Adelphi
La paga dei soldati
di Faulkner William
editore: Adelphi
pagine: 292
Non sempre un'opera prima segna la nascita di uno scrittore
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Nanna o L'anima delle piante
di Gustav T. Fechner
editore: Adelphi
pagine: 141
Nel 1848, l'anno delle rivoluzioni, Gustav Theodor Fechner, fisico e filosofo, contesta audacemente la rigida gerarchia che co
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La moneta di ferro. Testo spagnolo a fronte
di Jorge L. Borges
editore: Adelphi
pagine: 141
Nel 991, l'esiguo drappello di sassoni scampato a un attacco vichingo sulle coste dell'Anglia orientale decide di non sopravvivere al suo signore caduto in battaglia; solo Werferth, il cantore, fuggirà, per tramandare la memoria di quel giorno: "li vide perdersi nella penombra del giorno e delle foglie, ma alle sue labbra già affiorava un verso". Così Borges, appassionato cultore della "germanistica d'Inghilterra e d'Islanda", immagina si sia svolta la storica battaglia di Maldon. E il gesto di Werferth, deciso a salvare quel che il "vento del tempo" travolge, potrebbe essere l'insegna della "Moneta di ferro", che, pubblicato nel 1976, raduna poesie (oltre a due testi in prosa) redatte nell'arco di un anno, a ridosso di eventi decisivi: la scomparsa della madre, dolorosa ma liberatoria, la felicità di un amore corrisposto, il lungo soggiorno a East Lansing, nel Michigan, insieme a Maria Kodama, la caduta di Isabelita Perón.
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La vita bassa
di Arbasino Alberto
editore: Adelphi
pagine: 112
E se "la vita bassa", per i prossimi Lévi-Strauss, diventasse un Segno antropologico tribale ed elettorale non solo giovanile, in un Musée de l'Homme con foto di addomi e posteriori aborigeni di fronte e profilo? O non diventerà una Metafora, nella pubblicistica "easy" satura di cose che sono metafore di altre cose, dai nostri tempi alla condizione umana, al Paese, a tutto?
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2666
La parte dei delitti-La parte di Arcimboldi
di Bolaño Roberto
editore: Adelphi
pagine: 672
Il secondo volume di "2666": i lettori lo aspettavano
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Gabbiani
di Petrarca Francesco
editore: Adelphi
pagine: 101
Nel suo laboratorio Petrarca celava epigrammi latini che, per il loro carattere spesso occasionale e leggero, non volle mai ra
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La tirannia dei valori
di Carl Schmitt
editore: Adelphi
pagine: 107
L'espressione "punto di attacco" svela la potenziale aggressività immanente a ogni posizione di valori. Espressioni come "punto di osservazione" o "punto di vista" sono fuorvianti e danno l'impressione di un relativismo, relazionismo e prospettivismo apparentemente illimitati, e con ciò di altrettanta tolleranza, legata a una sostanziale, benevola neutralità. Ma non appena si è consapevoli del fallo che qui sono in gioco anche punti di attacco, le illusioni neutralisliche cadono. Con un saggio di Franco Volpi.
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La lettera
di W. Somerset Maugham
editore: Adelphi
pagine: 70
Né il marito, membro influente della colonia britannica di Singapore, né tanto meno l'avvocato pensano che sarà difficile far assolvere la bella Leslie Crosbie dall'accusa di omicidio: lei si è solo difesa da un tentativo di stupro. Ma qualcosa non va, e qualcuno ha in mano una lettera che potrebbe esserle fatale. Da questo racconto di sottile crudeltà (che lo stesso Maugham adattò per il teatro) sono stati tratti ben cinque film, fra cui lo splendido "Ombre malesi", di William Wyler (con Bette Davis e Herbert Marshall), che nel 1941 ricevette sei candidature agli Oscar - fra le altre, quelle per il miglior film e la migliore attrice protagonista.
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La Folie Baudelaire. Ediz. italiana
di Roberto Calasso
editore: Adelphi
pagine: 425
Al centro di questo libro si trova un sogno, l'unico che Baudelaire abbia raccontato. Entrare in quel sogno è immediato, uscirne difficile, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo Baudelaire ma ciò che lo circonda. Dove spiccano due pittori di cui Baudelaire scrisse con stupefacente acutezza: Ingres e Delacroix; e due altri che solo attraverso Baudelaire possono svelarsi: Degas e Manet. Secondo Sainte-Beuve, perfido e illuminato, Baudelaire si era costruito un "chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso", che chiamò "la Folie Baudelaire" (folies era il nome settecentesco di certi padiglioni dedicati all'ozio e al piacere), situandolo sulla "punta estrema del Kamcatka romantico". Ma in quel luogo desolato, in una terra ritenuta dai più inabitabile, non sarebbero mancati i visitatori. Anche i più opposti, da Rimbaud a Proust. Anzi, sarebbe diventato il crocevia inevitabile per ciò che apparve da allora sotto il nome di letteratura. Qui si racconta la storia, discontinua e frastagliata, di come "la Folie Baudelaire" venne a formarsi e di come altri si avventurassero a esplorare quelle regioni. Un storia fatta di storie che tendono a intrecciarsi, e per alcuni decenni ebbero come sfondo le stesse strade di Parigi.
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La storia di un matrimonio
di Andrew Sean Greer
editore: Adelphi
pagine: 224
"Crediamo tutti di conoscere le persone che amiamo": così Pearlie Cook comincia a raccontarci gli incredibili sei mesi che sono stati, per il suo matrimonio, una sorta di inesorabile lastra ai raggi X. Siamo nel 1953, in un quartiere appartato e nebbioso di ex militari ai margini di San Francisco, e tutto nella vita dei Cook parla ancora della guerra: la salute cagionevole di Holland, i ricordi tormentati di lei, le loro abitudini morigerate e un po' grigie. Una vita per il resto normalissima, come sottolinea la voce ammaliante di Pearlie - mentre la sua testa scoppia di pensieri che forse, via via che si disvelano, preferiremmo non ascoltare. Eppure li leggiamo con avidità, rassicurati dal fatto che lei, palesemente, ha intenzione di dirci proprio tutto. Perché, allora, ci sentiamo invadere da un'ansia arcana, da un senso di vertigine e di smarrimento, come davanti a certe atmosfere torve di Edgar Allan Poe? Non solo per il susseguirsi di colpi di scena che ci avvincono a ogni riga sino a condurci all'unico finale davvero imprevedibile. Non solo per l'uomo venuto dal passato, per la lettera che colpisce come un pugno, per i terribili segreti che si dischiudono a uno a uno... Sarà allora per la dolorosa lucidità con cui la narratrice riesce a indagare la distanza che separa ciascuno di noi dagli altri? O perché a ogni pagina ci chiediamo: come fa Pearlie a sapere tutte queste cose - di noi?
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Nel paese dei ciechi
di Wells Herbert G.
editore: Adelphi
pagine: 60
Sperduto nelle Aride, Nunez viene accolto da una comunità i cui membri sono tutti ciechi
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Storie
di Walser Robert
editore: Adelphi
pagine: 154
Quando apparvero queste Storie, nel 1914, un giovane recensore, Robert Musil, mise subito in guardia i lettori
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