contro i cristiani-Il discorso di verità
di Aulo Cornelio Celso
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 320
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Due scandali politici: Pro Murena
Pro Sestio
di Cicerone M. Tullio
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 416
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Casina
di T. Maccio Plauto
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 240
Casina è una trovatella allevata da Cleostrata, di cui il marito e il figlio si contendono i favori. I due vorrebbero che Casina sposasse uomini di loro fiducia per poter poi approfittare in santa pace delle sue grazie. Cleostrata pone la questione in sorteggio e il marito è il favorito dalla sorte. La donna però fa in modo che il marito e l'intendente, da lui proposto come sposo della ragazza, prendano un sacco di legnate. Casina finisce con lo sposare il giovane che lei amava, dopo essersi scoperta libera e non schiava.
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Pluto
di Aristofane
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 176
Rappresentata nel 408 a.C. "Pluto" è l'ultima delle commedie superstiti di Aristofane, che in essa effonde un vigore di fantasia particolarmente libero e intenso. Il protagonista è un povero contadino, Cremilo, erede di quella lunga teoria di emarginati sociali cui Aristofane affida, nel suo teatro, il compito di esprimere un desiderio di eversione nei confronti del reale percepito come negativo e iniquo.
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