Italo svevo (roma)
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Visto si stampi. Nove vicende editoriali
di Gabriele Sabatini
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 83
Chi ama davvero i libri può avere momenti di grande piacere nel sentire le storie di come alcuni di questi sono nati, sono sta
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Banco di prova. Indagine su un delitto scolastico
di Patrizia Carrano
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 81
Questo libro indaga la storia di un alunno che all'inizio degli anni Sessanta frequenta, per tre anni, le superiori in una del
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Monsieur zero. 26 lettere su Manzoni, quello vero
di Andrea Cortellessa
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 127
Piero Manzoni (13 luglio 1933 - 6 febbraio 1963) è stato l'artista più dirompente del suo tempo
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Il complesso di Peeperkorn. Scritti sul nulla
di Paolo Albani
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 83
Per scrivere di nulla, tentazione fortissima per qualsiasi scrittore dotato di un minimo di senno, amore per la propria lingua
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Il carteggio Bellosguardo. Henry James e Constance F. Woolson: frammenti di una storia
di Valerio Aiolli
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 76
Una giovane scrittrice americana, nipote di uno dei padri di quella letteratura, si invaghisce del grande Henry James
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Non è una questione politica
di Alfonso Berardinelli
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 67
Terrorismo, immigrazione, cultura laica e mutazione antropologica, capitalismo e marxismo, lo stato di paura, il matrimonio, B
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Editori vicini e lontani
di Cesare De Michelis
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 103
Gli editori sono, per loro stessa ammissione, degli strani personaggi. Una via di mezzo tra gli scrittori e i lettori, per vocazione, passione e un po' di incoscienza, si mettono nella condizione di fare da tramite tra gli uni e gli altri. Prima che tutto il resto, con le loro vite e le loro vicende editoriali, attraverso la storia dei libri che hanno pubblicato, ci possono raccontare un intero mondo. Ma non c'è nessuno meglio di un editore per dirci le storie di altri editori. Cesare De Michelis, che dà più di cinquant'anni fa questo mestiere, ci racconta le storie editoriali, tra gli altri, di Giuseppe Maria Galanti, Adriano Salani, Roberto Bemporad e poi Gobetti, Formiggini, Bompiani, Alberto Mondadori, Giulio Bollati, Gianni Sofri e Giovanni Gandini, fino ad arrivare a Roberto Calasso, Marco Cassini e Gian Arturo Ferrari. E così, attraverso ciò che questi hanno pubblicato negli ultimi due secoli, racconta tutta la nostra storia: i libri che abbiamo letto, quelli che avremo dovuto leggere e quelli che leggeremo.
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Sulla poesia
di Giorgio Caproni
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 53
Il 16 febbraio del 1982 in via Santo Stefano del Cacco (ben nota ai lettori di Gadda), al "Teatro Flaiano" di Roma, Giorgio Caproni tiene una conferenza dove dovrebbe commentare i suoi versi "Parole (dopo l'esodo) dell'ultimo della Moglia". Tra il pubblico siede Pietro Tordi, un attore, che da alcuni anni commette quella che in molti considerano una sua personale stranezza: registrare, in teatri, accademie o circoli, qualsiasi cosa gli riesca di captare venga detta sulla poesia. Ma le stranezze di Tordi (per noi una fortuna) ci riportano la voce di uno dei più grandi poeti del nostro novecento che, come sempre defilato, ci dirà quasi niente su quei suoi versi, e moltissimo sulla sua visione lucida e intelligente di cosa sia la poesia.
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Un ossimoro in Lambretta. Labirinti segreti di Giorgio Manganelli
di Carrano Patrizia
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 84
Ci si può accostare ai grandi scrittori della nostra letteratura dall'alto delle loro opere, con un punto di vista intellettua
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Trittico
di Hans Tuzzi
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 64
L'insensatezza del mondo letta attraverso le esili zampe dei fenicotteri; l'orientamento geopolitico dell'Europa nel nuovo millennio fatto passare per la disposizione di una squadra di calcio; la misconosciuta densità cognitiva, intellettuale e artistica nella forma della ninna nanna. Nei tre racconti morali qui raccolti, non è troppo chiaro né da dove si parte né dove si vuole, arrivare: ma la vera densità delle idee, quando prende una forma letteraria, sta Spesso e abilmente nel mezzo. Cioè dispiegandosi, come richiedono le migliori divagazioni, nel modo con cui si sdipanano le parole. D'altronde la moralità è una porzione che gli intellettuali ultimamente stentano un po' a volerci offrire, se troppo esplicita rischia facilmente di diventare moralismo. Molto meglio, come in questo caso, offrire solamente un indirizzo, una misura, una quota.
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Lettere da Endenich
di Robert Schumann
editore: Italo svevo (roma)
pagine: 106
Gli eventi che portarono Schumann a chiedere egli stesso il ricovero in una clinica per alienati non sono riconducibili a una
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