Il Mulino
Metodi di ricerca nella cognizione sociale
editore: Il Mulino
pagine: 305
Questo volume fornisce a docenti e studenti dei corsi di laurea in psicologia uno strumento didattico per addentrarsi con sicura consapevolezza nei percorsi metodologici più interessanti e innovativi legati alla ricerca di laboratorio in cognizione sociale. A partire dai più recenti modelli prodotti da questo filone teorico, i capitoli del testo documentano in maniera sistematica l'insieme delle opportunità metodologiche e i paradigmi sperimentali capaci di catturare e monitorare soprattutto la componente implicita del giudizio e del comportamento sociale. Ogni capitolo presenta un problema della disciplina sviluppato a partire dalla sollecitazione di un contributo sperimentale "classico" nel settore della cognizione sociale: i contenuti della ricerca condotta vengono ordinatamente presentati e commentati, facendo prevalentemente riferimento agli aspetti del disegno sperimentale impiegato, alle elaborazioni statistiche adottate, alle conclusioni raggiunte. A questo materiale si affiancano delle schede destinate a presentare nei dettagli gli strumenti e le tecniche impiegate nell'indagine.
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Israele e Palestina: la forza dei numeri. Il conflitto mediorientale fra demografia e politica
di Sergio Della Pergola
editore: Il Mulino
pagine: 252
Il conflitto israelo-palestinese è stato studiato sotto l'aspetto della strategia militare, della politica internazionale e delle ideologie religiose, mentre praticamente sconosciute sono le sue componenti demografiche. Queste hanno svolto in passato, e ancor più svolgeranno in futuro, un ruolo determinante nelle decisioni di carattere politico. Dalle proiezioni sugli andamenti demografici nei territori dell'ex mandato britannico (Israele e Palestina) emerge che nel 2050 gli ebrei saranno circa il 35% delle popolazione complessiva. "Dobbiamo capire", afferma l'autore, "che Israele non potrà essere contemporaneamente grande (e quindi esente da concessioni territoriali), ebraica e democratica. Sarà necessario rinunciare almeno a una di queste tre prerogative". Sergio Della Pergola ha dato un contributo determinante, con i suoi consigli sulle politiche sociali e demografiche, alla nascita di Kadima, il partito fondato da Ariel Sharon, e ha una lunga consuetudine di lavoro con Ehud Olmert, avviata per definire le sorti di Gerusalemme quando l'attuale premier era sindaco della capitale. Tra gli ispiratori della svolta politica che ha portato al ritiro israeliano da Gaza, in questo libro Della Pergola mostra, attraverso il prisma della popolazione, come cambiano gli equilibri di una convivenza difficile ma inevitabile, e suggerisce una riflessione complessiva che può portare a un credibile processo di pacificazione.
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Il corpo sonoro. Oralità e scrittura nel jazz
di Davide Sparti
editore: Il Mulino
pagine: 237
"Ho ascoltato il mio lavoro almeno una volta: quando l'ho scritto". Questa affermazione di Arnold Schönberg illustra bene la sua idea che l'esecutore serva solo a rendere la musica comprensibile per un pubblico tanto sfortunato da essere incapace di leggere le note a vista. In una simile prospettiva ogni esecuzione è una forma di corruzione rispetto all'ideale purezza dell'opera in sé. Come è emersa questa coincidenza fra partitura testuale e "vera" musica? E con quali conseguenze? Come è stato possibile che un caso limite di forma musicale, l'opera scritta, sia arrivato a costituire il paradigma con cui si pensa la musica in generale? Secondo Sparti, la tradizione europea, diversamente da quella di origine africana, non ha saputo cogliere nell'eccitazione di quella massa vibrante che è il corpo umano la fonte primaria dell'espressività musicale. Il jazz, nel quale opera ed esecutore coincidono, fa ascoltare una musica corporea "suonata" da pelle, bocca, lingua, labbra, braccia, torace, mani. Il jazzista valorizza così la funzione più nuda del linguaggio: "respiro sonoro che esce dalla carne".
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Visibilmente crudeli. Malviventi, persone sospette e gente qualunque dal Medioevo all'età moderna
di Giacomo Todeschini
editore: Il Mulino
pagine: 309
Infedeli, malfattori, eretici, ebrei, usurai; ma anche coloro che esercitavano un mestiere vile o disonorevole come il boia, la prostituta, il servo; e ancora gli stranieri, le donne, i minori, le persone deformi, i poveri. In un crescendo di sospetti e inaffidabilità, il catalogo degli "infami", ovvero dei soggetti che per la loro natura ferina e criminale o semplicemente per la loro condizione sociale o fisica non potevano godere della pienezza dei diritti della "civitas christiana", si allunga a dismisura nel corso dei secoli fino a lambire pericolosamente l'intera popolazione. Attraverso quali pratiche e quali categorie prese forma il codice sociale dell'esclusione in Europa? Chi contribuì a disegnarne i contorni e quali ne furono le vittime? Questo volume propone paesaggi brulicanti di un'umanità periferica, come in un dipinto di Bosch o di Bruegel dove anche i tratti del volto e le vesti recano lo stigma di una specifica inferiorità morale e sociale. Un quadro arricchito dall'esame dei testi e delle scritture che venivano diffondendo la nozione di subalternità civica, sanzionando la debole cittadinanza di un popolo cristiano sempre a rischio di precipitare nella marginalità.
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Gaetano Salvemini
di Gaetano Quagliariello
editore: Il Mulino
pagine: 313
Il volume offre una biografia intellettuale di Gaetano Salvemini (1873-1957), storico e uomo politico fra i più influenti del Novecento italiano. Sono prese in considerazione le varie fasi del suo percorso intellettuale: dal distacco dal socialismo degli anni giovanili all'impegno antigio-littiano, all'interventismo, alla stagione antifascista, per giungere infine al polemista acceso del sistema repubblicano. Un profilo, tracciato da Quagliariello a partire da uno scandaglio rigoroso delle fonti, che rappresenta un deciso rinnovamento negli studi salveminiani, mettendo a fuoco tematiche poco studiate del pensiero del professore di Molfetta - dal rapporto con il totalitarismo a quello con il gobettìsmo - o proponendo una nuova lettura di aspetti già diversamente valutati, come ad esempio l'anticlericalismo, la cui analisi certamente non mancherà di suscitare discussioni.
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La politica delle città
di Chiara Sebastiani
editore: Il Mulino
pagine: 266
La città si presenta oggi come nuovo soggetto e, contemporaneamente, nuovo spazio della politica. Richiede dunque una prospettiva pluridimensionale, che questo volume fa propria mutuando concetti, chiavi di lettura e strumenti di intervento da diversi campi disciplinari: storia e sociologia, scienze politiche e giurisprudenza, scienza dell'amministrazione e urbanistica. L'analisi si basa su una molteplicità di esempi empirici, centrati sul caso italiano ma estesi, in chiave comparata, al contesto europeo. Il libro è pensato sia per studenti di diverse discipline nell'ambito delle scienze sociologiche, politologiche e della progettazione urbana, sia per un pubblico di politici e amministratori locali.
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Economia dell'impresa. Governo e controllo
editore: Il Mulino
pagine: 224
Gli autori analizzano in maniera semplice e breve la struttura e la funzionalità economica delle imprese: in un sistema economico basato sul libero scambio esse infatti permettono di remunerare i fattori della produzione a condizioni di mercato, anche e soprattutto il capitale di rischio. E in definitiva dal funzionamento delle imprese e dal modo in cui esse si collegano alle altre unità aziendali dipende il livello di sviluppo che complessivamente il sistema socioeconomico raggiunge nel tempo. La matrice scientifica impiegata è quella propria dell'economia aziendale, secondo cui l'impresa è un'azienda che assume una forma istituzionale e interagisce con altre aziende, in un ambiente complesso. L'analisi è stata condotta concentrando l'attenzione sul governo e sul controllo dell'impresa, il libro si articola perciò in due parti: nella prima si illustrano le modalità strutturali che caratterizzano il funzionamento fisiologico delle imprese in un libero mercato; la seconda è dedicata ad un approfondimento più specifico dei meccanismi di governo e controllo dell'attività di impresa.
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La legge per la tutela del risparmio. Un confronto tra giuristi ed economisti
editore: Il Mulino
pagine: 290
La legge sulla tutela del risparmio, promossa a seguito dei recenti scandali finanziari e giunta in porto, dopo un lungo e laborioso percorso, solo nell'anno 2005, nonostante i limiti che la caratterizzano - solo in parte emendati con il decreto correttivo del 2006 - costituisce indubbiamente un'importante tappa nella direzione di una più moderna ed efficiente regolazione del nostro sistema economico. Basti pensare al trasferimento alla Agem delle funzioni antitrust relativamente al comparto bancario; alla riorganizzazione interna della Banca d'Italia ed all'introduzione del vincolo a carico delle Autorità di organizzare forme di coordinamento per l'esercizio delle proprie competenze; alle nuove regole di governance destinate a dar voce agli azionisti estranei al gruppo di controllo; al miglioramento della qualità dei conti, ottenuto con una più stringente disciplina della revisione, con la caduta delle barriere informative realizzate attraverso la creazione di controllate off shore, con la responsabilizzazione del chief financial officer. Allo scopo di riflettere sui "chiari" e sugli "scuri" della nuova disciplina e sui suoi auspicabili sviluppi, Aedbf Italia e Centro di Ricerca per la Formazione in Campo Finanziario dell'Università Cattolica del Sacro Cuore hanno preso l'iniziativa di invitare un gruppo qualificato di giuristi, economisti ed esponenti di istituzioni pubbliche e private ad approfondire taluni temi fra i più significativi della materia.
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Creare il credito e arginare i rischi. Il sistema finanziario tra nobiltà e miserie del capitalismo italiano
di Giuseppe Conti
editore: Il Mulino
pagine: 300
Il volume descrive le dinamiche che hanno dato vita al sistema finanziario italiano, confrontandole con altre esperienze. Da tale raffronto emerge che il sistema italiano, pur avendo contribuito al finanziamento di industria ed economia, non ha mai risolto del tutto i problemi legati alla coerenza istituzionale interna e alla gestione dei rischi che si assumeva. Ciò ha contribuito a renderlo instabile, creando distorsioni nel governo della moneta e del credito, nella gestione dell'informazione contabile e societaria.
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I prefetti in età repubblicana 1946-2002
editore: Il Mulino
pagine: 372
Questo volume presenta oltre mezzo secolo di storia (dal 1946 al 2002) di una delle burocrazie più importanti dell'amministrazione dello Stato italiano: i prefetti. Di tale corpo professionale vengono qui descritte e analizzate caratteristiche quali la provenienza geografica, gli studi, i percorsi di carriera, la qualità e la tipologia degli incarichi: la radiografia che emerge da questa approfondita ricerca rappresenta uno dei primi tentativi di studiare in maniera minuziosa le modalità di costruzione e di socializzazione di un gruppo di funzionari pubblici che, più di ogni altro, rappresenta lo Stato. Il libro è aperto da un saggio introduttivo, che si propone di spiegare perché i prefetti costituiscano un'élite amministrativa e per quali ragioni è plausibile sostenere che essi possano considerarsi parte delle classi dirigenti del paese. Nei capitoli seguenti si ricostruiscono le vicende specifiche dell'evoluzione della burocrazia prefettizia, con particolare riguardo al periodo repubblicano, e si traccia, con il supporto di dati aggiornatissimi, un profilo sociologico del funzionario prefettizio.
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Hitler
di Gustavo Corni
editore: Il Mulino
pagine: 221
Da oltre mezzo secolo la figura di Adolf Hitler non cessa di catalizzare l'attenzione degli storici e l'interesse, persino morboso, del pubblico più largo. Del resto, è indubbio che Hitler sia stato il personaggio storico che con la sua azione ha avuto la maggiore influenza, di segno negativo, sul corso delle cose europee e mondiali nel secolo ventesimo. Sulla biografia di Hitler si contano ormai molti contributi importanti, dalla biografia di Fest a quella vastissima di Rershaw. In questo quadro, il volume di Corni si presenta come un'equilibrata e aggiornata esposizione che mette a frutto e discute la più recente ricerca sia sulla vita e l'azione del Führer sia sulle caratteristiche dello stato nazista, ponendo in rilievo le questioni e i nodi interpretativi salienti che il lavoro degli storici ha fatto emergere.
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Il primo De Gasperi. La formazione di un leader politico
di Paolo Pombeni
editore: Il Mulino
pagine: 305
Da più parti si ritiene che Alcide De Gasperi vada considerato insieme a Cavour il massimo statista dell'Italia unita. Negli ultimi anni, il cinquantesimo anniversario della sua morte ha dato occasione a una rinnovata stagione di studi degasperiani, di cui si va ora raccogliendo i frutti. Con appassionata precisione, Pombeni ricostruisce tutte le tappe dell'apprendistato degasperiano, dall'esperienza di studente universitario nella Vienna di fine secolo, dove viene a contatto con molti fermenti culturali e sociali, alla direzione del quotidiano cattolico di Trento, all'ingresso nel parlamento dell'Impero nel 1911. Basato su una minuziosa ricerca originale, il libro getta luce sulla parte più controversa e meno conosciuta della vita del grande uomo politico, costituendo al tempo stesso un viaggio nei meccanismi di formazione di una leadership politica e nelle asperità di un periodo storico in cui si scontrano nazionalismi, identità culturali e religiose e declinanti sistemi politici di antico regime.
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