Giuntina
Noi figli di Eichmann
di Anders Günther
editore: Giuntina
pagine: 108
Si accorge di qualcosa, Klaus Eichmann? Si accorge che il cosiddetto "problema Eichmann" non è un problema di ieri? Che esso n
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Perdonare?
di Vladimir Jankélévitch
editore: Giuntina
pagine: 63
Vladimir Jankélévitch nacque a Bourges nel 1903. Dopo aver insegnato in varie università francesi e aver partecipato alla Resistenza, nel 1951 fu nominato professore alla Sorbona. Autore di numerose opere di argomento filosofico e musicale, il filosofo è scomparso nel 1985.
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16 ottobre 1943. La grande razzia degli ebrei di Roma
di Fausto Coen
editore: Giuntina
pagine: 180
La grande razzia nel vecchio Ghetto di Roma cominciò attorno alle 5,30 del 16 ottobre 1943
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Nuovi studi in onore di Marco Mortara
editore: Giuntina
Marco Mortara nacque a Viadana il 7 maggio 1815. Frequentò il liceo a Mantova ed entrò poi nel Collegio Rabbinico di Padova, dove conseguì il Dottorato nel 1836, iniziando subito dopo a Mantova il suo ufficio, prima di Rabbino coadiutore e poi Maggiore, succedendo a Israel Claudio Cases quando questi morì nel 1842, carica che Mortara ricoprì fino alla morte nel 1894. A Mantova egli condusse una vita interamente dedicata allo studio, alla famiglia e alla comunità. Scrisse sermoni, testi per conferenze, elogi funebri, lettere e altre opere di varia natura, in parte edite e in parte inedite, collaborando con i principali periodici dell'epoca, italiani fra cui «Rivista israelitica», «L'Educatore israelitico», «Il Vessillo israelitico», «Il Corriere israelitico», e anche stranieri come «Israelitische Annalen», «Archives israélites», «L'Univers israélite», firmandosi talvolta con lo pseudonimo di Dores tov, Colui che ricerca il bene. Compendiò la concezione che aveva elaborato dell'ebraismo nel suo opus magnum "Il pensiero israelitico" edito a Mantova nel 1892 due anni prima della morte. Introdotto dal suo maestro Samuel David Luzzatto al Collegio Rabbinico di Padova nello spirito scientifico e nell'apprezzamento della Wissenschaft des Judentums tedesca, fu sempre in stretto contatto e collaborò con i suoi principali esponenti d'oltralpe, che spesso gli chiedevano manoscritti rari e testi preziosi. Nato nell'anno della Restaurazione 1815, salutò con entusiasmo l'adesione di Mantova al Regno d'Italia. Elemento centrale del pensiero di Mortara fu l'idea che l'emancipazione riconosciuta agli ebrei nel Regno d'Italia, comportasse una transizione dell'ebraismo dall'originaria connotazione nazionale-religiosa a quella esclusivamente religiosa, con la conseguente capacità d'integrarsi interamente nella vita nazionale italiana. Precursore del dialogo con le altre religioni e culture, si spense a Mantova il 6 febbraio 1894.
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Lettere dalla notte (1950-1953)
di Nelly Sachs
editore: Giuntina
pagine: 69
Queste lettere senza destinatario (inedite anche in Germania fino al 2010), che Nelly Sachs scrive nei mesi successivi alla morte della madre, contengono in nuce tutti i temi della sua maturità artistica. Nate nel momento della collisione tra il lutto personale e la tragedia della Shoah, si configurano come una sorta di meditazione lirica sul confine della vita: diario di una metamorfosi che descrive la morte non come una perdita ma come una nuova nascita. Se la mistica ebraica è lo sfondo imprescindibile di questo testo che affronta la morte e lo sterminio in una sfera teologica trascendente, non manca in esso la dura concretezza del reale, il quotidiano presente con tutto il suo carico di dolore e di solitudine.
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La città che sussurrò
editore: Giuntina
pagine: 32
La storia di come un intero villaggio, guidato da una bambina, ha salvato dai nazisti i suoi ebrei. Età di lettura: da 8 anni.
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Il libro di Tamàr
di Shlomit Abramson
editore: Giuntina
pagine: 263
Tamàr è ancora bambina quando Giuda la sottrae alla sua tribù per darla in sposa a Er, il suo primogenito. Ma questa unione non sarà benedetta dal cielo e Tamàr non troverà pace tra gli uomini e le donne della sua nuova tribù. Ambizioni, gelosie, segreti impronunciabili ed efferati delitti accompagnano i giorni di Tamàr tra quella gente tormentata, fino all'inaspettato epilogo: memore dell'insegnamento della saggia nonna Tabita, solita dire che il destino, come un cane, segue le nostre orme, Tamàr, con spregiudicatezza e intelligenza, donerà a se stessa e ai propri sogni una nuova possibilità di rinascita.
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Canti della diaspora
di Liliana Treves Alcalay
editore: Giuntina
pagine: 70
Dopo venticinque anni dalla loro prima pubblicazione ritornano i "Canti della Diaspora", raccolti, tradotti e interpretati da Liliana Treves Alcalay, che ripropone oggi una selezione delle melodie più suggestive dei tre volumi in un unico CD (74 minuti) per un totale di 27 canti in giudeo-spagnolo, yiddish ed ebraico, allegato a un libro sulla storia della musica ebraica, sulla sua evoluzione nel corso dei secoli e con i testi delle canzoni con traduzione italiana a fronte. Si potranno riascoltare, così, le più belle melodie della tradizione ebraica: antiche romanze, canti paraliturgici, canti nuziali, filastrocche e canti d'amore in giudeo-spagnolo, struggenti e vibranti melodie in yiddish, canti di protesta e di resistenza, nostalgiche canzoni musicate durante gli anni dell'immigrazione ebraica in America, canti chassidici e salmi, fino ad arrivare alle melodie più recenti della musica israeliana. Attraverso le note riemerge con forza l'antica voce del popolo ebraico che, sin dalle epoche più remote, si è riprodotta e tramandata attraverso la tradizione orale come in una sorta di disco vivente, registrandone fedelmente i suoni, la musica e i sentimenti che l'hanno animata. E una musica suggestiva che si è ramificata in un intreccio di forme musicali e che presenta una varietà straordinaria di stili dovuta alla dispersione delle comunità ebraiche nel mondo.
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Stazioni intermedie
di Vladimir Vertlib
editore: Giuntina
pagine: 288
Innegabile in questo libro l'elemento autobiografico perché le peregrinazioni per mezzo mondo del protagonista hanno veramente contrassegnato l'infanzia e l'adolescenza dell'autore. Ma, nel raccontare con leggerezza e ironia il destino di questa famiglia di ebrei sovietici in cerca di una nuova patria, Vertlib descrive situazioni che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi: le difficoltà di integrazione dei migranti, lo scontro con burocrazie crudeli, la diffidenza dei "locali" nei confronti dello straniero, il miraggio di un lavoro sicuro, le complicazioni (ma anche la ricchezza) del plurilinguismo. In più, e non poteva essere diversamente, un altro tema tutt'altro che secondario compare in queste pagine, quello, eterno, dell'identità ebraica, che attraversa sottotraccia quasi tutte le pagine, anche quelle apparentemente leggere o scherzose. Postfazione di Michaela Bürger-Koftis.
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L'ebreo errante
di Wiesel Elie
editore: Giuntina
pagine: 195
Ma, nel momento del cheshbon hanefesh, facendo il bilancio della mia vita, devo riconoscere che i miei veri maestri, per guida
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