fbevnts Tutti i libri editi da Iperborea - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 24
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Iperborea

Cerchi infiniti. Viaggi in Giappone

di Cees Nooteboom

editore: Iperborea

pagine: 180

Certi viaggi hanno l'obiettivo segreto di «estraniarti dalle tue origini», «scardinarti l'esistenza»: «soltanto allora sei sta
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15,00

Il re dell'uvetta

di Fredrik Sjoberg

editore: Iperborea

pagine: 217

"Perché uno non si arrende? Cos'è quel desiderio che lo spinge?" Eccentrico ricercatore, collezionista e narratore della natura e dei personaggi straordinari che l'hanno esplorata, Fredrik Sjoberg ci accompagna in un viaggio alla scoperta dell'inafferrabile Gustaf Eisen. Zoologo, pittore, archeologo, fotografo, leggendario esperto di lombrichi in Svezia e pioniere della coltivazione dell'uvetta in California, Eisen ha vissuto le sue mille vite a cavallo tra Otto e Novecento incarnando il tipico genio universale del Rinascimento. Un fuoriclasse delle scienze e delle arti che è stato consulente di Darwin, ha insegnato a dipingere a Strindberg, e ha affascinato la moglie di William Randolph Hearst, raccogliendo per lei in Guatemala la più ricca collezione di tessuti maya al mondo. Un inarrestabile globetrotter che ha fondato il Sequoia National Park - dove è sepolto, ai piedi del monte che porta il suo nome - ed è riuscito a trovare il Santo Graal, un calice d'argento di Antiochia oggi conservato al Met di New York. Setacciando luoghi sperduti e fonti rarissime, Sjoberg ricompone le avventure di questo formidabile eppure sconosciuto outsider, che ha compiuto studi impareggiabili immergendosi in passioni bizzarre, dettagli curiosi, trovando nell'apparentemente piccolo l'infinitamente grande. Ed è così che Eisen diventa un suo alter ego d'eccezione.
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16,00

La politica dell'impossibile

di Stig Dagerman

editore: Iperborea

pagine: 135

Ogni libro di Dagerman ci costringe a mettere in dubbio le verità ricevute e a guardarci allo specchio, come individui, come società, ma soprattutto come esseri umani. Ribelle all'ingiustizia in ogni aspetto del vivere e a qualsiasi forma di oppressione, la sua opera conserva una pungente attualità, e così la sua riflessione politica e culturale, cui è dedicata questa raccolta di interventi su quotidiani e riviste letterarie e anarchiche. Con una sorprendente capacità di leggere il proprio tempo e prevedere il nostro, con la sua coerenza estrema e irriducibile, Dagerman denuncia le "gabbie" della moderna democrazia, dove un manipolo di poteri decide migliaia di destini, gli interessi dello Stato prevaricano i diritti inalienabili della persona, e la cultura è declassata a "gioco di società", slogan ideologico o anestetizzante di massa. Ma soprattutto rivendica il compito della letteratura di "mostrare il significato della libertà", di scuotere le coscienze per riscattare l'uomo e i suoi valori fondamentali: l'uguaglianza, la difesa dei deboli, la solidarietà. E confessa il suo conflitto di scrittore diviso tra l'impegno sociale e l'inviolabile autonomia dell'immaginazione, che deve seguire liberamente le proprie vie per "toccare il cuore del mondo". Se la politica è definita l'arte del possibile, ovvero dei limiti, del compromesso, della rinuncia alla speranza, Dagerman non può che difendere a gran voce la necessità di una "politica dell'impossibile".
Disponibilità immediata
15,00

Il pazzo dello zar

di Jaan Kross

editore: Iperborea

pagine: 433

Dopo nove anni di prigionia nella fortezza di Schlüsselburg, il barone Timo von Bock, dichiarato pazzo, viene confinato con la famiglia nei suoi possedimenti baltici, sotto la stretta sorveglianza di spie governative. Che crimine ha commesso questo brillante aristocratico e colonnello dell'Impero russo, ammirato da Goethe e amico intimo dello stesso zar Alessandro? Nato nella culla dei privilegi, Timo è colpevole della follia di non riuscire a scendere a patti con i propri ideali rivoluzionari, un liberale troppo avanti con i tempi, che rifiuta una principessa per sposare una contadina, che libera i suoi servi e tratta da pari i domestici, fino a scrivere allo zar, con la schietta lealtà che il sovrano esige da lui, un'infuocata denuncia contro il regime. Come un "chiodo piantato nel cuore dell'impero", con la purezza pericolosa di un bambino, Timo ingaggia una lotta a distanza con il sovrano, che tenta ogni genere di lusinga e di persecuzione per "guarirlo", in un confronto tra l'intellettuale e il potere, lo spirito libero e il conformismo, e tra due eroi tragici fatalmente legati da un'impossibile amicizia. Jaan Kross si ispira a una reale vicenda storica per scrivere il suo grande romanzo contro l'oppressione, la stessa che i suoi Paesi Baltici continuavano a subire, non più dai Romanov ma dall'Unione Sovietica, e che l'aveva condannato a otto anni di prigionia.Postfazione di Goffredo Fofi.
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19,00

La notte del professor Andersen

di Dag Solstad

editore: Iperborea

pagine: 192

Disponibilità immediata
16,00

Storie di Amsterdam

di Nescio

editore: Iperborea

pagine: 224

"Fu un'epoca meravigliosa. Anche se, a pensarci bene, è un'epoca che deve durare ancora adesso, durerà sempre finché ci saranno ragazzi di diciannove, vent'anni". È la voglia di rivoluzionare il mondo che i bohémien di Nescio hanno in comune con i ragazzi di tutti i tempi, hippy ante litteram in un'Amsterdam di inizio 900, in rivolta contro un sistema che esige routine, lavoro e successo. Sono "giovani Titani" che inseguono i propri sogni, come Japi "lo scroccone", che non vorrebbe fare altro che guardare il mare, ma ama troppo i piaceri mondani per non tuffarcisi quando sono gli altri a pagare il conto; Koekebakker, giornalista ormai famoso, che finisce per perdere ogni idealismo; Bavink, artista affermato, che capisce di essere uguale ai ricchi borghesi da lui detestati. Sono queste le storie di Amsterdam, vite che si accendono in dialoghi essenziali, con una brillante leggerezza che maschera la malinconia di fondo, non solo per l'inevitabile sconfitta e i sogni traditi, ma per quel senso di totale disincanto che comunica Nescio: con una sconvolgente modernità, come dice il suo pseudonimo, l'autore non sa, interroga l'inspiegabile assurdità del vivere.
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16,00

Gli amanti di Bisanzio

di Mika Waltari

editore: Iperborea

pagine: 320

Mika Waltari compone il vivido racconto di un evento epocale, l'assedio e la caduta di Costantinopoli e del millenario Impero Romano d'Oriente nel 1453 ad opera dei turchi ottomani. A narrare nella forma di un diario gli ultimi mesi della capitale bizantina è Johannes Angelos, inquieto avventuriero, mercenario e mistico, disilluso e visionario, alla perenne ricerca di un'irraggiungibile pienezza, di un significato più profondo nell'esistenza. Nato a Costantinopoli, la sua vita è stata un continuo errare, dalla Francia a Ferrara, a Firenze, fino alla partenza per la crociata, alla prigionia turca e alla grazia ottenuta dallo stesso sultano Maometto II. Ma Johannes non resiste al grido d'aiuto della propria città sotto assedio e come rispondendo a una chiamata del destino fugge per andare a difenderla. Solo alla fine del romanzo, dopo aver combattuto strenuamente, affrontato i sospetti di essere una spia ottomana, nell'amara consapevolezza della sconfitta e della morte imminente, scoprirà di avere sangue imperiale ed essere in realtà il legittimo erede al trono. Nel precipitare degli eventi, l'ultima cosa che Angelos si aspetta è di rimanere folgorato dalla seducente Anna Notaras, nobildonna greca passionale e volubile, e di innamorarsi perdutamente di lei. Tra sanguinose battaglie e gli intrighi per il potere e la sopravvivenza di un regno allo sfascio, i due allacciano una tempestosa relazione segreta contro la volontà del padre di lei, il potente megaduca... Postfazione di Luca Scarlini.
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19,50

La leggenda del sesto uomo

di Monica Kristensen

editore: Iperborea

pagine: 288

Sulle isole Svalbard è calato l'inverno polare
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16,00

Viaggio con bagaglio leggero

di Tove Jansson

editore: Iperborea

pagine: 192

E' il tema del viaggio che fa da filo conduttore a questi dodici racconti. Viaggio in senso lato: la partenza per mete note o ignote, il ritorno a luoghi del passato, il casuale arrivo in città sconosciute. Si parte sempre lasciandosi alle spalle le preoccupazioni e i ricordi, il peso dei legami, sognando un "altrove" dove ricominciare da capo. Ma nell'incontro-scontro con un prossimo spesso invadente o misteriosamente enigmatico o volutamente crudele, si finiscono per ricreare le stesse situazioni e per recuperare l'inalienabile bagaglio di quel che si è.
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10,50

Perché i bambini devono ubbidire?

di Stig Dagerman

editore: Iperborea

pagine: 64

Sono i bambini a ricoprire un ruolo speciale nelle pagine più folgoranti di Stig Dagerman, autore culto in perenne rivolta contro la condizione umana. Sono loro a svelare il volto autentico dell'uomo, solo e inerme di fronte al dolore dell'esistenza sotto il velo di falsi miti imposto dalla società. Ed è a loro che è dedicata questa antologia, in cui l'invenzione letteraria e la poesia si mescolano ai ricordi di infanzia e alla riflessione di uno scrittore abbandonato dai genitori, cresciuto dai nonni, e poi giovane padre che si interroga su come poter dare ai figli la felicità a lui negata. Con il distacco vertiginoso di chi osa guardare la vita senza concedersi nessun filtro e nessuna illusione e con una lingua scolpita, essenziale, ma che come in Kafka o in Camus è una lama affilata che sviscera le nostre emozioni più profonde, Dagerman racconta l'innocenza tradita, le vittime più indifese del sopruso, ma anche la purezza di un'età in cui "si è tutti poeti", la solitudine di un bambino che impara a "scaldare" con la fantasia la gelida realtà, accanto un nonno che si spezza la schiena sui campi con la foga e la follia di un "poeta della terra", e una nonna che gli insegna a sentire nel silenzio il canto delle montagne e le grida di chi soffre. Ed è proprio dalle ferite di un mondo oppresso e dalla ribellione anarchica dell'autore per renderlo libero e consapevole che scaturisce la domanda: perché i bambini devono ubbidire?
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9,00

Pura razza bianca

di Westerman Frank

editore: Iperborea

pagine: 320

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17,00

Un pezzo d'uomo

di Kari Hotakainen

editore: Iperborea

pagine: 320

Salme Malmikunnas, loquace vecchietta di provincia, accetta il patto diabolico di uno scrittore in crisi creativa: 7000 euro per i "diritti della sua intimità", e la sua vita diventerà un romanzo. Nello squallido caffè di una stazione di servizio, registratore sul tavolo e taccuino alla mano, lo scrigno dei ricordi si spalanca: gli anni tra i pizzi e i bottoni della sua merceria, l'improvviso mutismo del marito Paavo, le emozioni che solo i figli possono dare. Ma quanto è attendibile una madre che parla dei propri figli? Quanto c'è di vero e quanto è invece frutto del potere seduttivo delle parole? E come racconterà la storia lo scrittore? Perché, a ben guardare, la realtà non è esattamente come è stata narrata, ma molto più amara e assurda dell'invenzione, o meglio, così maledettamente vera da sembrare inventata. E solo il crudo iperrealismo di Hotakainen può dipingerla, con quell'umorismo affilato che muove il riso e le lacrime, restituendoci la tragicommedia del vivere contemporaneo.
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17,00

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