Rachele, oggi docente in un'università degli Stati Uniti, sente il bisogno di ripercorrere attraverso la scrittura le tragiche vicende del suo rapporto con una madre gravemente disturbata e abusante. Invia la narrazione, capitolo per capitolo, alla psicoanalista che, dopo la morte della madre, l'aveva aiutata a uscire da uno stato di grave rischio per la sua salute psichica. Questo esercizio le permette di far emergere ricordi traumatici che sembravano cancellati e di provare finalmente il dolore da cui si era difesa quasi congelando la sua vita emozionale. Da parte sua l'analista, man mano che le arrivano i testi di Rachele, mette sulla carta i propri commenti e i ricordi di quell'analisi da lei intensamente vissuta. Lo fa senza chiamare in causa troppi concetti clinici - ad esempio la dinamica transfert-controtransfert ma adottando la formula del saggio-romanzo, psicoanalisi e letteratura che si incrociano, si alternano, si confondono.
Io non amavo mia madre
| Titolo | Io non amavo mia madre |
| Autore | Enrichetta Buchili |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | ACHERONTA MOVEBO |
| Editore | ANTIGONE |
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| Pagine | 124 |
| Pubblicazione | 2008 |
| ISBN | 9788895283272 |
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