Carocci: Studi storici carocci
Les sénats des états de Savoie. Circulations des pratiques judiciaires, des magistrats, des normes (XVI-XIX siècles)
editore: Carocci
pagine: 302
Il volume raccoglie gli atti delle giornate di studio svoltesi a Ginevra il 9-10 ottobre 2014, dedicate alla circolazione dei saperi giuridici e dei professionisti del diritto tra Francia, Savoia, Italia e Svizzera. L'analisi delle magistrature e dei Senati diffusi negli stati sabaudi tra XVI e XIX secolo è qui affrontata da storici e storici del diritto in un confronto tra discipline e aree d'indagine.
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Palmiro Togliatti e il comunismo del Novecento
editore: Carocci
pagine: 166
Leader storico del PCI, teorico della "via italiana al socialismo", Palmiro Togliatti è stato anche - fino al termine della su
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Spagna '82. Storia e mito di un mondiale di calcio
di Alberto Guasco
editore: Carocci
pagine: 173
Il trionfo dell'Italia di Enzo Bearzot al mondiale spagnolo del 1982 - terzo titolo conquistato dalla nostra nazionale di calcio - costituisce un evento penetrato in profondità nella memoria del paese. Ancora oggi, molti fotogrammi legati a quell'impresa sportiva - dall'urlo forsennato di Marco Tardelli all'esultanza fanciullesca del presidente della Repubblica Sandro Pertini fanno parte dell'immaginario collettivo degli italiani. Muovendosi tra le diverse fonti dell'epoca - radio, televisione e giornali, resoconti parlamentari, diari e interviste ai protagonisti - ma distaccandosi dalla sola cronaca sportiva, il volume ripercorre la storia di quel grande evento globale. Lo fa attraverso una serie di ripetuti cambi di prospettiva, che portano il lettore dal campo da gioco alle postazioni dei media, dalle piazze prima scettiche e poi in tripudio alle stanze delle istituzioni e dei partiti pronti a cavalcare politicamente la vittoria, dal vortice degli affari economici alla costruzione del mito del mundial nelle immagini, nella musica e nella letteratura. In tal modo, l'evento del giugno-luglio 1982 diventa una finestra aperta sul quadro internazionale e sulla società italiana dei primi anni Ottanta, uno specchio in grado di restituirne l'identità e i problemi, le contraddizioni e le speranze.
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L'Internazionale comunista. Il sogno infranto del partito mondiale della rivoluzione (1919-1943)
di Serge Wolikow
editore: Carocci
pagine: 222
Creare un partito mondiale della rivoluzione in grado di consentire al proletariato di conquistare il potere nei diversi paesi: è questo il disegno della Terza Internazionale, fondata all'indomani dell'immane massacro della Prima guerra mondiale e dopo che la Rivoluzione russa dell'ottobre 1917 aveva mostrato la via ad una rivoluzione socialista da realizzare in tempi brevi. Il libro ricostruisce la storia dell'Internazionale comunista dalla sua nascita a Mosca, il 2 marzo 1919, fino allo scioglimento nel maggio del 1943, analizzando l'evoluzione del fallito progetto di trasformazione globale del mondo contemporaneo.
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A scuola di dissenso. Storie di resistenza al confino di polizia (1926-1943)
di Ilaria Poerio
editore: Carocci
pagine: 241
Quando il fascismo si voleva liberare di persone sospette, ma sulle quali non esistevano accuse formali, applicava la legge del confino. Tra il 1926 e il 1943 furono circa 15.000 gli italiani condannati al confino di polizia, tra loro diverse migliaia di antifascisti. I più pericolosi venivano relegati nelle isole. Costretti all'immobilità dal regime, gli antifascisti cercavano strumenti per restare fermi ma non inerti. Nelle colonie di confino si istituirono mense e biblioteche, scuole e cooperative: si studiava, si leggeva, si discuteva, si elaboravano documenti, come nel più animato dei congressi politici. Mentre nel resto del paese gli spazi di libertà si restringevano fino a scomparire, nelle isole di confino si andava a chiedere consiglio, si portavano notizie e informazioni, che venivano studiate, vagliate, confrontate e integrate le une con le altre, vanificando così l'essenza stessa della punizione che il regime aveva voluto dare. Per una generazione intera di antifascisti, il confino rappresentò una tappa cruciale nella costruzione di sé. Il loro agire sarà anche, almeno simbolicamente, premessa per l'edificazione della Repubblica.
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La Chiesa del re. Monarchia e papato nella Sicilia spagnola (secc. XVI-XVII)
di Fabrizio D'Avenia
editore: Carocci
pagine: 183
La storiografìa siciliana cade spesso in una tentazione "siculo-centrica", viziata dalla rivendicazione dell'unicità dell'esperienza storica dell'isola, dallo spettro delle famigerate "dominazioni straniere", nonché dall'ambivalente giudizio sulla sua classe dirigente e le sue istituzioni, ora baluardo delle libertates del Regnum Siciliae contro sovrani dispotici o in frangenti di anarchia politica, ora ostacolo a tutti i tentativi di modernizzazione. Il volume propone invece un'analisi di più ampio respiro storico e storiografico attraverso la ricostruzione della complessa articolazione della Chiesa siciliana nei primi due secoli dell'età moderna, quando essa è stata all'origine di continue controversie, caratterizzate dalla pluralità tanto degli attori coinvolti quanto dei livelli di conflitto: a livello locale, tra le giurisdizioni ecclesiastiche (e tra queste ultime e quelle secolari); a livello centro-periferia, tra le istituzioni del Regno di Sicilia e la corte di Madrid; a livello centrale, tra il sovrano e il Consiglio d'Italia; a livello internazionale, tra il governo spagnolo e la Santa Sede. Insomma né "misero" né "splendido isolamento".
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Onde fasciste. La propaganda araba di Radio Bari (1934-43)
di Arturo Marzano
editore: Carocci
pagine: 446
Il volume ricostruisce l'esperienza di Radio Bari (1934-43), la prima stazione europea a trasmettere in arabo. Grazie ad una ricerca condotta in numerosi archivi in Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Marocco, emergono da queste pagine i protagonisti di Radio Bari, dai responsabili politici agli autori, agli ospiti, agli speaker, nonché i programmi che la radio ospitò. Le trasmissioni culturali (conversazioni, canzoni, pièce teatrali) furono apprezzate dal pubblico arabo, mentre quelle politiche (i notiziari) non ebbero successo perché scontavano una contraddizione insuperabile della propaganda e, più in generale, della politica estera fascista: Roma corteggiava i nazionalismi arabi e attaccava Londra e Parigi con l'obiettivo di sostituirvisi come potenza egemone nel Mediterraneo e in Medio Oriente, senza considerare che quei nazionalismi si sarebbero opposti con uguale forza al dominio coloniale italiano. Proprio attraverso Radio Bari e la sua "guerra delle onde" con Radio Londra, Radio Paris Mondial e Radio Berlino, il libro, al confine tra storia delle relazioni internazionali, storia transnazionale e storia dei media, mette in luce come la politica araba dell'Italia fascista fosse, nonostante le ambizioni imperiali, destinata al fallimento.
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I manifesti nella grande guerra. Tecniche persuasive alle origini della comunicazione contemporanea
di Pier Paolo Pedrini
editore: Carocci
pagine: 194
Come persuadere i cittadini ad arruolarsi? Come convincerli a combattere una guerra che per molti è lontana, in chilometri e i
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Il negazionismo. Un fenomeno contemporaneo
editore: Carocci
pagine: 118
La negazione della Shoah è un atteggiamento da tempo trasversale sia sotto l'aspetto geografico, dall'Europa agli usa, sia sotto quello delle culture politiche, estendendosi dall'estrema destra ai circoli dell'integralismo islamico ai siti internet. Il volume, che raccoglie gli atti di un seminario organizzato nell'autunno 2014 dalla Casa della memoria di Brescia, ripercorre la storia di questo fenomeno, dando conto, al tempo stesso, delle varie voci in cui esso si articola. Casa della memoria è nata nel 2000 per iniziativa congiunta del Comune di Brescia, della Provincia di Brescia e dell'Associazione familiari Caduti strage di Piazza Loggia. Si tratta di un centro di iniziative e di documentazione sulla strage e sulla strategia della tensione. Cura annualmente la pubblicazione delle principali attività svolte dall'associazione.
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Il Movimento del 1977 in Italia
di Luca Falciola
editore: Carocci
pagine: 270
In tutto il mondo l'esperienza del Sessantotto si è esaurita entro la prima metà degli anni Settanta, di fronte al tramonto delle ideologie al riflusso nel privato. Invece in Italia, nel 1977, una generazione di militanti di sinistra ha creduto ancora nella possibilità di una rivoluzione e ha messo in atto un estremo tentativo di sovvertire a società. Ne è scaturito un movimento in bilico tra l'esaltazione e i superamento della politica, aperto a spericolate contaminazioni culturali e capace di audaci sperimentazioni creative, ma anche indissolubilmente legato a dottrine e pratiche violente, tanto da inaugurare la fase più buia degli "anni di piombo". Il movimento del '77 attende ancora un'analisi sistematica, oltre a lasciare aperti interrogativi che sono ineludibili per capire e finalmente storicizzare gli anni Settanta. Il volume ricostruisce, sulla base di un'imponente ricerca archivistica e documentaria, il contesto di crisi nel quale maturò questo ciclo di protesta, i riferimenti intellettuali che ispirarono la mobilitazione, la visione del mondo e le rivendicazioni dei contestatori, gli schemi interpretativi che favorirono l'escalation violenta, la reazione delle istituzioni e la dialettica tra movimento e organizzazioni armate clandestine.
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La terza Italia. Reinventare la nazione alla fine del Novecento
di Francesco Bartolini
editore: Carocci
pagine: 155
Negli anni Settanta del Novecento si scopre l'esistenza di un'altra Italia, quella del Centro/Nord-Est, che cresce grazie all'imprenditorialità delle famiglie, al dinamismo delle piccole industrie, alla coesione delle comunità locali. Cambia allora il modo di pensare alla nazione. Comincia un gigantesco sforzo di ridefinizione della geografia economica, sociale e culturale del paese, che s'intreccia alle strategie dei partiti politici, impegnati a immaginare un originale "modello italiano" di sviluppo. Questa rappresentazione trova credito anche all'estero, dove la Terza Italia diviene uno degli esempi più citati per dimostrare l'avvento di un'era del postfordismo. Si consolida così il ritratto di un'Italia civile ed equilibrata, incontaminata dalle degradazioni industriali e dagli atavismi agricoli, che ambisce non solo a rappresentare la parte più sana della nazione, ma anche una soluzione ai mali del capitalismo e del collettivismo.
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L'eresia di un umanista. Celio Secondo Curione nell'Europa del Cinquecento
di Lucio Biasiori
editore: Carocci
pagine: 134
L'umanista piemontese Celio Secondo Curione fuggì dall'Italia nel 1542, quando venne fondata l'Inquisizione romana. Rifugiatosi a Basilea, entrò presto in urto anche con le nuove ortodossie protestanti, che lo processarono per la sua concezione tollerante e antidogmatica della religione. Il libro ricostruisce per la prima volta l'intera parabola di questo "eretico per tutti", riportandone a galla molti aspetti rimossi. Ne emerge un quadro in cui contrapposizioni come quella tra Riforma e Controriforma o tra riforma magisteriale e riforma radicale non riescono a restituire la complessità di un'epoca di violenti scontri religiosi, ma anche di inaspettate alleanze. Un'epoca, a ben guardare, le cui somiglianze con quella attuale sono tali da mutare il nostro atteggiamento verso personaggi come Curione: mentre nel secolo scorso erano studiati quali precursori dell'Illuminismo, oggi li vediamo in una luce diversa e ci colpisce soprattutto il loro sofferto rifiuto di schierarsi in uno scontro frontale tra visioni del mondo dicotomiche e la scelta di non stare né con il papa né con Calvino.
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