fbevnts Tutti i libri editi da Effigie - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 8
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Effigie

Operai e contadini. Un secolo di storia e oltre

di Ferrario Clemente

editore: Effigie

pagine: 275

In questo affresco storico, Clemente Ferrario ci racconta gli snodi fondamentali, le conquiste e le sconfitte del movimento op
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30,00 €

Il mio cielo d'oro

di Milani Mino

editore: Effigie

pagine: 81

Una città è fatta delle sue mura e case, ma anche del cuore dei suoi cittadini - scriveva Isidoro di Siviglia
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12,00 €

A due voci. Diario argentino

editore: Effigie

pagine: 84

Un resoconto sulle attuali condizioni dell'Argentina condotto da due diversi, ma complementari punti di vista. Fantini registra con sguardo lucido non privo di amarezza i dialoghi, le sofferenze della popolazione, accanto allo spettacolo, alle anomalie e alle contraddizioni del potere. Dal Masetto racconta con piglio divertito il mondo picarescoe disperato della gente comune. Tra le conversazioni e le burle dello scrittore argentino e la desolazione e l'ira del cronista italiano non pare esserci contraddizione.
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Lo dittatore Amore. Melologhi. Con CD Audio

di Lo Russo Rosaria

editore: Effigie

pagine: 86

Una serie di poesie in cui prevale la vitalità irridente dei "melologhi", dove si impone la vocalità e la melodia è a volte as
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15,00 €

Ritorno a Danzica. Vent'anni dopo

editore: Effigie

pagine: 77

Un racconto dei retroscena degli scioperi nel Baltico che nell'agosto del 1980 cambiarono il volto dell'Est europeo
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15,00 €

L'amore morale

di Tzamiotis Konstantinos D.

editore: Effigie

pagine: 39

Un paese ai margini del Centroeuropa, in un qualsiasi giorno dell'aprile 1904
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Il petrolio delle stragi

di Gianni D'Elia

editore: Effigie

pagine: 73

Con Il Petrolio delle stragi, uscito nel 2006, Gianni D'Elia fu tra i primi a collegare la morte di Pasolini con la sua incalzante critica corsara e luterana al nuovo Potere, sui giornali e nell'incompiuto romanzo Petrolio. Uscito postumo nel 1992, ben diciassette anni dopo la morte, nel ricostruire il degrado e la mostruosità italiana, Petrolio ce ne ha indicato il burattinaio principale: Eugenio Cefis, affarista e "liberista" tanto quanto Enrico Mattei (suo predecessore all'Eni, l'ente petrolifero di Stato) era utopista e "statalista". Si comincia da lì. Il lettore conoscerà lo svolgersi della nostra storia patria tra mafiosi e fascisti, servizi deviati e politici corrotti, totalmente privi di senso dello Stato. Pasolini non è stato ucciso da un ragazzo di vita poiché omosessuale, bensì da sicari prezzolati dai poteri, occulti o meno, in quanto "corsaro" oppositore a conoscenza di verità scottanti. Motivo è stato Petrolio e trappole un "ragazzo di vita" e il furto delle pizze di Salò, l'ultimo film di questo poeta necessario.
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Altrove

di Paolo Mastroianni

editore: Effigie

pagine: 106

Sei storie dallo scenario del mondo "globale", ambientate qua e là, nel Casertano, o a Budapest, o a Londra. Ne sono precari protagonisti tipi umani di ogni razza ed età (anche bambini) che, soffocati dallo squallore di una vita senza speranze, a malapena riescono a domandarsi come sarebbe vivere altrove. E le storie si intrecciano, i personaggi - come per una capricciosa regia del destino - si sfiorano e si incontrano in un quadro animato e policromo. Dalle collocazioni e dalle date accertate degli "aggiornamenti biografici" che chiudono (e insieme dilatano) il libro, tutto induce a pensare che le storie siano vere, che l'autore le abbia raccolte dal vivo, con affetto partecipe, fossero tragiche o malinconiche, grottesche o malavitose. In questa sua prima opera narrativa, Paolo Mastroianni si dimostra capace di penetrare e raccontare la realtà polimorfa dei nostri tempi, annodandone le fila con saggezza, in assenza di ogni giudizio.
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Zingari di merda

di Antonio Moresco

editore: Effigie

pagine: 93

In un reportage di grande intensità e ferocia Antonio Moresco racconta un viaggio tra i Rom di Slatina e Listeava in Romania,
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5,00 €

Un dialogo infinito. Note in margine a un massacro

di Massimo Rizzante

editore: Effigie

pagine: 258

Octavio Paz ha detto una volta: "Ho scritto e scrivo perché intendo la letteratura come un dialogo con il mondo, con il lettore e con me stesso - e il dialogo è tutto il contrario del rumore che ci nega e del silenzio che ci ignora. Ho sempre pensato che il poeta non è solo colui che parla, ma colui che ascolta". La parola scritta, infatti, è un bambino che dorme e soltanto quando si dialoga il bambino riapre gli occhi. Che cosa può fare la critica letteraria se non aprire gli occhi sul mondo e dialogare con le opere? Negli ultimi vent'anni Massimo Rizzante è stato in molti luoghi e ha scritto su autori di molti paesi, dall'Islanda al Maghreb, dall'America Latina all'Europa centrale, dal Giappone alla Grecia. Nel libro il lettore potrà vagabondare liberamente tra le opere di Saramago, Fuentes, Kundera, Oe, Goytisolo, Bergsson - che l'autore ha incontrato e con cui ha dialogato -, o fermarsi ad ascoltare le voci più lontane ma sempre presenti di Kafka, Nabokov, Eliade, Andric, o di poeti tanto dimenticati quanto essenziali come Oscar V. de Lubicz Milosz, Lamborghini, Crnjanski, Kachtitsis... Oggi, secondo l'autore, non basta concepire la storia della letteratura in modo sovranazionale: bisogna tener conto dell'albero genealogico che ogni artista fa crescere e ramificare dalla sua opera e dalla sua immaginazione. Soltanto così la Storia e la storia della letteratura ci saranno restituite in modo non solo più legittimo, ma più profondo.
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L'ultima fede

di Marco M. Lenzi

editore: Effigie

pagine: 62

Scandito in quattro raccolte, "L'ultima fede" affronta una lingua raffinata e preziosamente articolata, un linguaggio e un pensiero perturbante: spostamenti imprevedibili di nuclei eidetici, accoppiamento di immagini a immagini ciascuna delle quali spesso diverge, per senso e suggerimento, dall'altra, finché tale assemblaggio converge verso una unità qualitativa finale. L'assieme di tale scrittura è alchimistico. In quest'opera, c'è un autentico dramma dello spirito, che si spalanca sulla natura tragica dell'Evento (non dell'accadimento) e che attraversa tutto il testo. L'intero libro si espone alla contemplazione e meditazione di vere forze in lotta, interne ed esterne, delle quali viene "narrata" la fenomenologia. L'impatto con la Notte, con il baratro e la banalità del negativo, certo esige una Fede ultima e, di quella fede, pretende l'ultimità, cioè una sua qualità indefinibilmente definitiva. E, questa, una posizione mentale accarnata e l'autore vi innesta l'autorità del sangue. La grande poesia attinge i fondali dell'abisso, si contagia col Principio.
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10,00 €

Patagonia blues

di Laura Pariani

editore: Effigie

pagine: 106

Laura Pariani è andata per la prima volta a 15 anni in Argentina e in Patagonia, in un viaggio folgorante alla ricerca di un nonno che si era trasferito là. Su questo palinsesto i ritorni si sono accumulati come fonte inesauribile di scoperte di sé e della vita. Nella sua Patagonia il paesaggio del Fin del Mundo è segnato dalle ferite immedicabili dello sterminio indio. C'è uno spaesante contrasto tra la "discrezione dei manufatti umani", spesso definiti "arrugginiti", e la "densa vitalità" della natura. Alla più alta percentuale di suicidi dell'Argentina si affiancano i residui di una affascinante cultura arcaica e magica, che sconcerta il viaggiatore. Ma quanti miti, storie e incontri indimenticabili, soprattutto quando il fuegino - un po' "ballista", magari - si rivela uno straordinario affabulatore. Patagonia Blues è solo la prima puntata di un pellegrinaggio, pieno di grazia e insieme di desolazione, nello spazio e nella storia argentina.
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