Carocci: Lingue e Letterature Carocci
Una nazione di carta. Tradizione letteraria e identità italiana
di Matteo Di Gesù
editore: Carocci
pagine: 192
È difficile ponderare con sicurezza se il sovradosaggio di autonarrazione, la sovrabbondante dotazione (quand'anche inconsapevole) di immaginario letterario di cui l'Italia dispone, abbia accresciuto la coscienza di sé della comunità nazionale e agevolato i processi di trasmissione e condivisione di istanze comuni; ovvero se, al contrario, questa topica, questa ostinazione originaria a raccontarsi e allegorizzarsi, abbia compromesso tale consapevolezza e abbia concorso ad alimentare e consolidare processi escludenti, fungendo da corredo ideologico. Questo saggio indaga la codificazione letteraria di alcune retoriche nazionali e di determinate immagini culturali, nonché la loro persistenza nello svolgimento della storia letteraria stessa: dalla fondazione dantesca e dalla formalizzazione esemplare che ne ha fatto Petrarca fino alla modernità (il motivo della lamentazione per le sorti dell'Italia, la trasfigurazione poetica del paesaggio del "bel paese", l'invenzione letteraria anch'essa - dei costumi e del carattere dei suoi abitanti). Il testo prova inoltre a formulare alcune considerazioni sul lascito residuo che, di questa tradizione, rimane per la "comunità che viene".
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La lingua della poesia nell'età dell'illuminismo
di Carlo E. Roggia
editore: Carocci
pagine: 230
In mezzo al grande rinnovamento che investe la lingua italiana nel Settecento, la poesia è spesso parsa una sorta di isola: uno spazio chiuso in cui il nuovo clima intellettuale non arriva a intaccare una tenace fedeltà linguistica al passato. In realtà la lingua poetica nel secolo dei Lumi non è al riparo dalle pulsioni riformatrici, solo che il vettore del suo rinnovamento punta in direzione opposta alla semplificazione funzionale della prosa, e cioè verso un aristocratico distacco: un paradosso, sembrerebbe, per una cultura che faceva della divulgazione del sapere un suo caposaldo. È questo il nodo storiografico intorno a cui vertono i saggi qui raccolti. Lavorando su casi esemplari (Parini, Cesarotti, la poesia didascalica), il discorso si muove tra analisi linguistica e storia delle idee, toccando vari aspetti di fondo della cultura italiana settecentesca: le tensioni tra vecchio e nuovo, tra dimensione nazionale e sovranazionale; il ruolo stesso della poesia nella nuova cultura riformista. Oggetto ultimo finisce così per essere quello che resta forse il problema centrale per ogni storia della lingua, ovvero il complesso legame che stringe la lingua intesa come sistema di strutture in movimento e la cultura di un'epoca.
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Oltre il romanzo. Racconto e pensiero in Musil e Svevo
editore: Carocci
pagine: 158
Se la meta è la conoscenza, quale via bisogna scegliere: narrare o riflettere?
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Le ragioni dell'ira. Potere e riconoscimento nell'antica Grecia
editore: Carocci
A partire dalla basilare categoria umana del dolore provocato dalla deliberata violenza di chi, con la sopraffazione e l'offes
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Dante e il mondo animale
editore: Carocci
pagine: 226
Nella Commedia il mondo animale ha un ruolo centrale sin dal primo incontro fra Dante e le tre fiere, e il poeta ne trae ispir
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Scrittura, epigrafia e grammatica greco-micenea
di Massimiliano Marazzi
editore: Carocci
pagine: 345
Nella Grecia del XVIII secolo a.C. si afferma la civiltà chiamata convenzionalmente "micenea", dal nome del più importante centro dell'epoca, Micene. Le sue élite politiche parlano una forma dialettale greca molto arcaica e usano una particolare scrittura - la cosiddetta Lineare B - per la gestione amministrativa del potere. Il volume offre una panoramica linguistica e scrittoria delle manifestazioni "letterate" più antiche nella lunga storia culturale della Grecia.
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La fantascienza nella letteratura araba
di Ada Barbaro
editore: Carocci
pagine: 302
La fantascienza appare inaspettatamente sulla scena letteraria dei paesi arabi a partire dalla seconda metà del XX secolo, per poi imporsi con un numero di pubblicazioni sempre crescente. Questa produzione lancia un'ennesima sfida alla modernità e a chi, abituato a ormai desueti clichés, deve fare i conti con un genere letterario del tutto inedito e per questo foriero di valori e specificità che appartengono alla società araba, alla sua storia socio-politica, alle sue caratteristiche tanto linguistiche che religiose. Recuperati dal patrimonio classico elementi proto-fantascientifici, la loro commistione - e successiva rielaborazione - con topoi e logoi comuni al più affermato modello in lingua inglese ha segnato il sorgere di una nuova stagione della narrativa araba. Il testo propone una rassegna, in lingua occidentale, dei maggiori autori che afferiscono a questo filone letterario, con una panoramica che spazia dall'area nord-africana, passando attraverso la Mauritania, sino ad arrivare al Mashreq e alle "insospettabili" terre dello Yemen.
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Le lingue del Mediterraneo antico. Culture, mutamenti, contatti
editore: Carocci
pagine: 382
La quantità dei testi, l'estensione cronologica della documentazione e la grande varietà tipologica delle lingue in contatto nell'area mediterranea consentono di mettere alla prova le teorie e le tecniche più aggiornate in tema di correlazioni fra la storia delle società e l'evoluzione delle lingue: greco e latino soprattutto, in tutte le loro fasi, ma anche l'aramaico palestinese dei tempi di Gesù, l'arabo e l'ebraico, le lingue dell'Anatolia antica, fino all'italiano e alle lingue romanze. Il volume raccoglie i risultati di una ricerca su "Mutamento e contatto tra varietà nella diacronia linguistica del Mediterraneo", cui hanno partecipato le università di Bergamo, Roma "Sapienza", Siena "Stranieri", Trieste e Viterbo "Tuscia".
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Tra un'ora la nostra sorte. Le lettere dei condannati a morte e dei deportati della Resistenza
di Sergio Bozzola
editore: Carocci
pagine: 123
A settant'anni dall'8 settembre viene proposta una rilettura delle "Ultime lettere dei condannati a morte e dei deportati della Resistenza". Lo studio prende in esame gli aspetti materiali e formali delle lettere, dai supporti (brandelli di carta, il muro della cella ecc.) alla "mise en page" (spazi bianchi, scritture fuori testo), ai fenomeni più generali di ordine retorico, testuale e tematico (fra di essi: la funzione evocativa dei nomi propri, lo stile spezzato, la ripetizione). Ne vengono così messi in luce aspetti espressivi ad oggi inesplorati, a causa del taglio esclusivamente tematico degli studi finora dedicati a questi documenti. L'accuratezza formale e visiva con cui sono spesso scritte le "ultime lettere" è interpretabile come caparbia asserzione di dignità in un contesto che la nega in radice; quella attenzione alla forma diviene il segno di appartenenza ad una comunità civile ed estrema resistenza della persona nella prossimità del suo annullamento. "Le lettere", in quanto "scritture ultime", restituiscono così ai destinatari un'idea di resistenza come che sia, di reazione all'offesa e rappresentano quasi un'immagine controfattuale della stessa persona fisica del condannato, specie se deturpata dalle torture e dalle miserabili condizioni della detenzione.
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Narrazioni contese. Vent'anni di scritture italiane della migrazione
di Chiara Mengozzi
editore: Carocci
pagine: 213
La letteratura degli immigrati in Italia, a distanza di vent anni dalla sua nascita, è diventata un fenomeno culturale di ampia portata sia da un punto vista quantitativo sia qualitativo. Se ne propone qui per la prima volta un quadro d'insieme offrendo una chiave di lettura unitaria, ma non riduttiva, capace di mettere in luce i limiti e i punti di forza di questo nuovo e importante ambito della letteratura italiana contemporanea. Il volume illustra la genesi editoriale delle scritture migranti alla luce del contesto politico, mediatico, legislativo dell'Italia, dove, tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta, la questione "immigrazione" diventa terreno di controversie politiche e di conflitto sociale; ripercorre le fasi del dibattito critico e problematizza le definizioni usate finora dagli studiosi, evidenziando in tal modo la "funzione spcchio" dei fenomeni migratori, ovvero la loro straordinaria capacità di rivelare le caratteristiche della società di arrivo; infine, attraverso una puntuale analisi testuale, individua il problema di fondo di questa produzione letteraria, la narrazione di sé, dimostra in che senso e a quali condizioni le scritture della razione possano essere lette come forme di contro-narrazioni rispetto al discorso pubblico dominante sui fenomeni migratori.
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Erich Auerbach
Una teoria della letteratura
di Tinè Giuseppe
editore: Carocci
pagine: 270
Io ho sempre avuto l'intenzione di scrivere storia: mi accosto dunque al testo non considerandolo isolatamente, non senza pres
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Paul Celan
Una monografia filosofica
di Baldi Massimo
editore: Carocci
pagine: 215
Paul Celan è stato uno dei più grandi poeti del Novecento e senza dubbio il più significativo scrittore tedesco del secondo do
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