Avagliano
Lavinia e l'angelo custode
di Giovanna Mozzillo
editore: Avagliano
pagine: 224
Dal convento pugliese in cui il nobile padre l'ha segregata, la bella Lavinia, poco più che bambina, con un viaggio avventuroso, scopre gli orrori, i deliri e gli incanti della Napoli vicereale: un fervido apprendistato alla vita, scandito da un continuo dialogare con il suo angelo custode e da un appassionato interrogarsi sulle ragioni del bene e del male.
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Cose viste
di Ugo Ojetti
editore: Avagliano
pagine: 296
Ugo Ojetti racconta il costume italiano attraverso eleganti ricostruzioni di luoghi, paesaggi, volti, avvenimenti, delineando una personalissima galleria nella quale sono esposti ritratti di famosi personaggi ma anche vivaci descrizioni storiche dell'Italia di inizio secolo. Si va da D'Annunzio a Pirandello, da Cadorna a Salvemini, passando per Verga, Gemito, Papa Leone XIII, Di Giacomo, Vittorio Emanuele III, Ascari, Le Duse.
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Una lapide in via del Babuino
di Mario Pomilio
editore: Avagliano
pagine: 80
Uno scrittore anziano scopre in un suo vecchio quaderno d'appunti l'abbozzo di una possibile storia. Una storia che non ha trovato la sua forma e non è diventata un libro. Lo stimolo era venuto da una lapide posta sulla facciata di un palazzo romano, che ricorda il soggiorno nella città eterna di Girolamo Napoleone, "il cugino di Napoleone III e suo braccio destro ai tempi del Secondo Impero, venuto a finire i suoi vent'anni d'esilio a pochi passi di lì, in un vecchio albergo di via del Babuino". Lo scrittore ripensa a quella storia e ne ha una duplice sollecitazione, oscillante tra il suo vissuto presente e la possibilità di farlo risuonare nella vita letteraria del suo larvale personaggio.
Esaurito
Una donna sbagliata
di Roat Francesco
editore: Avagliano
pagine: 128
Ambientato a Trento durante il fascismo, negli anni che precedettero lo scoppio del secondo conflitto mondiale, il romanzo nar
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Incarnazioni
Poesie del corpo, corpi di parole
editore: Avagliano
pagine: 248
L'antologia raccoglie i testi inediti di poeti indiani, russi e italiani
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L'oro di Hollywood
di Giuseppe Marotta
editore: Avagliano
pagine: 228
Il volume raccoglie le recensioni di Marotta ai film americani degli anni Cinquanta e Sessanta. Si avvicendano attori come Humphrey Bogart e Marlon Brando, la Garbo e James Dean, e registi come Chaplin e Ford, Capra e Wilder. Nel panorama del cinema più "imperiale" del mondo, lo scrittore si aggira come un autentico guastafeste senza bussole ideologiche, ma con il suo fiuto e il suo fiato narrativo, che gli fanno raccontare in modo gustoso e intelligente le trame dei film, la genialità o la pochezza di registi e interpreti, e tutto il mondo che si muove loro intorno, senza dimenticare che al di là dello schermo si agita il mondo vero, la vita vera degli uomini.
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La casa della palma
di Giulio Angioni
editore: Avagliano
pagine: 216
Cosa ci torna a fare alla casa di suo padre e al paesello il maestro di coro protagonista di questo libro? Non lo sa bene neanche lui. Sicuramente per scansare il futuro, ridotto a minaccia. E invece qui è costretto subito a fare i conti col passato: non solo per decidere il destino della Casa della Palma, non solo per capire com'è finito suo padre, che dopo tanti anni scopre morto di mala morte, ma anche per sapere chi era quest'uomo, e chi siano lui stesso e il mondo dov'è nato e cresciuto per diventare adulto altrove.
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Gli esiliati. Undici racconti di narratori italiani
editore: Avagliano
pagine: 200
L'antologia comprende racconti di autori più o meno noti, scelti in varie aree geografiche, che per lo più interpretano il tema dell'esilio da un punto di vista metaforico. Le loro storie parlano di esilio dell'anima, di solitudine, di vite lacerate dalla crudezza di un tempo che è forse già di per sé esilio. Troviamo allora il musicista jazz dall'esistenza sempre ai margini (Albinati), l'universo claustrofobico dell'Allievo di De Carlo, la romerìa, ovvero il pellegrinaggio del vagabondo di Morganti. Ma troviamo anche l'esilio vero, quello dei profughi, dei rifugiati, la loro infinita malinconia (Cirillo), o quello del "Due Iulie", la figlia e la nipote di Augusto, che scrivono dal loro meno noto esilio a un altro esiliato illustre, il poeta Ovidio (Cardona).
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Apparenze. Undici racconti di narratori danesi
editore: Avagliano
pagine: 200
Questo volume raccoglie una scelta di narratori danesi contemporanei in un panorama che parte dagli anni Cinquanta e Sessanta ma vuole soprattutto tastare il polso alla prosa breve dell'ultimo decennio. Gli autori sono ancora in gran parte inediti in Italia, ma non per questo meno importanti: da Villy Sørensen a Klaus Rifbjerg a Peer Hultberg, da Naja Marie Aidt a Merete Pryds Helle.
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Uomo di conseguenza
di Attilio Veraldi
editore: Avagliano
pagine: 216
Sasà Iovine si trova coinvolto in una vicenda scabrosa e irta di pericoli, quando la richiesta di prestare il proprio nome per un traffico clandestino di quadri e di valuta è subito seguita da lampi di pistole e tuoni di spari. E a questo punto tutto precipita, scagliando il nostro eroe in una ridda di agguati e delitti, misteri e passioni proibite.
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L'odore della guerra. Napoli 1940-1945
editore: Avagliano
pagine: 192
Tra il 1940 e il 1945 parole come "coprifuoco", bombardamenti, maschere antigas", "fame", "tesseramento", ma anche - con l'arrivo degli Alleati a Napoli dopo lo sbarco a Salerno - parole come "am-lire", "Sciuscià", "segnurine", "mercato nero", diventano per gli italiani pane quotidiano. E' la guerra che s'attacca alla pelle e che scivola con il suo "odore" virulento nell'intimità della casa. Con l'ausilio del repertorio fotografico, gli autori ci offrono un ritratto a tutto tondo di sei interminabili anni, che iniziano con il suono lacerante delle sirene e le fuga nei ricoveri, per terminare con il difficile ritorno dei reduci in città e le prime clausole della pace riconquistata.
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Il ventre di Napoli
di Matilde Serao
editore: Avagliano
pagine: 192
"Il ventre di Napoli" discende in linea diretta dall'immersione di Hugo nel brulichio dei "Miserabili", dai labirinti indagati da Sue nei "Misteri di Parigi", dall'esasperato realismo del "Ventre di Parigi" di Zola, ma nello stesso tempo proviene dalla più bruciante delle realtà, dall'acquaforte goyesca di Napoli che nessuno prima della Serao aveva forse guardato con tanta intensità, di cui nessuno era riuscito a restituire la stracciona grandezza. Qui l'inchiesta giornalistica, effettuata all'indomani del colera del 1884, diventa un'esplorazione antropologica in "terrae incognitae" che getta sinistri fasci di luce sullo stato di miseria e di abbandono in cui ristagnano i quartieri della città destinati allo sventramento urbanistico.
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