Einaudi
Breve storia della letteratura italiana. Vol. 1: L'Italia dei Comuni e degli Stati.
L'Italia dei Comuni e degli Stati
di Asor Rosa Alberto
editore: Einaudi
Dopo la grande impresa della "Letteratura italiana", apparsa fra il 1982 e il 2000 in 16 volumi, e dopo la "Storia europea del
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Città aperta
di Cole Teju
editore: Einaudi
pagine: 270
Nato da madre tedesca e padre nigeriano, formato alla Nigerian Military School di Zaria e trapiantato adolescente negli Stati
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Breve storia della letteratura italiana. Vol. 2: L'Italia della Nazione.
L'Italia della Nazione
di Asor Rosa Alberto
editore: Einaudi
Dopo la grande impresa della "Letteratura italiana", apparsa fra il 1982 e il 2000 in 16 volumi, e dopo la "Storia europea del
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Le lacrime degli eroi
di Nucci Matteo
editore: Einaudi
pagine: 204
Achille, Agamennone, Diomede, Patroclo, Odisseo, Ettore
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Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi
Vita di David Foster Wallace
di Max D. T.
editore: Einaudi
pagine: 505
A cinque anni dalla morte, David Foster Wallace rimane una figura centrale della cultura contemporanea per la capacità di racc
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Il re pallido
di Wallace David F.
editore: Einaudi
pagine: 745
La trasfigurazione in forma narrativa di un anno che David Foster Wallace, nel bel mezzo degli studi universitari, trascorse l
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Il costo della vita
Storia di una tragedia operaia
di Ferracuti Angelo
editore: Einaudi
pagine: 212
Porto di Ravenna, cantieri navali Mecnavi, 13 marzo del 1987
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La civiltà dello spettacolo
di Vargas Llosa Mario
editore: Einaudi
pagine: 183
La banalizzazione dell'arte e della letteratura, il successo del giornalismo scandalistico e la frivolezza della politica sono
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L'orizzonte verticale
Invenzione e storia del cruciverba
di Bartezzaghi Stefano
editore: Einaudi
Presente da quasi un secolo su tutti i giornali del mondo, assente da qualsiasi storia del giornalismo, del costume, della lin
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Io viaggio da sola
di Maria Perosino
editore: Einaudi
pagine: 147
Queste pagine sfuggono a una semplice definizione: sono un corso di autostima, un racconto divertente, un diario involontario, un manuale intemperante. Soprattutto sono vive, effervescenti, e fanno meglio - molto meglio - di una seduta dall'analista. Fanno quello che farebbe una cara amica. Se sei giù, ti fanno venire voglia di metterti in ghingheri e uscire. Se sei incline a guardarti l'ombelico, ti fanno venire il sospetto che là fuori, in mezzo alla gente e alle cose che ancora non conosci, si giochi una parte importante della partita. Viaggiare da sole significa buttarsi con curiosità nei luoghi in cui capita di trovarsi per scelta, per lavoro, per fuga. Significa cambiare valigia ("è il trolley l'invenzione che più di ogni altra, pillola anticoncezionale inclusa, ha contribuito alla liberazione delle donne"); scegliere l'albergo giusto, mangiare a un tavolo per uno senza sentirsi tristi. Anche da sole si può prendere un aperitivo sulla terrazza di un bar di Istanbul guardando il Bosforo. E dirsi che, certo, per mangiare le ostriche sarebbe meglio essere in due, ma in fondo la scelta peggiore è non mangiarle affatto. E a poco a poco, grazie alla forza dei pensieri e della scrittura, le pagine di questo libro trasmettono un'energia davvero contagiosa, ti spingono a partire anche da fermo, preoccupandoti di aprire delle porte e non di chiudere casa.
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La sfuriata di Bet
di Christian Frascella
editore: Einaudi
pagine: 206
Bet non è bella ma fa tipo. È appassionata, grintosa e ha una lingua corrosiva. Ripete il terzo anno di liceo e abita in Barriera di Milano, un posto che si chiama così anche se si trova a Torino. Bet ce l'ha con il mondo. Con il padre, ex operaio ed ex sindacalista, che si è trasferito nella capitale. Con la madre, che non riesce a tenerle testa per quanto si sforzi, e con il passivo compagno di lei, Leonardo. Con il Guardone del palazzo, che la spia da dietro le tende. Con la scuola, che tenta di irreggimentarla. Con la gente, che ha perso la voglia di ribellarsi. E persino con se stessa. Perché si incolpa della tragedia che ha distrutto la sua famiglia. Bet non ce la fa proprio a frenare la lingua e a non dire quello che pensa. In modo ingenuo, a volte goffo, ma obbedendo a un istinto incontrollabile, perché vuole cambiare le cose. Prima si oppone allo sfratto di un'anziana signora, finendo in caserma. Poi cerca di aiutare Viola, una ventiduenne incinta dalla risata esplosiva, ma riesce a ficcarsi in un altro guaio. Infine, insieme al suo amico Andrea, organizza uno sciopero nella fabbrica dove la madre rischia il licenziamento. Ma la delusione e la rabbia per i soprusi subiti la spingono a un gesto impulsivo e lucidissimo, dagli effetti inarrestabili. Il ritratto di un'intera generazione precaria, incatenata e muta, che però non sa smettere di sognare.
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Romanzo criminale
di De Cataldo Giancarlo
editore: Einaudi
pagine: 632
Un'Italia segreta, inquietante in un romanzo che ha il ritmo delle saghe noir americane
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