ANTIGONE
Abuso sessuale sui minori. Scenari, dinamiche, testimonianze
di Giuliana Olzai
editore: ANTIGONE
pagine: 250
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La lingua sognata della realtà. Cinema e psicoanalisi nell'esplorazione della contemporaneità
di Rossella Valdrè
editore: ANTIGONE
pagine: 200
Il cinema crea, inventa la realtà. Ecco perché, con molta più forza di altre forme artistiche, raggiunge tutti: è come se quello che vediamo sullo schermo ci appartenesse, lo avessimo creato noi. Prendendo a prestito le parole di Winnicott, il cinema è una magnifica "area transizionale" a portata di mano, accessibile a tutti. Secondo la psicoanalisi, la visione cinematografica è una metafora che può essere utilizzata in seduta con il paziente, perché è l'esperienza più vicina al sogno o alla rêverie: si svolge al buio, richiede rilassamento, solitudine, una certa regressione narcisistica, con l'effetto di farci lasciare la realtà momentaneamente fuori dalla porta, stimolando le aree più creative della nostra psiche.
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Psicoterapia come etica. Condizione postmoderna e responsabilità clinica
editore: ANTIGONE
pagine: 263
Il libro propone e discute una tesi coraggiosa: la psicoterapia può essere considerata una pratica etica, piuttosto che scientifica o medica. La pratica psicoterapeutica, infatti, richiede che Io psicoterapeuta assuma una responsabilità soggettiva in ordine al proprio modo di vivere questa esperienza. Dunque gli aspetti etici in psicoterapia non si riducono semplicemente alle problematiche deontologiche, alle questioni dei possibili abusi o plagi, ma etica e psicoterapia appaiono strettamente intrecciate fin dal nascere della talking cure (cura attraverso le parole), come la definì la prima paziente di Freud. Un'intervista a Zygmunt Bauman apre autorevolmente la serie dei contributi qui raccolti e introduce il dibattito su etica e pratica clinica a partire dagli interrogativi che oggi ci pone la perdita di certezze che caratterizza la condizione postmoderna. Etica e responsabilità, le scelte cliniche, la complessità dell'incontro tra lo psicoterapeuta e il paziente, il transfert come etica, etica e formazione in psicoanalisi, linguaggio delle parole e linguaggio del corpo, gli apporti della ricerca in psicoterapia, il pregiudizio di non-eticità dei test psicologici, sono poi alcuni dei temi oggetto di uno stimolante confronto tra psicoterapeuti sistemico-relazìonali, psicologi, psichiatri e psicoanalisti.
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Il divano dei cambiamenti. Tra analista e paziente
di Sandro Panizza
editore: ANTIGONE
pagine: 227
La relazione psicoanalitica - sostiene l'autore - non può non coinvolgere profondamente anche l'analista, in un continuo scambio di comunicazioni quasi impercettibili: un intreccio interattivo che a volte si raccoglie in nodi più importanti, attivando nuovi atteggiamenti dell'analista e giungendo a catalizzare cambiamenti nel mondo interno del paziente e nei suoi comportamenti. I "fattori aspecifici di cambiamento" sono attualmente oggetto della riflessione di insigni analisti. Sono sempre più numerosi i lavori dedicati a fenomeni quali l'enactment o la self-disclosure, che secondo Panizza sono da considerare veri e propri "strumenti di lavoro", da ricondurre sempre alle loro radici inconsce, e, appunto, fattori di cambiamento che si presentano nella quotidianità delle sedute. Portando in primo piano la presenza dell'analista come persona, quest'ottica va oltre l'interpretazione e oltre l'insight. Ricco di vignette cliniche, il libro presenta con un linguaggio vivace e mai accademico riferimenti teorici e accostamenti spesso sorprendenti.
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Povero bimbo. Come viene a costituirsi un nevrotico
di Antonio Imbasciati
editore: ANTIGONE
pagine: 133
La psicoanalisi ha studiato e descritto il formarsi della soggettività irripetibile dell'individuo a partire dalle esperienze dei primi anni di vita: esperienze determinanti, perché ogni evento esterno - anche se, in apparenza, trascurabile - si carica di un indelebile significato interiore. Lo sviluppo mentale e affettivo è condizionato dalle relazioni del bambino con le persone che più gli sono vicine, in particolare i genitori e i nonni. Ce lo illustra con grande immediatezza questo "romanzo psicoanalitico", elaborazione dell'autobiografia di un paziente che ha ricostruito passo dopo passo, in lunghi anni di trattamento, le vicende della sua infanzia e la storia della sua famiglia attraverso tre generazioni.
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Tra Bateson e Bion. Alle radici del pensiero relazionale
di Luca Casadio
editore: ANTIGONE
pagine: 214
La proposta di Luca Casadio può apparire volutamente provocatoria, nell'accostare e mettere a confronto "due eretici contemporanei", come Pietro Barbetta definisce nell'Introduzione Gregory Bateson e Wilfred Bion. Può essere vista come una sfida a precisare e affinare il concetto di relazione, a cui oggi la maggior parte delle scuole psicoterapeutiche si riferiscono esplicitamente ma spesso ognuna per proprio conto; e chi si pone come osservatore esterno non può non percepire incertezze e incongruenze nell'uso stesso del termine, quasi esistessero non uno ma tanti diversi approcci relazionali. Mentre invece, citando ancora Barbetta, oggi "dopo anni di polemiche e cesure, la psicoanalisi si incontra con la teoria dei sistemi. Si riscoprono le radici psicoanalitiche di molte terapie sistemiche, le basi sistemiche di molti interventi e approcci psicoanalitici, la ricchezza e la rigogliosa messe teorica e clinica di questi innesti". In modo chiaro e stimolante, il libro di Casadio fornisce a questo dialogo più precisi fondamenti teorici e storici, con utili apparati bibliografici e intelligenti schematizzazioni. A conclusione, un "Breve vocabolario congiunto". Introduzione di Pietro Barbetta.
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Bambini depressi e genitori all'inferno. Storie di quotidiana psicoanalisi
di Francesco Bisagni
editore: ANTIGONE
pagine: 222
In una società in crisi come la nostra, non stupisce che nei giovani appaia oggi più radicale e più disperata la fisiologica "crisi" propria della loro età, un'età di sogni di onnipotenza destinati inevitabilmente a infrangersi al contatto con la realtà. Bambini depressi, ipercinetici, ossessivi; ragazzi con fantasie persecutorie; ragazzi di fronte alla morte o alla perdita delle persone amate; ragazzi suicidi. Genitori e famiglie in cerca di aiuto. A partire da alcune storie cliniche che risultano a tratti agghiaccianti sebbene esposte con grande sobrietà, anche attraverso la viva voce dei protagonisti - l'autore riflette su quale contributo la psicoanalisi può offrire per la comprensione e la presa in carico di simili situazioni. Introduce e ridiscute alcuni concetti teorici sull'infanzia e l'adolescenza, anche alla luce di un dialogo con le neuroscienze, oggi presenti, ad esempio, nel dibattito sul Sé junghiano. Prende in esame la posizione dell'analista infantile nell'attivazione della funzione simbolica all'interno della relazione con il paziente; il transfert, in un confronto tra approcci junghiani e bioniani; l'angoscia di perdita dell'oggetto. Sottolinea, a quest'ultimo proposito, l'importanza della dimensione ritmica nella presenza/assenza dell'oggetto reale perché possa formarsi un solido oggetto interno. (Prefazione di Suzanne Maiello)
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Le visioni di uno psicoanalista. La poltrona dietro lo schermo
di Giuseppe Riefolo
editore: ANTIGONE
pagine: 220
Le "visioni" di Giuseppe Riefolo sono testi narrativi stimolati dalla visione di film: "associazioni libere" o visioni nel senso di Artemidoro, dove ogni film, come un sogno raccontato, porta l'immaginazione dello spettatore-analista verso la storia di un paziente e la sua relazione con lui. Uscito dal cinema, "tornato alla vita e alla stanza di analisi - dice l'autore - continuo a pensare a quelle immagini e alle emozioni che ne coglievo come quando si ricorda una buona giornata o un bel viaggio fatto nei giorni precedenti, o un buon incontro. Immagini che ci aiutano a introdurre nuovi personaggi e a dare un nuovo ordine alle situazioni concrete della vita e del nostro lavoro che ci saturano continuamente".
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Io non amavo mia madre
di Enrichetta Buchili
editore: ANTIGONE
pagine: 124
Rachele, oggi docente in un'università degli Stati Uniti, sente il bisogno di ripercorrere attraverso la scrittura le tragiche vicende del suo rapporto con una madre gravemente disturbata e abusante. Invia la narrazione, capitolo per capitolo, alla psicoanalista che, dopo la morte della madre, l'aveva aiutata a uscire da uno stato di grave rischio per la sua salute psichica. Questo esercizio le permette di far emergere ricordi traumatici che sembravano cancellati e di provare finalmente il dolore da cui si era difesa quasi congelando la sua vita emozionale. Da parte sua l'analista, man mano che le arrivano i testi di Rachele, mette sulla carta i propri commenti e i ricordi di quell'analisi da lei intensamente vissuta. Lo fa senza chiamare in causa troppi concetti clinici - ad esempio la dinamica transfert-controtransfert ma adottando la formula del saggio-romanzo, psicoanalisi e letteratura che si incrociano, si alternano, si confondono.
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Il segreto dei lacaniani. Conversazioni a cielo aperto
editore: ANTIGONE
pagine: 270
"A cielo aperto", alla luce del sole, si è svolto a Milano nell'ottobre 2007 un ampio dibattito in cui gli psicoanalisti lacaniani si sono vivacemente confrontati, riconoscendo che l'essenza del "Campo freudiano" è ormai estremamente complessa, composita, diversificata. La psicoanalisi che oggi si proietta nel sociale non si forma più intorno a nomi carismatici, intorno a "ismi" come freudismo, kleinismo, lacanismo, ma intorno ai problemi, alle sfide del nostro tempo, che richiedono nuovi strumenti operativi e concettuali, nel superamento di atteggiamenti dogmatici, steccati e rivalità. Di queste nuove aperture è anche un segno la pubblicazione integrale, nei presente volume, di tutti gli interventi alla "Conversazione di Milano" e dei carteggi che l'hanno preceduta.
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