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Le leggi dell'ospitalità. Vol. 1: La revoca dell'editto di Nantes.

La revoca dell'editto di Nantes

di Klossowski Pierre

editore: Es

pagine: 136

Nei tre romanzi della grande trilogia di Roberta ("La revoca dell'editto di Nantes", "Roberta stasera" e "Il suggeritore"), ri
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19,00

Figlie di tanta madre

di Louÿs Pierre

editore: Es

pagine: 210

Un giovanotto si ritrova come vicine di casa quattro donne molto speciali: una signora di trentasei anni e le sue figliole di
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21,00

Le sventure della virtù

di François de Sade

editore: Es

pagine: 153

È fra il 23 giugno e l'8 luglio 1787, alla Bastiglia, nella sua stanza della Seconda Libertà, che il marchese de Sade, nonostante una dolorosa malattia agli occhi, redige senza posa il racconto filosofico "Le sventure della virtù". Completo nella sua prima stesura, destinato allora a far parte dei "Contes et Fabliaux du XVIIIe siècle" che il prigioniero stava scrivendo, "Le sventure" doveva subire notevoli modifiche a partire dall'anno seguente [...]. La sua teoria preferita vi si sviluppa già in uno spirito sistematico. Molte virtù punite sono offerte alla riflessione del lettore: la castità (episodio di Dubourg); il rifiuto di rubare (Du Harpin); quello di associarsi a una banda di malfattori (nella foresta di Bondy); quello di prestarsi a un avvelenamento (M.me de Bressac); il fatto di opporsi alla dissezione di una fanciulla viva (Rodin); la pietà (l'eroina vuole accostarsi ai sacramenti: i monaci la violentano); infine la beneficenza (episodio del capo dei falsari e del bambino salvato da un incendio). Nelle "Sventure della virtù" come nei migliori racconti dei "Crimes de l'amour", il marchese de Sade si è elevato all'altezza dei migliori scrittori europei del genere. Che vivezza nella narrazione, che energia nei dialoghi, come resta puro il suo lessico nel mezzo degli orrori che ci riferisce, come sa straziarci il cuore la sua maestria nelle gradazioni! Con uno scritto di Gilbert Lely.
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19,00

Josefine Mutzenbacher ovvero la storia di una prostituta viennese da lei stessa narrata

di Salten Felix

editore: Es

pagine: 233

Tra le divinità, o forse meglio i demoni, che governavano la Vienna di fine secolo, il ruolo centrale tocca sicuramente a Eros
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21,00

Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere

di John Cleland

editore: Es

pagine: 269

"Pubblicato anonimo presso un editore inesistente, rifiutato dai librai rispettabili, febbrilmente cercato per essere letto di
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22,00

I quaranta modi di fottere

 

editore: Es

pagine: 92

Per la maggior parte cortissime, le quarantun descrizioni dei modi di fottere evocano irresistibilmente, con il loro tono, alt
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12,00

La giungla di fruttirubini

di Brown Rita M.

editore: Es

pagine: 208

Una volta provato com'è con le donne, gli uomini diventano una barba tremenda
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20,00

L'ingenua libertina

di Colette

editore: Es

pagine: 188

Quando scrissi Minne" avevo l'intenzione di scrivere una novella, e la sola ambizione di poterla firmare
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20,00

Mia madre

di Georges Bataille

editore: Es

pagine: 118

Jean-Jacques Pauvert, primo editore, nel 1966, di "Ma mère", così presentò questo romanzo ritrovato tra le carte inedite di Bataille, dopo la sua morte: "Il giovane protagonista, Pierre, racconta come, dopo un'infanzia profondamente religiosa, viene, all'età di diciassette anni, iniziato alla perversione dalla madre. Sprofondando grazie a lei nella dissolutezza e nell'orgia, scopre l'estasi della perdizione in cui si mescolano angoscia, vergogna, godimento, disgusto, adorazione e rispetto. Adorazione e rispetto per quella donna, la madre, che ha osato bruciare ogni suo vascello, e che, dopo aver toccato il fondo dell'abisso, trascina il figlio con lei, prima di darsi la morte." "Ma mère" è uno dei testi più violenti, più scandalosamente belli di Georges Bataille, che diceva di se stesso: "Io non sono un filosofo, ma forse un santo, forse un folle", sapendo che è proprio in questa ambiguità che risiede l'unica filosofia possibile".
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17,50

Salomé

Dramma in un atto

di Wilde Oscar

editore: Es

pagine: 126

Oscar Wilde fu essenzialmente un abile, elegante e perfino geniale divulgatore
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17,50

Venere in pelliccia

di Leopold Sacher Masoch

editore: Es

pagine: 172

"Sia principessa o contadina, sia che indossi l'ermellino o il mantello foderato di pelo d'agnello, sempre questa donna con la
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19,00

Diario del ladro

di Jean Genet

editore: Es

pagine: 279

"Jean Genet si è proposto la ricerca del Male, come altri si propongono quella del Bene. È una esperienza la cui assurdità si coglie a prima vista. Sartre l'ha ben sottolineato: noi cerchiamo il Male nella misura in cui lo prendiamo per il Bene. Una simile ricerca è fatalmente destinata alla delusione, o diventa farsa. Ma anche se destinata all'insuccesso, non presenta per questo un interesse minore. Si tratta inizialmente di una forma della rivolta per colui che è stato escluso dalla società. Abbandonato dalla madre, allevato in un brefotrofio, Jean Genet ebbe tanto meno la possibilità di integrarsi alla comunità morale, quanto più grande aveva il dono dell'intelligenza. Divenne ladro, e il carcere (dapprima la casa di correzione) fu il suo destino. (...) Per Genet, non è abietta la società, ma lo è lui stesso: egli potrebbe definire esattamente l'abiezione come ciò che egli è, in modo passivo, o addirittura con fierezza. Del resto, l'abiezione di cui è piena la società è poca cosa, poiché riguarda uomini corrotti solo in superficie, le cui azioni hanno sempre un "contenuto positivo". Se questi uomini avessero saputo raggiungere gli stessi fini con mezzi onesti, lo avrebbero preferito. Genet vuole l'abiezione, anche se essa porta soltanto la sofferenza: la vuole per se stessa, al di là dei vantaggi che vi trova, la vuole per una propensione vertiginosa all'abiezione, nella quale egli si perde, non meno totalmente del mistico che nell'estasi si perde in Dio." (Dallo scritto di Georges Bataille)
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24,00

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