Carocci: Studi storici carocci
I «mizrahim» in Israele. La storia degli ebrei dei Paesi islamici (1948-77)
di Claudia De Martino
editore: Carocci
pagine: 214
Il volume narra la storia degli ebrei dei paesi islamici (mizrahim) dalla fondazione d'Israele al 1977, anno della prima alternanza elettorale, definita la "rivoluzione" perché associata alla vittoria politica del "Secondo Israele", ossia quello arabo, orientale e non-europeo. Nel ripercorrere la storia della società israeliana, spesso presentata come un blocco monolitico uniforme, e della difficile integrazione degli ebrei "orientali" al suo interno, il testo spiega perché Israele oggi possa definirsi solo in parte un paese "occidentale".
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I comunisti italiani e la sinistra europea. Il PCI e i rapporti con le socialdemocrazie (1964-1984)
di Michele Di Donato
editore: Carocci
pagine: 295
L'Italia è l'unico paese occidentale dove il rappresentante principale della sinistra, per tutta la durata della Guerra fredda, è stato un partito comunista. Per quanto "anomala", tuttavia, la sinistra italiana agiva in un contesto di relazioni e influenze europee e internazionali. Basato su una vasta raccolta di fonti archivistiche in Italia e all'estero, il libro ricostruisce la rete di rapporti intessuta dal PCI con le maggiori socialdemocrazie europee a partire dagli anni Sessanta del Novecento. Sono analizzati così il tentativo del PCI di allargare i propri riferimenti internazionali e la propria cultura politica, ma anche i limiti di questo impegno e le contraddizioni che esso aprì nel partito, i contenuti del dialogo con i partiti socialdemocratici e i giudizi e le iniziative di questi ultimi nei confronti dell'Italia e della sinistra italiana. Il percorso del Partito comunista italiano è esaminato alla luce di una storia più ampia, che riguarda le relazioni internazionali negli anni della Guerra fredda e il principio della crisi del comunismo; la trasformazione degli equilibri economici e politici dell'Europa occidentale, con la fine dell'"età dell'oro" del capitalismo, e la sfida che essa pose a tutte le sinistre; lo sviluppo, i cambiamenti e l'eredità dell'internazionalismo e dell'azione europea di comunisti e socialdemocratici.
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Il potere della politica. Partiti e Stato in Italia (1945-2015)
di Musella Luigi
editore: Carocci
pagine: 311
Il potere della politica, spesso ritenuto tra i più influenti, deve essere sempre contestualizzato nell'equilibrio dei diversi
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Storia di un'adolescenza breve
di Virgilio Tosi
editore: Carocci
pagine: 210
Autobiografia, rievocazione storica e storia della cultura si intrecciano in questo libro che ripercorre il decennio fra il 1936 e l'immediato dopoguerra. È il racconto di un'adolescenza "breve" che Virgilio Tosi ha trascorso lavorando fin dai quattordici anni, pur con la ferma decisione di proseguire gli studi e occuparsi di teatro, la sua grande passione. Diciassettenne, in piena guerra, lascia la famiglia per trasferirsi da solo a Roma, dove diventa segretario dell'ETI ancor prima di conseguire la maturità. Sullo sfondo del conflitto mondiale si snodano piccoli e grandi accadimenti, dai viaggi di lavoro sotto i bombardamenti alle difficoltà della vita quotidiana, dai fatti di Piazzale Loreto alla fondazione del Piccolo Teatro di Milano. Le storie sono ricostruite grazie al ricco archivio personale dell'autore, composto anche da decine di minuscole agende che riportano gli impegni giornalieri, i film e gli spettacoli visti e le persone incontrate, tra le quali spiccano alcuni dei futuri protagonisti della vita culturale italiana come Damiani, Guerrieri, Lizzani o già affermati come Zavattini. Una testimonianza, quasi un film documentario non girato ma scritto, che l'autore offre ai giovani di oggi e di domani.
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Diario (1946-1952)
di Emilio Sereni
editore: Carocci
pagine: 207
Emilio Sereni (1907-1977) è stato forse l'ultimo intellettuale enciclopedico del Novecento italiano, autore della fortunata "Storia del paesaggio agrario italiano". Fu militante antifascista, carcerato politico, resistente, ministro, senatore e deputato, dirigente del PCI negli anni della Resistenza e della Guerra fredda e personalità conosciuta nel movimento comunista internazionale. Queste pagine di diario sono del tutto originali nella pur ricca memorialistica del Novecento. Sereni racconta alcune delle vicende politiche di cui è protagonista, ma soprattutto riflette su se stesso. Attraverso uno sforzo continuo di introspezione - con toni spesso ironici egli indaga la propria personalità, il proprio rapporto con il partito e con i suoi leader (a cominciare da Togliatti), il proprio modo di lavorare, ma anche le sue complesse relazioni con le donne, in una sorta di esaltazione dell'"eterno femminino" di goethiana memoria.
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Senso lato. Il tatto e la cultura occidentale
di Claudio Pogliano
editore: Carocci
pagine: 351
"Senso lato" allude a uno spazio ambiguo, che adesca e confonde per i suoi elementi vari ed eterogenei. Sin dall'antichità, la cultura occidentale ha provato attrazione e imbarazzo di fronte al senso del tatto, il più corporeo: plurale e sfuggente, esteso a tutta la superficie cutanea ma anche dotato, nella specie umana, di un organo pregevole come la mano. Nel corso del tempo si è presentata spesso la tentazione di costruire gerarchie dei sensi: il gioco ha coinvolto specialmente tattile e visivo, premiando l'uno o l'altro, oppure mostrando l'essenzialità del loro cooperare. Di recente touch è diventata parola-chiave, quasi magica, e numerose discipline convergono a render possibile una tecnoscienza del tatto in ambienti naturali e artificiali. Mentre da varie parti si favoleggia sull'avvento di un'età "aptica" capace di meraviglie, il libro racconta la lunga storia d'idee, immagini, congetture e pratiche scientifiche che precedono gli attuali sviluppi.
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Un Regno al tramonto. Lo stato borbonico tra riforme e crisi (1858-1861)
di Sebastiano Angelo Granata
editore: Carocci
pagine: 182
Superando la tradizionale interpretazione "risorgimentista", il volume rilegge la storia del Regno meridionale alla vigilia del crollo sulla base di una nuova documentazione archivistica. Ne emerge la trama appassionante e poco nota dei tentativi della monarchia borbonica di gestire la crisi che la stringe dal 1848. Le aperture di Ferdinando II verso i liberali, la rimodulazione degli equilibri politici tra Napoli e la Sicilia, il rilancio delle opere pubbliche, le ambigue relazioni diplomatiche con il Piemonte cavouriano disegnano scenari inediti che rendono assai meno scontata la soluzione unitaria del 1860.
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Prescritto e proscritto. Religione e società nell'Italia moderna (secc. XVI-XIX)
editore: Carocci
pagine: 380
Il volume, che raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Urbino nel settembre 2013, getta nuova luce sui conflitti nati intorno alla religione nell'Italia moderna; conflitti che nacquero dai tentativi di imporre norme (il "prescritto") e divieti (il "proscritto") e dalle resistenze che essi generarono. Dopo un inquadramento del caso italiano nel contesto europeo, vengono esposti i risultati di ricerche che coprono un arco di tempo più esteso di quello solitamente preso in considerazione, e colgono istituzioni e credenze nel loro rapporto dinamico con forze e istanze, alternative. Gli ambiti indagati spaziano dalla trattatistica teologica e controversistica all'azione dell'Inquisizione romana tra Cinque e Seicento, dal ridefinirsi dei modelli di santità e degli apparati di polizia nell'età della Restaurazione fino al confronto tra magistero ecclesiastico e la medicina (ufficiale e "popolare") nei primi decenni del Novecento.
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«Con la massima diligentia possibile». Diplomazia e politica estera sabauda nel primo Seicento
di Andrea Pennini
editore: Carocci
pagine: 239
Le istituzioni politiche del ducato di Carlo Emanuele I costituivano un sistema fluido che aveva nel duca la prima e, forse, unica sorgente. Questo "ordine disordinato" non impedì al principe di intraprendere un'ardita politica estera (militare e diplomatica) che all'inizio del Seicento lo vide presente in quasi tutti gli scenari europei. Sulla base dei concetti di rappresentazione, negoziato e formazione, il volume affronta i progetti diplomatici della dinastia dei Savoia, tra cui la politica matrimoniale; l'azione diplomatica alla luce del particolare rapporto che lega l'agente al suo principi e, da ultimo, il variegato personale al servizio della diplomazia sabauda in un arco temporale che va dalla pace di Lione (1601) alla morte di Carlo Emanuele I (1630).
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Un socialista del Novecento. Uguaglianza, libertà e diritti nel percorso di Lelio Basso
di Chiara Giorgi
editore: Carocci
pagine: 276
Lelio Basso (1903-1978) è senz'altro un socialista del Novecento. La sua è un'interpretazione del socialismo originale e a tratti eretica, capace di mescolare materiali diversi e autentici del marxismo, della tradizione di pensiero del movimento operaio e delle più radicali teorie democratiche. Dell'originalità del pensiero di Basso è proprio quanto espresso in tre termini, i quali connotano con altrettanta forza il suo socialismo: uguaglianza, libertà e dignità. Così come lo è un'interpretazione peculiare del terreno costituzionale e di quel particolare campo di tensione rappresentato dai diritti. Alla base della sua attività alla Costituente - in primis tradottasi nell'articolo 3 e nell'articolo 49 - vi è l'urgenza di iscrivere nel nuovo contesto l'obbligo di un cambiamento ugualitario come fondamento della nuova democrazia repubblicana. Questo volume ricostruisce alcune delle principali vicende intellettuali e politiche di questa straordinaria biografia, a partire dal fondamentale intreccio tra elaborazione teorica e attività politica proprio di una intera generazione. Nonostante i silenzi che hanno spesso avvolto il vissuto e il pensiero di Basso, egli non solo rappresenta una voce altra, dissonante, della tradizione socialista, ma offre ancora elementi di interesse all'altezza delle attuali sfide poste dall'immaginazione di una società migliore.
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La politica cinematografica del regime fascista
di Alfonso Venturini
editore: Carocci
pagine: 222
Attraverso un'originale ricerca presso archivi pubblici e privati, il volume ricostruisce l'intervento del regime fascista in campo cinematografico, a partire dagli inizi degli anni Trenta, con l'avvento del cinema sonoro, fino alla sua caduta, delineandone le strategie e le evoluzioni nel corso degli anni, così come emergono dall'analisi della legislazione e delle direttive prese dal ministero della Cultura popolare. La seconda metà degli anni Trenta, in particolare, è caratterizzata da un proliferare di iniziative in campo cinematografico, alcune delle quali, come la costruzione di Cinecittà, di rilevante portata anche per i decenni successivi, testimoniano le intenzioni del regime di dare vita a una cinematografia fascista; intenzioni che però cambiarono nel tempo anche per le diverse visioni che dell'industria e del mezzo cinematografico avevano gli uomini del regime che si alternarono ai vertici ministeriali. Lo studio è incentrato esclusivamente sul cinema di finzione, preso in esame sia dal punto di vista economico e produttivo, sia come mezzo espressivo usato dal regime a scopo propagandistico in maniera incostante e con alterni risultati.
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Andrea Borri, la passione per la politica. Parma, Roma, l'Europa
editore: Carocci
pagine: 175
Andrea Borri (1935-2003), proveniente da una famiglia notarile di tradizioni plurisecolari, è stato figura di spicco della DC per diversi decenni: dapprima come consigliere comunale a Parma, poi come parlamentare alla Camera dei Deputati dal 1976 al 1994, infine come presidente della Provincia di Parma dal 1999 alla morte. Il suo nome è legato ad alcune battaglie politiche di fondamentale importanza: come membro e poi come presidente della Commissione di vigilanza parlamentare sulla RAI, ha seguito da protagonista le complesse vicende che hanno portato al dualismo tra RAI e Mediaset; a fianco di Mario Segni ha vissuto gli anni delle speranze per la trasformazione del sistema partitico attraverso un cambiamento delle leggi elettorali; infine è stato autore dell'operazione che ha portato a Parma la sede dell'Autorità per la sicurezza alimentare dell'UE (EFSA). La sua biografia - qui esplorata per la prima volta con criteri scientifici - è dunque di grande interesse non solo per la storia locale di Parma, ma anche per quella nazionale.
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