Casagrande
L'analfabeta. Racconto autobiografico
di Agota Kristof
editore: Casagrande
pagine: 56
Undici capitoli per undici episodi della sua vita, dalla bambina che divora i libri in Ungheria alla scrittura dei primi libri
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Lavati le mani, Elmar
di Roberto Cazzola
editore: Casagrande
pagine: 181
Nella sua lunga passeggiata, Elmar percorre le strade di Vienna e quelle della memoria. Fra gli antichi palazzi, i parchi e le scalinate, fra i ponti ventosi e le sponde del Danubio cerca appigli e ancoraggi, mentre la memoria avanza e si ritrae tornando alla matrice dell'infanzia. Il protagonista si perde in una città ora solare ora sulfurea e persecutoria, corre in bicicletta con il fratello Thomas attraverso filari carichi d'uva lungo le rive polverose di un lago o si abbandona a una solitaria discesa agli inferi nel mondo dell'illusione notturna a luci rosse. Ma soprattutto cerca, pur se alla cieca, un percorso d'uscita dalla propria gabbia.
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Gli occhi di mia madre
di Friedrich Glauser
editore: Casagrande
pagine: 237
La vita di Glauser, noto in Italia come il "Simenon svizzero" per aver creato indimenticabili romanzi gialli, è una vita breve e in fuga. Orfano di madre a quattro anni, prigioniero di un'educazione rigida e ben presto costretto alla menzogna e alla fame, cinque tentativi di suicidio, ricoveri in manicomio, reclusioni e fughe, droghe, Legione Straniera, lavori saltuari, interdizione, Glauser è stato definito un "outsider estremo". Questi tre racconti autobiografici seguono un percorso che si addensa di nuvole spaventose e di fantasmi, ma rappresentano anche un cammino ricco di incontri e di situazioni, colori e sapori di un'epoca che solo un grande scrittore sa restituire con tanta forza e partecipazione.
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Gli italiani in Svizzera. Un secolo di emigrazione
editore: Casagrande
pagine: 320
Tra la fine dell'Ottocento e la fine del Novecento cinque milioni di italiani si sono trasferiti in Svizzera contribuendo allo sviluppo economico, sociale, politico e culturale del Paese, lasciando tracce profonde e diventandone parte integrante, come mai nessun'altro popolo di immigrati. In ogni capitolo dell'opera si esamina un aspetto del fenomeno: dalla ristorazione al gioco del calcio, dall'edilizia e dall'industria ai movimenti sindacali, dalle organizzazioni scolastiche alla letteratura e al cinema, dai conflitti sociali alla criminalità. Un'attenzione particolare è riservata anche ai movimenti politici, dagli anarchici di fine Ottocento ai fuoriusciti del Ventennio fascista.
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Luce rubata
di Hubert Mingarelli
editore: Casagrande
pagine: 100
Siamo negli anni della Seconda Guerra mondiale. L'undicenne Elia vive nascosto nel cimitero del ghetto di Varsavia, dove dorme sulla tomba di Josef Cytrin mentre sente vicina l'eco degli spari e i passi di gente sconosciuta. Le uniche cose che possiede sono una vecchia coperta e il denaro che gli ha lasciato suo padre prima di sparire. Minacciato dall'arrivo delle guardie tedesche, Elia confida a Josef le sue inquietudini e le sue paure, finché una notte compare tra i cipressi l'ombra di uno "szmugler", il contrabbandiere adolescente Gad, con un sacco sulle spalle. Per vincere i crampi allo stomaco dovuti alla fame della clandestinità, Elia fantastica su un futuro di viaggi e di amori. Ma la sua ingenuità dovrà confrontarsi con il realismo di Gad.
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Il maestro Atomi
di Maurizio Salabelle
editore: Casagrande
pagine: 236
Anche se questo è un libro pazzoide, è tuttavia un libro di verità; su quell'età spersa e puzzolente che è la tarda infanzia. Età non fantastica, né molto pulita o idilliaca, ma traspirante rancido, sostanze sebacee, ormonali, e sentori di gomma. In questa magnifica aria chiusa il bambino scolastico si aggrega con altri estranei detti compagni, dotati di cognome e nome; e con altri estranei preposti, che qui sono il maestro Gennaro Atomi, il suo supplente, quegli esseri di rinforzo che sono i bidelli; e poi i genitori, ossia quei due esseri umani che godono ditale titolo in via provvisoria, e hanno l'inconfondibile e insalubre odore di vita famigliare domestica.
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In questa vita
di Anna Ruchat
editore: Casagrande
pagine: 90
Quattro racconti sui destino che prima ci asseconda e poi si prende gioco delle nostre vite
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Forse stiamo diventando pazzi. Lineamenti di fanatismo comparato
di Ulla Berkéwicz
editore: Casagrande
pagine: 141
"Vorrei raccomandarvi un libro davvero straordinario: il breve libro di Ulla Berkéwicz "Forse stiamo diventando pazzi" è una delle opere più originali e profonde sulla crisi del mondo contemporaneo che io abbia letto da molto tempo a questa parte. Non si tratta né di un saggio accademico né di un appello puramente emotivo, ma di una rara combinazione tra un punto di vista straordinariamente lucido, una voce che racconta le proprie esperienze in modo molto personale, e una precisa, coraggiosa descrizione dell'attuale confusione religiosa e ideologica in Europa, in Medio Oriente e altrove." (Amos Oz)
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Giorni felici con Leonardo Sciascia
di Antonio Motta
editore: Casagrande
pagine: 80
Roma 1983. Albergo Nazionale. Leonardo Sciascia siede in un salottino verde, ordina un caffè, poi comincia a parlare. Fu quello il primo incontro di Antonio Motta con Leonardo Sciascia. Da allora gli incontri si moltiplicano fino alla morte dello scrittore, avvenuta nel 1989. Motta rievoca quei memorabili "giorni felici" in un vero e proprio racconto da cui la personalità, le malinconie e le passioni dello scrittore ormai anziano emergono attraverso i suoi gesti, i suoi silenzi, le sue stesse parole dette e scritte (nelle interviste e in alcune lettere che vengono qui pubblicate). Un ritratto in bianco e nero che rivela pensieri, ricordi, sentimenti e riflessioni inedite di uno dei maggiori scrittori del Novecento.
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Il vagone delle vacche
di Georges Hyvernaud
editore: Casagrande
pagine: 163
"Il vagone delle vacche", scrisse lo stesso Hyvernaud, "si può definire come il diario di un prigioniero del dopoguerra - un uomo qualsiasi - intrappolato in un lavoro meschino, in frequentazioni modeste e in ricordi banali, schiavo della sua città". In effetti, se il primo romanzo evocava l'esperienza nei campi di concentramento tedeschi, il secondo libro di Hyvernaud racconta il ritorno dei prigionieri e il tentativo di adattarsi alla vita ordinaria. Ne viene fuori un repertorio delle bassezze umane, del conformismo, delle gelosie, dell'ipocrisia, dell'ottusità bovina che affliggono la vita civile e il mondo letterario del dopoguerra, tra assurdo e cinismo.
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Ticino ducale. Il carteggio e gli atti ufficiali
editore: Casagrande
pagine: 674
Una collana di fonti che offre agli studiosi la serie integrale dei documenti dell'Archivio di Stato di Milano che riguardano
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Un velo d'oro da sposa
di Cécile I. Loos
editore: Casagrande
pagine: 200
"Un velo d'oro da sposa" narra in prima persona di una bambina che vive in un villaggio montano della Svizzera tedesca con una nonna acquisita e un nonno severo, pastore protestante capace di raggiungere eccessi indicibili in nome della religione. C'è la misteriosa scomparsa della madre e del padre, e il loro continuo riemergere nella memoria della ragazzina Susanna. C'è suo fratello Filok, dolce e protettivo che finisce in orfanotrofio e poi scompare in circostanze poco chiare. E c'è anche una sorella: Michaela, alter ego dell'autrice. C'è un uomo devoto che lei non desidera, con cui alla fine è costretta a unirsi in matrimonio, c'è Petitmoi, il ragazzo che ha sempre amato e che non la tradirà mai e riuscirà forse a liberarla di tutto.
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