Clinamen
Soggetto e mondo nel cinema di Pasolini
di Paolo Landi
editore: Clinamen
pagine: 134
Molto probabilmente i film di Pasolini sono tra quelli che racchiudono la dimensione filosofica più vasta e profonda di tutta
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Albert Camus. Una introduzione
di Marta Scaratti
editore: Clinamen
pagine: 94
Il presente volume rappresenta una originale mappa per orientarsi nel pensiero e nell'opera di Albert Camus, uno strumento di
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Immersioni
di Riccardo Emmolo
editore: Clinamen
pagine: 92
Strano genere di scrittura è quello che fonde letteratura e filosofia, narrazione e poesia, notazioni diaristiche e aforistiche, analisi testuale ed elaborazione di sapere! Tale è l'impressione immediata che fornisce la lettura di "Immersioni" e che segna il personalissimo percorso di Riccardo Emmolo, la sua capacità di "immergere" il lettore nel profondo delle questioni che animano il nostro tempo: Dio e il Nulla, la memoria e l'oblio, l'unità, la pluralità e l'inafferrabilità dell'Io. Il discorso dell'autore viene svolgendosi come un vero e proprio racconto, sempre più incalzante e avvincente, in cui la grande lezione dei narratori siciliani dell'Ottocento e del Novecento si sposa con quelle di Gadda e di Pavese, di Borges e di Henry Miller, in un flusso continuo che apre ad una sorta di universo letterario parallelo. Una scrittura che trascina verso ciò che la letteratura non può dire ...
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L'estetica dello choc. La scrittura di Curzio Malaparte tra esperimenti narrativi e poesia
di Panella Giuseppe
editore: Clinamen
pagine: 80
In Malaparte vi è la precisa volontà di costruire un effetto di choc che colpisca con violenza la coscienza dei lettori e li c
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Il brivido dell'eterno. Su Pirandello e Freud
di Gabriele Pulli
editore: Clinamen
pagine: 56
Quando il capocomico riconosce che la propria realtà «cangia continuamente; come quella di tutti!», il padre osserva: «(con un grido) Ma la nostra no, signore! Vede? La differenza è questa! Non cangia, non può cangiare, né esser altra, mai, perché già fissata - così - "questa" - per sempre - (è terribile signore!) realtà immutabile, che dovrebbe dar loro un brivido nell'accostarsi a noi!». Se il capocomico avesse veramente capito, se avesse veramente intuito la natura dei sei personaggi, avrebbe avuto un brivido - il brivido dell'eterno - nell'accostarsi a loro. Giuocato sul crinale rischioso dell'incontrarsi / respingersi di temporalità ed eterno, il saggio di Gabriele Pulii ci fornisce l'immagine complessa e chiaroscurale di due figure emblematiche - Pirandello e Freud - della grande cultura occidentale.
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Dal regno di Dio al regno dell'uomo. Figure della fine del tempo
di Marta Mauriello
editore: Clinamen
pagine: 108
La riflessione sul problema del tempo nella moderna filosofia occidentale non può prescindere dal riferimento alla tradizione ebraico-cristiana. Perciò, il compito che il volume si propone è quello di analizzare l'elaborazione biblica del tempo insieme alle sue successive trasformazioni. Questa elaborazione mostra una ineliminabile ambivalenza: da un lato, è stata e continua ad essere strumento della filosofia e del potere dominanti; dall'altro lato, e all'opposto, ha rappresentato e continua a rappresentare un formidabile momento di rottura del sistema di dominio, determinandosi a modello eccedente, totalmente alternativo. La coppia categoriale eccedenza/dominatrici si rivela così una stimolante chiave di lettura per una ermeneutica del cammino del pensiero occidentale come indagine sul tempo e sul suo significato. Il viaggio che l'autrice propone attraversa la filosofia moderna secondo un'ottica innovativa, lambendo le molteplici e svariate forme del tempo, della sua fine e del suo fine.
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Il momento opportuno per agire. Il tempo secondo Heidegger
di Pieri Camilla
editore: Clinamen
pagine: 53
Per poter comprendere che cosa sia il tempo si deve innanzitutto conoscere se stessi: è quanto Heidegger sostiene ed è quanto
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Gli scrittori neri della borghesia. Theodor Adorno e il finale di partita
di Luca Baldassarre
editore: Clinamen
pagine: 95
Anche Samuel Beckett fa parte degli "scrittori neri della borghesia"? Lo si può leggere in continuità con Nietzsche e de Sade, come fa Theodor Adorno nella Dialettica dell'illuminismo? Rispondere a queste domande non è né semplice giuoco filologico né prospettiva marginale, bensì è aprirsi ad un nuovo orizzonte di indagine intorno alla riflessione complessiva della Scuola di Francoforte e, in essa, intorno al pensiero adorniano quale metacritica del mondo amministrato e memoria della natura mutilata. In questo volume di Luca Baldassarre il teatro di Beckett viene preso in esame come quel luogo in cui, per Adorno, l'arte continua a configurarsi quale valido modello di resistenza alla pressione livellatrice ed omologante del dominio.
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L'ebraismo nella musica
di Richard Wagner
editore: Clinamen
pagine: 58
Pubblicato nel settembre 1850 sulla "Neue Zeitschrift fur Musik", questo scritto di Richard Wagner non ha perso ad oggi nulla né della sua sconcertante attualità né della sua canea provocatoria. È dinanzi al cosiddetto tribunale della storia che Wagner trascina l'ebraismo, pronunciando una sentenza inappellabile: Untergang, tramonto, fine. L'ebraismo deve tramontare! È questo l'esito necessario di una battaglia condotta in nome della sopravvivenza dell'arte e, in essa, soprattutto della musica. Se "giudaizzata", la musica non può che decadere: se essa sempre esprime lo spirito profondo di una terra, gli ebrei, che non hanno una patria, non la possono che condurre a morte. Il testo si chiude con una invocazione agli ebrei che sembra attingere da Feuerbach, pensatore sempre presente nella mente di Wagner, nonché dal "giovane" Marx, ebreo anch'egli, ma "redento", emancipatosi ad uomo: smettetela di considerarvi ebrei, diventate finalmente uomini, "redimetevi, rigeneratevi. Allora saremo uniti e indistinguibili!" e la musica e l'arte saranno salve.
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Accadde una notte gelata. Un cliché d'amore
di Mauri Riccardo
editore: Clinamen
pagine: 40
Il cliché dell'amore impossibile, quello dell'intellettuale a disagio nella propria epoca, quello del luogo tanto familiare da
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Sulla filosofia e sul suo metodo
di Arthur Schopenhauer
editore: Clinamen
pagine: 76
Spregiudicato, irriverente, geniale, Schopenhauer traccia in questo scritto la sua concezione della verità e della filosofia, considerandone con estrema chiarezza argomentativa e straordinaria capacità di sintesi l'oggetto, il soggetto e le peculiarità più proprie, definendone con caustica forza critica la posizione rispetto alle altre forme di pensiero e ponendone in luce la sempre inattuale attualità. Presentato nella brillante e rigorosa traduzione curata da Simone Cavallini, e corredato da un ampio ed originale saggio introduttivo nonché da un fittissimo apparato di note esplicative, "Sulla filosofia e sul suo metodo" intende rappresentare un primo passo per chi nel "percorso verso la verità" "abbia il coraggio di non tenere alcuna domanda nel cuore".
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L'uno e il molteplice
di Paolo Landi
editore: Clinamen
pagine: 342
Il pensiero di Parmenide, ben oltre la lettura che Heidegger ne fornisce, rappresenta un germe che si sviluppa e cresce fino al sistema hegeliano. È in questo arco di tempo che l'uno trova il proprio orizzonte più vasto, la sintesi stessa di tutte le variazioni fondamentali del classico. Ma al di là degli estremi e della possibile ricostruzione della serie degli intermedi, è possibile tracciare un originale disegno dell'uno grazie alle figure e ai modi di espressione propri della riflessione di Husserl e del suo lascito fenomenologico. E in ossequio della dignità profonda del presupposto, è anche possibile vincolare l'indagine sull'uno ai limiti di quell'esperienza che quotidianamente compiamo, senza dimenticare lo scarto della speculazione e i suoi obblighi problematici, che non si limitano ad un'attenzione verso l'istanza di una conferma, bensì che frequentemente vengono situandosi nella prospettiva di un oltrepassamento. Così una dottrina fenomenologica dell'esperienza e del tutto che l'autore ha perseguito in altre opere, ancora una volta si trova ad attingere al paradosso inerente al rapporto tra il tutto e il non essere che lo delimita, alla questione della dicotomia tra interno ed esterno, e ad un prospetto monadologico nel quale il molteplice sembra addirittura trionfare. Nel presente lavoro, gli scorci forniti dai temi in questione riguardano l'indice mobile di una correlazione fra l'uno e il molteplice, che si profila in modo costante generando contesti aperti.
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