Effigie
Il petrolio delle stragi. Postille a «L'eresia di Pasolini»
di Gianni D'Elia
editore: Effigie
pagine: 73
Per il trentennale dell'assassinio di Pier Paolo Pasolini le edizioni Effigie hanno pubblicato L'eresia di Pasolini di Gianni D'Ella, una rivisitazione dell'opera di questo "fratello maggiore", considerato una "avanguardia della tradizione". Ora Gianni D'Elia è tornato sul suo pamphlet arricchendolo attraverso la sua lettura di Petrolio come uno strumento per leggere il nostro ieri e l'oggi. Pasolini non è stato ucciso da un ragazzo di vita perché omosessuale, ma da sicari prezzolati dai poteri, occulti o no, in quanto oppositore, corsaro, a conoscenza di verità scottanti. Motivo è stato Petrolio e trappole un "ragazzo di vita" e il furto delle "pizze" di Salò, l'ultimo film di questo poeta necessario.
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La cagna del ponteLa casa di via Robolini
di Milani Mino
editore: Effigie
pagine: 88
Nella "Cagna del ponte", l'autore riprende la fosca leggenda popolare di una "stria", Gelinda Maffi, ambientandola nel 1820 e
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Zio Demostene. Vita di randagi
di Antonio Moresco
editore: Effigie
pagine: 101
Il Novecento visto attraverso le vicende di una famiglia nomade e tormentata. Il nonno Antonio, autodidatta esaltato; lo zio Demostene, disertore, comunista, esule; il padre militare, reduce dalla guerra d'Africa e da un campo di prigionia in India: le vite parallele di due fratelli finiti in due campi opposti; la madre, ragazza affamata in cerca di un posto da servetta; il cugino Ferdinando, abbandonato dalla madre di fronte alla porta dei nonni ed emigrato in Brasile; altre vicende familiari accomunate da un destino di randagismo e di diaspora. Antonio Moresco qui torna indietro, all'enigma di un luogo, di un volto, di un'espressione, come il sorriso finale dello zio Demostene.
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La Transilvania liberata
di Tomaso Kemeny
editore: Effigie
pagine: 75
Questa "favola onirica", elaborata per lunghi anni dall'autore nella forma desueta del poemetto, esprime soprattutto lo strazio dell'io-poeta, esule dall'amata Ungheria e viandante in una Terra sempre più prosciugata di energia. Lo stesso poeta si incarna nel guerriero Vayk della tradizione magiara per combatterre la morte; sarà il padre Csaba a sostituirsi a lui nella discesa agli Inferi, dove Torquato Tasso ed Ezra Pound si cercano vanamente tra le ombre. Il poemetto si chiude con un dolente consummatum est: deposto dalla croce, il poeta è accolto dalle braccia pietose della madre, divenuta dopo la morte una dea delle origini.
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La casa della cognizione. Immagini della memoria gaddiana
di M. Antonietta Terzoli
editore: Effigie
pagine: 61
L'autrice di questo testo ha sottratto all'oblio le "immagini della memoria" che sottostavano all'opera di Gadda, "La cognizione del dolore", e ne ha fatto reagire le pagine sul materiale documentario che lo stesso Gadda consultò per esse.
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