Il Mulino
La fortuna alla base della piramide. Sconfiggere la povertà e realizzare profitti
di C. K. Prahalad
editore: Il Mulino
pagine: 288
Le potenzialità del mercato sono dove meno ce l'aspetteremmo: alla base della piramide della ricchezza. Mentre la battaglia è al vertice, dove la concorrenza per assicurarsi i 75 milioni di persone con un potere d'acquisto superiore ai 20 mila dollari è feroce, un'enorme quota di mercato è ancora da conquistare. Esistono miliardi di persone povere che hanno un'immensa capacità imprenditoriale e potere d'acquisto, seppur singolarmente limitato, Questo volume ci invita a ribaltare le nozioni preconcette: si può imparare a soddisfare i bisogni di questa fascia di consumatori e contemporaneamente aiutare i più poveri del mondo a uscire dalla loro condizione. Sarebbe dunque il profitto la chiave per sconfiggere la povertà? Una teoria tutt'altro che infondata, come dimostrano le numerose storie di successo documentate in questo libro, segnalato come "miglior libro di business dell'anno" da Amazon e da "Fast Company Magazine" e uno dei migliori da "The Economist".
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Strumenti della democrazia
editore: Il Mulino
pagine: 220
Gli strumenti utilizzati per perfezionare il funzionamento dei sistemi democratici sono stati diversi da tempo a tempo e da luogo a luogo. Qui selezionati sono quelli che, nella fase presente, risultano maggiormente idonei a rendere la democrazia non soltanto più completa e diffusa, ma anche più partecipata. Tali strumenti sono esaminati e discussi sulla base di quattro criteri: la capacità di suscitare interesse per la politica, di produrre informazione, di consentire partecipazione, di favorire e accrescere il potere decisionale dei cittadini e, in particolare, il loro senso di efficacia (vale a dire la convinzione di "contare").
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Le strategie internazionali delle città. Dieci metropoli a confronto
editore: Il Mulino
pagine: 198
Gli stati nazionali sono stati considerati a lungo i protagonisti in un'arena internazionale in cui non era previsto alcun ruolo per le città. Tuttavia, il capitalismo contemporaneo e le trasformazioni della governance globale hanno reso i territori urbani snodi fondamentali degli scambi economici mondiali e nuovi protagonisti dei processi politici, nell'Unione europea e non solo. Governare grandi città non significa più quindi solo gestire servizi per il benessere dei cittadini ma anche sviluppare azioni e strategie di portata internazionale. Ma in che modo e con quali specifiche finalità? Il volume presenta i risultati di una ricerca comparativa sulle strategie internazionali di dieci città (Amsterdam, Birmingham, Budapest, Madrid, Manchester, Montréal, Parigi, Roma, Vilnius e Zurigo) cui hanno partecipato scienziati della politica, sociologi, geografi economici, storici e urbanisti, mettendo a fuoco i fattori che ne spiegano le convergenze e le differenze.
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L'economia della Russia
di François Benaroya
editore: Il Mulino
pagine: 153
Nel XX secolo la Russia ha conosciuto due grandi trasformazioni economiche: il passaggio all'economia pianificata; la transizione all'economia di mercato, suscitando in entrambe le occasioni speranze e delusioni. Dal 1999 l'economia russa sembra aver acquistato un nuovo slancio, tanto che per alcuni il paese nell'arco di vent'anni tornerà ad essere la prima potenza economica europea. Nel dare conto, in modo chiaro e sintetico, dell'esperienza russa, il volume offre una risposta ad alcuni interrogativi rilevanti: la Russia è diventata un'economia capitalista? È ormai un mercato promettente o è destinata a nuove crisi? Ma dal caso russo, in quanto laboratorio di esperimenti economici avanzati, si possono trarre anche lezioni più generali, in relazione al ruolo chiave dell'industrializzazione, alle cause del crollo economico sovietico, ai fattori necessari per il buon funzionamento di un'economia di mercato e per una transizione efficace.
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Il sionismo
di Ilan Greilsammer
editore: Il Mulino
pagine: 114
Se il tema del ritorno degli ebrei alla Terra promessa risale alle Scritture, è alla fine del XIX secolo che, con Theodor Herzl, esso diviene il fondamento di un movimento propriamente politico, che dà voce a una aspirazione religiosa quanto territoriale e culturale: il sionismo. Tale dottrina ha per obiettivo la costituzione di uno stato ebraico sovrano, un'unica patria per tutti gli ebrei. Questo volume traccia la storia del movimento sionista dalle origini, attraverso il processo di emancipazione e passando per la moltiplicazione dei pogrom, fino agli sviluppo contemporanei. Ne presenta inoltre i protagonisti, gli obiettivi, le diverse correnti (dall'estrema destra all'estrema sinistra), ne analizza i miti e ne interroga l'avvenire.
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Oltre i limiti del turismo all'italiana
editore: Il Mulino
pagine: 381
Da oltre mezzo secolo il turismo internazionale è in continuo sviluppo, registrando il non trascurabile incremento medio annuo del 4,1%. Nel 2006 vi sono stati 846 milioni di arrivi internazionali, e per il 2020 se ne prevedono un miliardo e mezzo; le entrate hanno superato i 500 miliardi di euro e le previsioni indicano una crescita costante nei prossimi 15 anni. Lo sviluppo del turismo nell'area asiatica, l'affermarsi di nuove destinazioni, la riduzione dei costi di trasporto incrementano il livello di competitivita, e spostano la frontiera dell'efficienza sempre più avanti. Come si colloca l'Italia in questo quadro? Il nostro paese ha ridotto negli anni la sua quota di mercato e oggi è il quinto al mondo per arrivi internazionali. Si trova dunque di fronte a una sfida importante, perché il turismo è un settore strategico che coinvolge una pluralità di attori pubblici e privati. Muovendo da tali premesse, gli autori di questo volume si interrogano sulle potenzialità espresse e inespresse del turismo italiano e su quali siano i limiti da superare per renderlo competitivo.
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Il partito fascista italiano al potere. Uno studio sul governo totalitario
di Dante L. Germino
editore: Il Mulino
pagine: 276
Il primo studio sul partito fascista italiano pubblicato dopo la fine della seconda guerra mondiale compare nel 1959: ne è autore l'americano Dante Lee Germino. Passata allora inosservata all'attenzione della storiografia italiana, la ricerca di Germino viene nei decenni successivi riscoperta come opera fondamentale per lo studio del partito di massa nei regimi totalitari. Una riscoperta preziosa anche per la ricchezza delle fonti e dei dati che l'autore indaga ed elabora: l'ampio corpus degli Atti del Partito nazionale fascista, fonti legislative, dati statistici, stampa e pubblicistica dell'epoca. Dall'esame diretto delle fonti, che nei suoi esiti connota il volume di una notevole valenza storiografica e sociologica, emerge netta la natura del partito come "un'istituzione senza precedenti", "un ordine", "una chiesa", "un esercito": che, affiancato dagli altri organi di massa del regime, controlla e pervade in modo tentacolare l'intero corpo sociale. Ruolo cruciale dell'apparato, centralità della classe politica proveniente dal partito nel processo decisionale dello stato, intreccio fra istruzione statale e organizzazioni giovanili del partito, perfezionamento delle tecniche di propaganda e uso sistematico del controllo totalitario sui mezzi di comunicazione di massa: questi gli elementi essenziali su cui si incentra il fuoco dell'analisi di Germino.
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Rime sacre tra Cinquecento e Seicento
editore: Il Mulino
pagine: 256
La lunga stagione che prende le mosse dall'autunno del Rinascimento offre, nell'ambito della lirica religiosa, testi, seppur letterariamente diseguali, di straordinario interesse. Il volume - a seguito delle "Rime sacre dal Petrarca al Tasso " - presenta, con indagini originali e penetranti, figure sin qui rimaste in ombra, come Ferrante Carafa, cantore della vittoria di Lepanto, e Angelo Grillo; icone come il topos delle lacrime e del pianto nell'età del Tasso; antologie di rime sacre che nel primo Seicento fiorentino disegnano una suggestiva rappresentazione di san Francesco come "nuovo Prometeo cristiano"; la severa riforma neoclassica nella poetica sacra, nel progetto e nell'opera di Urbano VIII e del circolo barberiniano; la poesia biblica di Loreto Mattei con la meditazione sui limiti della parola umana dinnanzi al mistero della Parola divina. Prospettiva storica, analisi di testi, rigoroso scavo bibliografico: un contributo importante, e non privo di sorprese, alla conoscenza di un periodo della letteratura religiosa sin qui poco esplorato.
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Studi gramsciani nel mondo 2000-2005
editore: Il Mulino
pagine: 345
Con questo volume, pubblicato in occasione del settimo decennale della morte di Antonio Gramsci, prende il via una serie di pubblicazioni annuali di scritti di studiosi di tutto il mondo dedicati a Gramsci o ispirati dal suo pensiero. La letteratura internazionale su Gramsci è in espansione da circa trent'anni, a dimostrazione di un interesse che non accenna ad affievolirsi. Pubblicarne in volume i testi migliori e più recenti è un modo per offrire anche al lettore non specialista una prima occasione di contatto con questa vasta riflessione scientifica. Tra gli argomenti oggetto dei saggi qui selezionati segnaliamo la riflessione sul linguaggio, la teologia, il rapporto tra diritto ed economia, la teoria della politica e delle relazioni internazionali, l'applicazione di categorie gramsciane a singoli casi nazionali (come la lotta contro l'apartheid in Sud Africa o il processo di pace in Medio Oriente) e l'esame della diffusione del pensiero di Gramsci in aree culturali emergenti come il mondo arabo-islamico.
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Giustizia globale. Le nuove frontiere dell'eguaglianza
di Isabel Trujillo
editore: Il Mulino
pagine: 208
L'esigenza di redistribuzione globale della ricchezza, la riduzione delle diseguaglianze tra nord e sud del mondo, la gestione dei flussi migratori, la protezione dai rischi ambientali, la lotta contro le reti transnazionali del terrorismo globale sono questioni che travalicano i confini nazionali e configurano quella che Habermas ha definito la "costellazione post-nazionale". Il fenomeno della globalizzazione sta trasformando i modi di pensare e di impostare i problemi di giustizia e la sfida che attende oggi un approccio di tipo normativo, è la necessità di riferirsi a criteri di giudizio e di valutazione etica non limitati a comunità chiuse ma validi al di là dei confini statali. Tuttavia, una convinzione molto diffusa vuole che la discussione sulla giustizia riguardi principalmente le relazioni tra cittadini di uno stato nazionale, non solo nelle classiche trattazioni filosofiche, da Platone a Rawls, ma anche nella comprensione comune. Il libro affronta in modo sistematico le questioni centrali attinenti la "giustizia globale", esaminando gli argomenti pro e contro, e analizzando le principali difficoltà di una giustizia non esclusivamente iscrivibile alla comunità politica locale, sia sul fronte teorico, sia dal punto di vista pratico.
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I processi decisionali. Paradossi, sfide, supporti
editore: Il Mulino
pagine: 188
L'attuale proliferazione e differenziazione delle offerte rende possibile scegliere fra una miriade di alternative, appositamente create per soddisfare ogni tipo particolare di esigenza. Se da un lato ciò comporta per l'individuo un vantaggio, consentendogli di compiere scelte basate sulla valutazione di molteplici opzioni, dall'altro lato rappresenta un problema, poiché ci si trova a dover gestire un'enorme quantità di informazioni, disponendo però di risorse cognitive limitate e di tempi sempre più stretti. Questo volume affronta le odierne difficoltà della scelta e l'influenza dei diversi fattori che contribuiscono alla decisione finale: dalla numerosità delle caratteristiche di ciascun prodotto, al modo in cui viene presentato fino agli aspetti emotivi legati alla decisione.
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Il gioco delle pensioni: rien ne va plus?
editore: Il Mulino
pagine: 128
Non resta molto tempo: ci stiamo avvicinando al "rien ne va plus" del gioco delle pensioni, nel quale, tra 10 anni, non solo non sarà più possibile puntare, ma nemmeno giocare. Garantire oggi, inscrivendoli in norme, diritti formali non implica purtroppo che la solidarietà intergenerazionale sarà assicurata. Se vi saranno ancora risorse finanziarie, dopo che le "giocate" dell'attuale generazione saranno giunte all'incasso, lo scambio tra generazioni potrà continuare; ma se si ridurranno, come molto plausibilmente accadrà, cosa ne sarà di quei diritti e di quei patti? La profonda mutazione demografica che ci porta verso una società con molti anziani e pochi giovani mina alla base i sistemi pensionistici a ripartizione attivati negli anni '60, quelli cioè che sono basati sull'equilibrio del rapporto tra lavoratori attivi e pensionati e che scaricano il costo delle pensioni sulle generazioni successive. Sono sistemi che hanno richiesto implicitamente la definizione di un contratto sociale tra generazioni, i cui termini però sono sempre stati scritti dai beneficiari. E quando i governi hanno tentato di ridistribuire più equamente i costi hanno spesso incontrato difficoltà e ferme opposizioni, sì da vanificare gli sforzi fatti. Giuliano Amato e Mauro Marè tornano a sostenere, alla vigilia di riforme decisive, la necessità di un sistema pensionistico complementare a capitalizzazione, l'unico che non fa gravare sulle generazioni future il costo di qualsiasi aggiustamento.
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