Effigie
Shiai e Ai. Combattimento e amore
di Lamberto Garzia
editore: Effigie
pagine: 85
In "Shai e Ai" passato e presente, Oriente e Occidente vi si fondono in maniera perfetta. Il giovane cavaliere Lambert, un tempo innamorato della poesia del ciclo bretone e carolingio, occidentali per eccellenza, qui si cimenta con un amore rituale, guerriero, crudele e glorioso come quello del Giappone dei samurai e delle arti marziali più rigorose. Non c'è più barriera. Il linguaggio stesso si biforca e si raddoppia, l'italiano (un italiano lirico e conciso, quasi stilnovistico) si mescola al giapponese non in un patchwork confuso, ma in una sequenza che ha qualcosa di matematico, di ineluttabile. Il lettore vi ritroverà carpe che risalgono i fiumi, il drago dalle otto teste e quello dalle otto code, la volpe che di code ne ha nove, la dea Amaterasu. E poi "Izanmi", "Izanagi", parole che annunciano il mese della tigre e degli dei; parole di corpo e di carne, seme d'occidente e acque d'oriente.
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Lodi e Lodivecchio nell'eTwinning
editore: Effigie
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Non economia. Tra economia ed ecologia in Italia
di Paolo Ferloni
editore: Effigie
pagine: 120
Una società che spreca risorse umane, materiali e immateriali, con un ritmo allegro ma non troppo, è destinata all'ignoranza e al declino, favorito anche da sprovveduti, stupidi e banditi. Gli esempi qui raccontati offrono spunti di riflessione e interrogativi su scelte politiche ed economiche di segno diverso, ma di rilevante portata per il Paese. S'inizia dai due grandi rifiuti di altri e alti costi: dal coraggio del Governo che ha respinto la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020, alla paura del popolo sovrano che col referendum ha cancellato le centrali elettronucleari. Si accenna alla tormentosa avventura dell'Expo di Milano 2015, dall'esito imprevedibile. Si affrontano alcuni nodi produttivi ed economici discutibili: cacciabombardieri F-35JAV, elettrodotti Terna. E ancora: un caso di spreco lombardo e l'eterno problema nazionale dei terremoti.
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Plagi. Creatività o saccheggio ideologico? Quando pittori e illustratori copiano fotografie
editore: Effigie
pagine: 94
È ormai abbondantemente documentata - quanto tristemente occultata l'influenza che la fotografia ha avuto su pittura e scultura dada e futurista, e in generale sugli artisti della prima avanguardia. Come documentano le immagini qui pubblicate, il "saccheggio ideologico" prosegue ancora oggi per mano di numerosi pittori e illustratori-ritrattisti, senza però mai citare le fonti: una copiatura a volte sfacciata, veri e propri plagi.
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Il gatto in poltrona
La televisione italiana e la penna di un poeta
di Gatto Alfonso
editore: Effigie
pagine: 160
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Sprofondo Nord
di Giovannetti Giovanni
editore: Effigie
pagine: 126
In una tranquilla città lombarda, un mattino d'estate scattano le manette per un agiato imprenditore edile, per un defilato av
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La parete di luce
di Antonio Moresco
editore: Effigie
pagine: 76
Don Chisciotte e il sogno della letteratura. Il dagherrotipo della più grande poetessa del mondo. Il rabdomante del male Celine, i suoi romanzi allagati e lirici e i suoi infami "libelli". Il vortice della Storia in De Roberto, con le sue macchine di potere economiche, politiche e culturali nell'Italia di ieri e di oggi. La caverna di Platone e quella di Zanna Bianca. Come stare dentro lo spazio e il tempo in cui bruciano le nostre vite. Come attraversare e sfondare la parete di luce che ci separa dal mondo. Un piccolo libro avventuroso e intenso. Un piccolo viaggio attraverso la ferita e la cruna della letteratura. Una piccola pista di fuoco nel buio.
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Alle sponde del tempo consunto. Carlo Emilio Gadda dalle poesie di guerra al Pasticciaccio
di M. Antonietta Terzoli
editore: Effigie
pagine: 149
Il libro propone otto saggi dedicati a vari aspetti dell'opera di Carlo Emilio Gadda: dai primi esercizi poetici - che per la difficile disponibilità dei testi (e poi il rapido esaurimento dell'edizione critica) sono rimasti a lungo trascurati, se non ignorati - fino al "Pasticciaccio", passando attraverso le esperienze narrative del "Castello di Udine", della "Madonna dei Filosofi" e soprattutto della "Cognizione del dolore". L'esercizio poetico, praticato in maniera desultoria e quasi in segreto, mai approdato a una raccolta d'autore, anzi ostinatamente censurato, accompagna il prosatore fino ad anni tardi e ha avuto un'importanza straordinaria nella genesi della sua scrittura più alta. Il recupero di questa esperienza lirica, pur non eccelsa, consente uno sguardo in parte nuovo anche sul Gadda maggiore, mostrando in maniera non mediata la nascita di temi e ossessioni poi ricorrenti nel prosatore, ma anche il fissarsi di forme e tecniche espressive della sua scrittura. Gli studi qui raccolti propongono inoltre un'indagine a largo raggio della pagina gaddiana, dove confluiscono con geniale contaminazione le componenti più eterogenee.
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Dopo trent'anni
di Milani Mino
editore: Effigie
pagine: 112
Mino Milani, con la consueta passione per le storie del passato, racconta la nuova indagine di Melchiorre Ferrari, Commissario
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L'ora della morte
di Achternbusch Herbert
editore: Effigie
pagine: 80
Cresciuto in campagna, senza luce elettrica e in assoluta povertà, Herbert Achternbusch ripercorre, in questo romanzo, la stor
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Rosso epistassi
di Ivano Ferrari
editore: Effigie
pagine: 87
"Niente seghe siamo spettri": è una delle due epigrafi che aprono questa raccolta poetica piena di furia distruttiva e dolcezza, bilancio non pacificato di due secoli (Ottocento e Novecento) di rivoluzioni politiche e artistiche, affrontati con insubordinazione, sarcasmo e sgomento nel cuore dei nostri giorni, senza consolazioni e senza sconti, come solo un vero poeta sa fare. Le ombre di Bakunin, Blanqui, Lenin, Marx, Rimbaud, Leopardi, Guevara, della Cvetaeva, di Georg Trakl, Artaud (Antonino), Van Gogh (compagno Vincente), del "marcitoio poetico", delle "delicature", delle "bare assorte" e delle "sommosse vespasiane" attraversano da parte a parte questo libro di grande concentrazione e sovversione poetica, che conclude idealmente un arco di decenni, da La franca sostanza del degrado a Macello. Lo conclude allargando enormemente lo sfondo: dopo il dolore e il degrado del primo libro e il mattatoio animale e umano del secondo, questo terzo libro è sulla macelleria della Storia moderna, le sue epistassi e i suoi "sogni che paiono ematomi della luce". Una voce unica e inconfondibile, quella di Ivano Ferrari, poeta di poche parole ma di molto ardimento, marginale e centrale. (Antonio Moresco)
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