Il tuo browser non supporta JavaScript!

Egea

Citytelling. Raccontare identità urbane. Il caso Milano

di Rolando Stefano

editore: Egea

pagine: 206

Solo raccontando una storia si costruisce relazione, solo raccontando la propria storia si riannoda identità
19,90
48,00
70,00

Crescita e redditività. Le sfide per il successo delle medie imprese del made in Italy

editore: Egea

Nella gestione strategica la crescita è un desiderio, un'ambizione, ma anche un obiettivo imprescindibile. Ciò nondimeno, spesso le aziende risultano incapaci di svilupparsi, sia sul piano quantitativo che qualitativo. Ancor più difficile risulta farlo in maniera profittevole e finanziariamente sostenibile. Questo lavoro è dedicato alla crescita delle medie aziende appartenenti ai tre settori tipici del made in Italy, abbigliamento, alimentare e arredamento. Attraverso un lavoro capillare ed esteso su un arco temporale significativo, si sono individuati i principali percorsi di crescita seguiti e le strategie adottate dalle aziende che nei dieci anni considerati hanno saputo svilupparsi, individuando per ciascun settore alcune interessanti best-practices. Ne conseguono indicazioni di ordine generale e suggerimenti utili per imprenditori e manager che, nonostante tutto, intendano guidare le proprie aziende verso nuovi percorsi di crescita.
18,00

Brand Renzi. Anatomia del politico come marca

di Barile Nello

editore: Egea

pagine: 152

In un profluvio quasi inarrestabile di parole di, su e con Matteo Renzi, è importante fermarsi e guardare al "fenomeno Renzi"
16,00

Psicotecnolgie collettive. Meet the media guru

di Derrick De Kerckhove

editore: Egea

pagine: 92

"Il tuo pensiero avviene dentro o fuori la tua testa, o in entrambi i modi? Una mole sempre crescente di sapere si trova fuori dalla nostra testa, una porzione sempre maggiore di esso viene condivisa dall'utente e dal mondo esterno".
6,90

La vita tra reale e virtuale. Meet the media guru

di Zygmunt Bauman

editore: Egea

pagine: 85

"Lo sviluppo della cultura si basa sull'apprendimento di nuove conoscenze e l'oblio di quelle vecchie. Immaginate di dover accendere un fuoco solo con della paglia e una pietra focaia. Non lo sappiamo fare." (Zygmunt Bauman)
6,90
15,00
43,00

Resilience. Sette principi per una gestione aziendale sana e prudente

editore: Egea

pagine: 196

Gli indicatori di performance più comunemente utilizzati dalle imprese misurano l'andamento su un arco temporale che raggiunge
28,00

Le scatole delle idee. Liberare la creatività per il business

editore: Egea

pagine: 258

Bic inventò la penna a sfera, un oggetto pratico ed economico che soppiantò rapidamente le costose e scomode stilografiche e divenne leader negli strumenti per scrivere. Ad un certo punto, per crescere ulteriormente, qualcuno suggerì di produrre degli accendini. Un'idea assurda, a prima vista. Certamente senza senso se si pensa che "Bic è un produttore di penne". Cosa c'entrano gli accendini? Ma se si pensa a Bic come un "produttore di oggetti a basso costo usa e getta" l'idea appare subito meno assurda. Anzi, inizia a sembrare una buona idea. Bic divenne leader anche nel mercato degli accendini, e poi dei rasoi. Bic si era liberata da uno schema che ne limitava le possibilità. Ma l'esortazione a "pensare fuori dagli schemi" ("thinking out of the box") non basta: una volta che si è genericamente fuori da uno schema, che si fa? Non si va molto lontano. Bisogna essere ben consapevoli da quale schema si è usciti - produttore di penne - e soprattutto bisogna costruire un nuovo schema all'interno del quale muoversi - produttore di oggetti a basso costo usa e getta - per riuscire a pensare e creare produttivamente. Se non siamo consapevoli degli schemi che usiamo, rischiamo di rimanerne prigionieri - nella migliore delle ipotesi perdendo opportunità, nella peggiore esponendoci a rischi anche gravi. Dai vecchi schemi possiamo uscire solo creandone di nuovi. E creare nuovi schemi è la chiave per aprire le porte dell'innovazione. Ma attenzione: non tutti i nuovi schemi sono buoni...
29,00

Green metropolis. La città è più ecologica della campagna?

di David Owen

editore: Egea

pagine: 249

La tesi dell'autore sorprenderà non pochi: dal punto di vista ecologico, la città è più sostenibile di altri tipi di insediamenti umani. Con una scrittura fluida, un'impostazione all'insegna dell'immediatezza dei concetti e il ricorso a uno stile talora aneddotico, Owen ci dà sul tema dati importanti e interessanti. Parla degli Stati Uniti, ad esempio delle performance ambientali di New York, ma anche di Curithia in Brasile; spiega perché le caratteristiche più ecologiche di un'area ad alta densità urbana non sono anomalie inesplicabili; discute del perché più alberi in città possono non essere un elemento di efficienza dal punto di vista ambientalistico e degli spazi pubblici urbani e del loro uso pedonale, confrontati con l'uso delle automobili nelle aree a minore densità urbana; parla di trasporto pubblico in rapporto allo sviluppo urbano; esamina le contraddizioni della "civiltà liquida", dove il liquido è il petrolio. Un percorso di ecologia urbana che può contribuire a far riflettere e dibattere in modo non ideologico sull'argomento, anche grazie al contributo introduttivo che inquadra il libro nel dibattito italiano sulla città.
9,90

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.