Casagrande
L'analfabeta. Racconto autobiografico
di Agota Kristof
editore: Casagrande
pagine: 56
Undici capitoli per undici episodi della sua vita, dalla bambina che divora i libri in Ungheria alla scrittura dei primi libri
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Lavati le mani, Elmar
di Roberto Cazzola
editore: Casagrande
pagine: 181
Nella sua lunga passeggiata, Elmar percorre le strade di Vienna e quelle della memoria. Fra gli antichi palazzi, i parchi e le scalinate, fra i ponti ventosi e le sponde del Danubio cerca appigli e ancoraggi, mentre la memoria avanza e si ritrae tornando alla matrice dell'infanzia. Il protagonista si perde in una città ora solare ora sulfurea e persecutoria, corre in bicicletta con il fratello Thomas attraverso filari carichi d'uva lungo le rive polverose di un lago o si abbandona a una solitaria discesa agli inferi nel mondo dell'illusione notturna a luci rosse. Ma soprattutto cerca, pur se alla cieca, un percorso d'uscita dalla propria gabbia.
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Gli occhi di mia madre
di Friedrich Glauser
editore: Casagrande
pagine: 237
La vita di Glauser, noto in Italia come il "Simenon svizzero" per aver creato indimenticabili romanzi gialli, è una vita breve e in fuga. Orfano di madre a quattro anni, prigioniero di un'educazione rigida e ben presto costretto alla menzogna e alla fame, cinque tentativi di suicidio, ricoveri in manicomio, reclusioni e fughe, droghe, Legione Straniera, lavori saltuari, interdizione, Glauser è stato definito un "outsider estremo". Questi tre racconti autobiografici seguono un percorso che si addensa di nuvole spaventose e di fantasmi, ma rappresentano anche un cammino ricco di incontri e di situazioni, colori e sapori di un'epoca che solo un grande scrittore sa restituire con tanta forza e partecipazione.
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Luce rubata
di Hubert Mingarelli
editore: Casagrande
pagine: 100
Siamo negli anni della Seconda Guerra mondiale. L'undicenne Elia vive nascosto nel cimitero del ghetto di Varsavia, dove dorme sulla tomba di Josef Cytrin mentre sente vicina l'eco degli spari e i passi di gente sconosciuta. Le uniche cose che possiede sono una vecchia coperta e il denaro che gli ha lasciato suo padre prima di sparire. Minacciato dall'arrivo delle guardie tedesche, Elia confida a Josef le sue inquietudini e le sue paure, finché una notte compare tra i cipressi l'ombra di uno "szmugler", il contrabbandiere adolescente Gad, con un sacco sulle spalle. Per vincere i crampi allo stomaco dovuti alla fame della clandestinità, Elia fantastica su un futuro di viaggi e di amori. Ma la sua ingenuità dovrà confrontarsi con il realismo di Gad.
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Il maestro Atomi
di Maurizio Salabelle
editore: Casagrande
pagine: 236
Anche se questo è un libro pazzoide, è tuttavia un libro di verità; su quell'età spersa e puzzolente che è la tarda infanzia. Età non fantastica, né molto pulita o idilliaca, ma traspirante rancido, sostanze sebacee, ormonali, e sentori di gomma. In questa magnifica aria chiusa il bambino scolastico si aggrega con altri estranei detti compagni, dotati di cognome e nome; e con altri estranei preposti, che qui sono il maestro Gennaro Atomi, il suo supplente, quegli esseri di rinforzo che sono i bidelli; e poi i genitori, ossia quei due esseri umani che godono ditale titolo in via provvisoria, e hanno l'inconfondibile e insalubre odore di vita famigliare domestica.
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In questa vita
di Anna Ruchat
editore: Casagrande
pagine: 90
Quattro racconti sui destino che prima ci asseconda e poi si prende gioco delle nostre vite
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Il vagone delle vacche
di Georges Hyvernaud
editore: Casagrande
pagine: 163
"Il vagone delle vacche", scrisse lo stesso Hyvernaud, "si può definire come il diario di un prigioniero del dopoguerra - un uomo qualsiasi - intrappolato in un lavoro meschino, in frequentazioni modeste e in ricordi banali, schiavo della sua città". In effetti, se il primo romanzo evocava l'esperienza nei campi di concentramento tedeschi, il secondo libro di Hyvernaud racconta il ritorno dei prigionieri e il tentativo di adattarsi alla vita ordinaria. Ne viene fuori un repertorio delle bassezze umane, del conformismo, delle gelosie, dell'ipocrisia, dell'ottusità bovina che affliggono la vita civile e il mondo letterario del dopoguerra, tra assurdo e cinismo.
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Un velo d'oro da sposa
di Cécile I. Loos
editore: Casagrande
pagine: 200
"Un velo d'oro da sposa" narra in prima persona di una bambina che vive in un villaggio montano della Svizzera tedesca con una nonna acquisita e un nonno severo, pastore protestante capace di raggiungere eccessi indicibili in nome della religione. C'è la misteriosa scomparsa della madre e del padre, e il loro continuo riemergere nella memoria della ragazzina Susanna. C'è suo fratello Filok, dolce e protettivo che finisce in orfanotrofio e poi scompare in circostanze poco chiare. E c'è anche una sorella: Michaela, alter ego dell'autrice. C'è un uomo devoto che lei non desidera, con cui alla fine è costretta a unirsi in matrimonio, c'è Petitmoi, il ragazzo che ha sempre amato e che non la tradirà mai e riuscirà forse a liberarla di tutto.
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Cuori a barre. Storie perdute del nostro tempo
di Cesare Fiumi
editore: Casagrande
pagine: 190
Cesare Fiumi raccoglie storie di uomini e donne direttamente sul ciglio di un dramma o di un happy-end, lungo le scarpate dove scivolano esistenze dolorose e instabili, per metterle al centro della sua narrazione. Racconto di una quotidianità che si fa avventura, ma anche analisi sociale, perché Fiumi descrive le grandezze (e le bassezze) di una stagione in cui gli ultimi non diventano mai i primi e di rado incrociano qualcuno che li ascolti e li racconti.
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Etica della notizia. Fondazione e critica della morale giornalistica
di Enrico Morresi
editore: Casagrande
pagine: 281
Quali sono le attuali tendenze del giornalismo scritto e parlato? E in che misura queste tendenze mettono in crisi i codici etici della professione? In una fase di crisi e di passaggio come quella attuale, questo libro intende verificare la tenuta dei tre pilastri su cui si regge il codice del giornalismo classico: ricerca della verità, rispetto delle persone e indipendenza del giudizio. Se l'informazione è un bene pubblico regolato da un'etica pubblica, la "morale dei giornalisti" ne dipende strettamente. La riflessione etico-filosofica è accompagnata dall'analisi di casi specifici che hanno fatto storia (come il caso Clinton-Lewinsky) e dall'osservazione minuta degli ultimi cambiamenti del mercato (Internet, il giornale breve, la stampa gratuita). Per questo, Morresi si avvale di una grande quantità di materiali teorici ma anche di un vastissimo repertorio di esempi tratti dalla stampa internazionale. Il suo libro si presenta perciò sia come un repertorio ricchissimo di documenti anche poco conosciuti, sia come un manuale per le giovani generazioni che vogliano avvicinarsi a una professione sempre più ambita e sempre più complessa.
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La svolta
di Renzo Sbaffi
editore: Casagrande
pagine: 243
Anni Settanta, epoca dei movimenti studenteschi e della lotta armata. Andrea, musicista trentenne, torna da un viaggio. Il suo amico Rodolfo è in carcere, forse per un attentato; Francesca, la sua ragazza, vuole andare a studiare negli Stati Uniti; anche gli altri sono andati via, lungo "strade dettate dal bisogno o dal desiderio". Andrea si ostina a percorrere le consuete trame quotidiane, ma non si ritrova. Va a vivere quindi in una comune. Non riesce a coinvolgersi alle cose, è un estraneo al brulicare metropolitano ma non appartiene neanche alle campagne dell'infanzia. Gli altri scelgono, Andrea si lascia scegliere dagli eventi, dal caso. L'autore vive e lavora a Zurigo come giornalista e scrittore, "La svolta" è il suo primo romanzo.
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Qualunque sia il nome
di Pierre Lepori
editore: Casagrande
pagine: 121
È la storia di una ribellione contro il silenzio e la falsificazione degli affetti quella narrata da questa intensa e compatta raccolta di poesie. Una storia che comincia da lontano nella forma di un dialogo con le generazioni passate e che assume poi, nella seconda parte del libro, una dimensione corale, quasi politica nell'urgenza delle sue rivendicazioni. Una storia drammatica, dunque, ma anche liberatoria, creativa, come ogni ribellione che riesca a sconfiggere o a venire a patti con il proprio nemico: un nemico che per la forza dei legami di sangue, può anche annidarsi dentro di noi.
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