fbevnts DeriveApprodi - tutti i libri della collana DeriveApprodi, DeriveApprodi - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 3
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DeriveApprodi: DeriveApprodi

Da Gramsci a Marx. Ideologia, verità, politica

di Fabio Frosini

editore: DeriveApprodi

pagine: 125

Una rilettura di Marx seguendo le indicazioni fornite da Antonio Gramsci nei Quaderni del carcere: rapidi accenni e affermazioni programmatiche, eppure preziosi per ripensare un possibile approccio a Marx in termini finalmente estranei all'alternativa tra fedeltà e tradimento e per mettere in cantiere un'idea di "marxismo" liberato dalle dicotomie che lo hanno caratterizzato fino alla sua apparente eutanasia alla fine degli anni Ottanta: politica/sviluppo economico, verità/ideologia, congiuntura/struttura. Provando a leggere Marx come lo avrebbe fatto Gramsci, emerge un pensatore completamente immerso nella lotta politica, autore di scritti da decifrare nella congiuntura sulla quale intervengono; un pensatore che non si pone mai come un "teorico" e meno che mai come un vero "autore".
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15,00

Gli autonomi. Le storie, le lotte, le teorie

editore: DeriveApprodi

pagine: 347

Con questo terzo volume si conclude la "saga" dell'autonomia operaia, un'area rivoluzionaria che ha svolto un ruolo da protago
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25,00

Punire i poveri. Il nuovo governo dell'insicurezza sociale

di Wacquant Loïc

editore: DeriveApprodi

pagine: 288

La svolta punitiva delle politiche penali negli ultimi decenni non deriva dal semplice adagio "delitto e castigo"
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18,00

Spinoza. L'anomalia selvaggia-Spinoza sovversivo-Democrazia ed eternità in Spinoza

di Antonio Negri

editore: DeriveApprodi

pagine: 396

Il volume raccoglie gli studi decennali di Negri sulla figura e il pensiero del filosofo seicentesco olandese Baruch Spinoza. Include la riedizione de "L'anomalia selvaggia", "Spinoza sovversivo" insieme ad altri scritti inediti. Completano il testo una postfazione e le introduzioni di tre illustri studiosi spinoziani: Gilles Deleuze, Pierre Macherey e Alexandre Matheron. Il volume, già edito dalle edizioni DeriveApprodi nel 1998, subito esaurito e mai più ristampato, viene qui riproposto.
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24,00

Il nome del barbone. Vite di strada e povertà estreme in Italia

di Bonadonna Federico

editore: DeriveApprodi

pagine: 220

Dietro l'ideologia del vagabondaggio, del barbone-ribelle, del clochard-poeta, si cela un mondo di miseria e solitudine che og
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14,50

Miccia corta. Una storia di Prima linea

di Segio Sergio

editore: DeriveApprodi

pagine: 256

Sergio Segio, il "comandante Sirio", è stato tra i fondatori di Prima linea, l'organizzazione armata che ha contato mille mili
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15,00

Eretici dimenticati. Dal Medioevo alla modernità

editore: DeriveApprodi

pagine: 361

Questo libro raccoglie contributi diversi che, nel loro insieme, forniscono un quadro molto ampio e variegato delle posizioni culturali e del sacrificio di tanti che, lungo dieci secoli della storia italiana ed europea, hanno elaborato e sostenuto visioni religiose diverse rispetto a quelle delle chiese statutariamente definite, spesso pagando la loro scelta di eresia con la vita, la tortura, la prigione, l'emarginazione e l'oblio. La libertà di pensiero, conquista moderna, viene anche da costoro, verso i quali abbiamo un debito etico e culturale non facilmente valutabile. Sono frammenti di un pensiero libero, quelli raccolti in questo libro, capaci anche oggi di parlare alle coscienze.
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20,00

Andare ai resti. Banditi, rapinatori, gerriglieri nell'Italia degli anni Settanta

di Emilio Quadrelli

editore: DeriveApprodi

pagine: 315

Sul finire degli anni Sessanta si materializzano in Italia gang giovanili che, in breve tempo, evolveranno in temibili "batterie" di rapinatori. La linea di condotta di questi banditi metropolitani era tutt'altro che estranea ai modelli culturali dei quartieri operai e proletari, così come il loro stile esistenziale assolutizzava quell'impazienza e assenza di mediazione che caratterizzerà le generazioni degli anni Settanta. Nel gergo pokeristico "andare ai resti" significa giocarsi tutto: in questo modo i rapinatori ostentavano l'imbocco di una via senza ritorno. Tra le molte anomalie, rispetto alla criminalità tradizionale, vi è il ruolo delle donne che conquistano un'autonomia decisionale e operativa.
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17,50

La rapina in banca. Storia. Teoria. Pratica

di Klaus Schönberger

editore: DeriveApprodi

pagine: 224

La rapina in banca è probabilmente il crimine più socialmente invidiato. I rapinatori sono, infatti, i criminali che da sempre riscutono la maggior simpatia dell'opinione pubblica. Iniziata nell'Europa mercantile, ma diffusasi solo nel selvaggio West americano, la rapina in banca ha una storia lunga e molti protagonisti. Da Bonnie & Clyde a Horst Fantazzini, dalle bank ladies ai Tupanaros, gli innumerevoli furti ai depositi di denaro dimostrano che i soldi piaccioni a tutti. In questo libro si troveranno casseforti ripulite, diligenze assaltate, banche svaligiate. Professionisti del furto con scasso dall'impeccabile "fair play" e anziane signore che vogliono arrotondare la pensione.
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14,50

Eresia dolciniana e resistenza montanara

di Corrado Mornese

editore: DeriveApprodi

pagine: 208

Da settecento anni, sin da quando Dante Alighieri parlò di fra Dolcino nel XXVIII canto dell'Inferno, la figura dell'eretico e la vicenda della resistenza sui monti valsesiani e biellesi, da parte di ribelli in armi contro i "crociati", hanno profondamente diviso non solo gli animi, ma anche le opinioni e i giudizi degli storici. Corrado Mornese in questo volume propone una convincente spiegazione di quanto avvenne su quei monti tra il 1305 e il 1307. E al contempo, recupera la specificità di un pensiero "ereticale" ingiustamente ritenuto secondario da molti storici. L'autore risolve un problema storiografico che concentra in sé importanti linee di sviluppo e di superamento della società feudale e del pensiero religioso medievale.
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14,00

Zero tolleranza. Strategia e pratiche della società di controllo

di Alessandro De Giorgi

editore: DeriveApprodi

pagine: 128

La continua riproposizione sui media di allarmistiche "emergenze sociali" nutre il laboratorio poliziesco, dove si progettano e sperimentano le strategie e le pratiche del controllo sulle "devianze". Questo controllo è potere di definire le norme ed etichettare chi da esse devia, potere di indurre conformità e reprimere difformità, potere di tracciare la differenza tra normale e patologico, potere di correggere punendo e punire correggendo. Ma, sempre più, il potere si esercita su intere categorie sociali che sono istituzionalmente trattate come "gruppi produttori di rischio". Primi fra tutti gli immigrati.
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12,39

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