Città Nuova
La lingua di fuoco. Dante e la filosofia del linguaggio
di Giacomo Gambale
editore: Città Nuova
pagine: 252
Diversi fattori contribuiscono alla ricchezza della lingua dantesca, che richiamano l'ambito filosofico, estetico, morale e te
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Timore e speranza. La redenzione dalla morte in Agostino
di Giovanni Volta
editore: Città Nuova
pagine: 272
La morte non è solo un fatto tra molti altri, l'evento che segna il termine di un cammino, ma è anche, soprattutto, l'interrogativo fondamentale sul senso stesso della nostra esistenza, sulla sua direzione, e per questo è interrogativo che scuote l'intelligenza e la sensibilità dell'uomo. Lo studio vuole esplorare come Agostino abbia affrontato tale interrogativo mettendo in relazione la morte di Adamo e quella di Cristo; la morte di Cristo e quella del cristiano; tra il destino dell'uno e dell'altro. Da ciò nascono le due direttrici di ricerca: indagare negli scritti di Agostino sia il rapporto tra peccato e pena sia quello tra redenzione e pena. Un percorso di lettura originale su un tema ancora poco indagato nella riflessione agostinana.
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Il castello esteriore. Il "nuovo" nella spiritualità di Chiara Lubich
di Jesús Castellano Cervera
editore: Città Nuova
pagine: 124
Autentico discepolo di Teresa d'Avila, Jesús Castellano Cervera, ocd si è addentrato sempre più nel "castello interiore" della
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L'ecumenismo dal Concilio Vaticano II a oggi
di Viviana De Marco
editore: Città Nuova
pagine: 80
Il volume traccia una panoramica sintetica del cammino ecumenico negli ultimi cinquant'anni, ricostruito attraverso i documenti magisteriali, i documenti di dialogo e i viaggi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. In particolare - ed è una novità nella saggistica storica sull'ecumenismo - si evidenzia il ruolo dei movimenti ecclesiali, ricostruito attraverso interviste, siti web e materiali di prima mano forniti dalle rispettive Segreterie centrali.
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Verso la città divina. L'incantesimo della libertà in Luigi Einaudi
di Francesco Tomatis
editore: Città Nuova
pagine: 304
Il tema della libertà è un argomento chiave per illuminare le questioni poste con vigore da Einaudi e nel volume di Tomatis evidenziate: l'individuazione di classi dirigenti moralmente elevate, la necessità di una federazione europea e del federalismo, rivolto all'unità nazionale, l'importanza del risparmio familiare e del lavoro indipendente, il rispetto della divisione dei poteri e della superiorità delle leggi condivise. L'autore propone una lettura del pensiero di Einaudi mettendo in luce il costante ed essenziale legame tra la riflessione sulla libertà e il riferimento alla tradizione religiosa cristiana.
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Non risponderai come testimone di menzogna. Sentieri teologici intorno all'ottava parola
di Fabrizio Aprile
editore: Città Nuova
pagine: 120
L'ottava parola del decalogo proclamata in Es 20, 16 (e in Dt 5, 20), secondo quella che ne appare la più adeguata traduzione dall'ebraico, vieta, propriamente, non di pronunciare falsa testimonianza, ma di rispondere come testimone di menzogna. Il senso autentico del precetto biblico, pur calato nel suo peculiare contesto giudiziario dischiude una "idea" di verità di tipo non teoretico-metafisico bensì pratico-sapienziale e storico-esistenziale, che intuisce nella dimensione relazionale della domanda e della risposta - ovvero nell'abisso della dia-logia e dell'alterità - l'essenza originaria e irrelativa della libertà, in cui menzogna e verità (a dispetto di accomodanti semplificazioni manicheistiche) si danno assieme, in un moto dialettico e contestuale di velamento e dis-velamento. Rispondere come testimone di menzogna non è solo violazione di una regola giuridica e di un comandamento, ma anche radicale contraddizione del vincolo di affidamento "credente" che informa tutta la Torah di cui JHWH, per primo, è testimone verace. La testimonianza fedele finisce sorprendentemente con il rivelarsi il luogo ove accade un atto di cura e di responsabilità verso il prossimo, che non è cosa diversa dall'amore.
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L'ordine dell'universo
di Agostino (sant')
editore: Città Nuova
pagine: 184
Scritto in forma di dialogo intorno al 387 d.C. a Cassiciaco, il De ordine segna l'inizio della riflessione dell'Ipponate sul problema del male. Il classico dilemma - può Dio essere insieme buono e onnipotente, nonostante il male? Quale il posto del male nel mondo? - viene prontamente messo da parte e si sottolinea l'incapacità dell'uomo ad afferrare l'ordine divino nella sua totalità. Solo distaccandosi dalla conoscenza delle cose materiali è possibile comprendere la vera bellezza dell'universo. La raccolta è preceduta da un'ampia introduzione.
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La mia prima confessione
di Daniele Pisu
editore: Città Nuova
pagine: 63
Con questo percorso potrai prepararti alla prima confessione: conoscerai l'infinito amore di Dio che, come un Padre misericord
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Teodoreto di Cirro. Commento al Cantico dei Cantici
editore: Città Nuova
pagine: 200
Composto successivamente al Concilio di Efeso del 431 d.C. il Commento al Cantico dei Cantici costituisce il primo lavoro esegetico di Teodoreto di Cirro. Opera in cinque libri, tale commento si caratterizza per la profonda influenza origeniana che spiega l'interpretazione prettamente allegorica del testo biblico. Precede i libri un ampio prologo in forma di lettera indirizzata ad un amico vescovo, forse Giovanni di Germanicia, nel quale Teodoreto si propone di dimostrare il carattere ispirato del Cantico. Contro quanti infatti considerano il testo biblico un dialogo d'amore profano, l'Autore legge le espressioni bibliche in senso spirituale e non carnale: lo sposo e la sposa sono Cristo e la Chiesa. Nell'interpretazione dello sposo il Commento evidenzia talvolta la natura umana di Cristo, in altri momenti l'esistenza di due nature, divina e umana, divenendo così un documento importante della cristologia duofisita di Teodoreto.
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