La Casa Usher
Alla fine delle cose. Contributi a una storia critica delle immagini
editore: La Casa Usher
pagine: 231
Prodotte dal sistema mediatico, dalla rete globale o da una politica ridotta sempre più a spettacolo, le immagini pervadono og
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La misteriosa curva della retta di Lenin. Per una critica dello sviluppo del capitalismo oltre i «beni comuni»
di Roggero Gigi
editore: La Casa Usher
pagine: 144
Perché ricominciare a dire Lenin oggi? È l'urgenza delle lotte a imporci questo ritorno
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Il teatro dei sogni materializzati. Storia e mito del Bread and Puppet Theatre
di Sergio Secci
editore: La Casa Usher
pagine: 110
Si può scrivere su qualcuno: si può scrivere anche con o attraverso qualcuno. Più che un libro su Peter Schumann e il Bread and Puppet, questo è un libro con o attraverso Peter Schumann e il Bread and Puppet. Peter Schumann e il Bread and Puppet sono stati (e intenzionalmente si usa qui un tempo passato) un fenomeno di teatro, in fondo, meno importante e significativo dei movimenti entro i quali hanno agito: la guerra del Vietnam, la protesta civile, i giovani e la rivolta contro l'"american way of life". Forse perché Peter Schumann e il Bread and Puppet erano pieni, sostanziati, di vita oltre che di teatro. A questa sostanza Sergio Secci ha attinto secondo le regole del gioco: con parzialità e seguendo le sue personali passioni, ma anche con grande efficacia ricostruttiva nell'attentissima cronologia della vita di Peter Schumann, nell'attività spettacolare del Bread and Puppet, nella documentazione-registrazione di The life and death of Oswald von Wolkenstein, visto e vissuto di persona durante il soggiorno americano, o nell'utile bibliografia. Gli ampi stralci da Schumann sono riportati, oltre che per un intento documentario, quasi a confermare un modo di agire e vivere (teatro); i riferimenti a Brecht e alla politica, la 'chiave critica' del bambino ribelle. Il volume è arricchito dalla significativa testimonianza per immagini di Maurizio Buscarino da spettacoli italiani del Bread and Puppet.
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L'arte dell'autoritratto. Storia e teoria di un genere pittorico
di Omar Calabrese
editore: La Casa Usher
pagine: 396
Il tema dell'autoritratto è stato affrontato molte volte nella storia dell'arte. Da un punto di vista iconografico, come raccolta di "uomini illustri", grandi artisti che hanno raffigurato loro stessi. Questo libro si propone di compiere un percorso diverso. In primo luogo, vuole essere un'effettiva "storia" dell'autoritratto, non come descrizione di una successione cronologica di eventi, come successione di concetti. Così, nel primo capitolo, si parte dagli autoritratti come manifestazione di un'identità generica. Il secondo capitolo tratta dell'autoritratto nascosto in scene narrative. E così di seguito, ognuno dei tipi illustrati nei vari capitoli corrisponde a un concetto astratto: l'identità, la testimonianza autografa, il simbolo di un valore, la rivendicazione di un ruolo, il fondamento scientifico della raffigurazione di sé, la legittimazione sociale, la differenza sessuale, la maestria tecnica, le passioni, la negazione dell'identità. Ma tutti questi concetti intrattengono relazioni reciproche, e il loro insieme è così compatto che ci fa giungere alla conclusione che esista una vera e propria "teoria dell'autoritratto", elaborata lentamente ma saldamente in circa quattromila anni di tradizione. Questa teoria finisce con il coincidere con una più vasta teoria della rappresentazione, perché esprime e di volta in volta mette in discussione proprio i canoni di quest'ultima.
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Il pensiero strategico. Il partito, il combattimento, la rivoluzione
di Lenin
editore: La Casa Usher
pagine: 376
Qual è oggi il senso di un'antologia di Lenin? Che attualità possono avere i suoi testi? Nell'introduzione di Emilio Quadrelli troviamo subito risposta a queste domande. Lo scenario internazionale è caratterizzato dalla crisi economica, dalla continua esplosione di guerre e di insurrezioni popolari. Non si è verificata quella fine della storia che in molti avevano sentenziato dopo il crollo del muro di Berlino. La storia non è finita e il libero mercato non ha trasformato la politica e il sogno di una cosa in inutili retaggi del passato. Occorre allora ritrovare i grandi testi del pensiero rivoluzionario, nei quali l'opera di Lenin occupa un posto privilegiato. Nell'era del capitalismo e della guerra globali appare indispensabile tornare a leggere chi più di tutti ha compreso il carattere internazionale del conflitto, le ricadute politiche dello sviluppo del mercato e la relazione indissolubile che la politica ha sempre con la guerra. Il "pensiero strategico" evocato è allora un ripensamento della teoria marxista in cui il pensiero politico e il pensiero militare non possono venire disgiunti. Rileggere Lenin appare così un antidoto alle retoriche che vogliono la definitiva messa in mora delle categorie del politico e il nostro mondo il migliore dei mondi possibili, minacciato al suo interno non da oppositori politici ma da devianti e, sulla scena internazionale, non da nemici ma da canaglie e banditi.
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Ripensare lo sviluppo capitalistico. Accumulazione originaria, governamentalità e capitalismo postcoloniale: il caso indiano
di Sanyal Kanyal
editore: La Casa Usher
pagine: 255
Ripensare lo sviluppo capitalistico si propone un obiettivo straordinariamente ambizioso: attualizzare la critica dell'economi
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Stadio Italia. I conflitti del calcio moderno
editore: La Casa Usher
pagine: 263
"Questo non è un libro sugli ultras, un testo sugli animali. Un libro sugli ultras è inevitabilmente destinato a fallire come qualsiasi fiction che pretenda di rappresentare la realtà. Qui cerchiamo di fare esattamente l'opposto, invertendo soggetto e oggetto. Questo è un libro sul calcio moderno: al centro dell'interesse sono i poteri e le istituzioni che governano il gioco, l'economia che lo ristruttura completamente, i conflitti che lo attraversano. E così una controinchiesta, una prima descrizione dei meccanismi di potere che, trasformando il calcio, trasformano ben più delle regole di un gioco. A scriverlo è innanzitutto chi negli ultimi anni ha vissuto sul campo queste grandi mutazioni, osteggiandole, e cogliendole nella loro complessità. La convinzione che accomuna gli autori è che lo stadio, nell'epoca del calcio moderno, sia lo specchio delle nostre città e dell'Italia intera: lo stadio non è solo un luogo di passione e intrattenimento, ma un luogo di comprensione del mondo. Vi si dispiega in forme rivelatrici la costruzione di un laboratorio sociale ed economico inedito, capace di spingersi al di fuori dei propri confini. Potremmo considerarlo un'officina del potere."
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Il mondo come design e rappresentazione. Ritratti d'occasione per ventisette maestri dell'illustrazione e della grafica
di Andrea Rauch
editore: La Casa Usher
pagine: 263
"Il mondo come design e rappresentazione" si spartisce abbastanza esattamente tra design e rappresentazione, appunto, o se vogliamo, tra progetto e figura. Perché nelle pagine del volume si tracciano storie, si raccontano aneddoti e si abbozzano analisi critiche che riguardano sia la cultura del progetto che quella dell'illustrazione. Si parla quindi di artisti, di designer, di illustratori, di grafici. È un libro che avrebbe potuto anche chiamarsi il "Libro degli amici", perché quelle che Andrea Rauch, anche lui grafico e illustratore, racconta sono storie di rapporti interpersonali, analisi professionali e artistiche che mostrano le sfaccettature di una passione e di una curiosità esclusiva e inesauribile dove il contatto con gli autori, il lavoro fianco a fianco, la complicità addirittura, sono la chiave per entrare e comprenderne le singole opere e le cifre stilistiche. I testi del volume, e le oltre trecento immagini che lo completano, riflettono quindi una cultura del progetto avvertita e avvertibile che comunque lascia sempre grandi spazi alla creatività e alla fantasia. Non solo però: in filigrana si legge anche come questi grandi maestri della grafica (da Steinberg a Glaser, da Sendak a Lionni, da Innocenti a Mattoni, da Fletcher a Fukuda, da Iliprandi a Mariscal, da Guidotti a Luzzati...) siano stati fondamentali per cambiare la nostra comprensione della realtà, il nostro modo di interpretare i fatti della visione e di organizzare le fila di un immaginario consapevolmente moderno.
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L'annunciazione italiana. Una storia della prospettiva
di Daniel Arasse
editore: La Casa Usher
pagine: 384
"Questo libro nasce da un'intuizione: tra il Trecento e il Cinquecento è esistita nella pittura italiana una particolare affinità tra annunciazione e prospettiva. Dopo un'approfondita riflessione, posso avanzare al riguardo una duplice ipotesi di ricerca: 1) che effettivamente è esistita, nella pittura italiana del Rinascimento, un'affinità tra il tema dell'annunciazione e lo strumento figurativo della prospettiva; 2) che tale affinità ha un carattere paradossale, poiché si fonda non sull'accordo, bensì sulla tensione tra il tema rappresentato e lo strumento della sua rappresentazione". Per Arasse la prospettiva è infatti lo strumento perfetto per descrivere il mistero di fede dell'Annunciazione, cioè il il racconto del passaggio dell'Incommensurabile divino nel finito. L'autore si è dedicato allo studio di questo argomento per almeno quindici anni, a partire dall'inizio degli anni Ottanta del Novecento. Questo libro presenta gli esiti di questo impegno e chiarisce l'estrema utilità di un originale metodo d'analisi delle opere che egli stesso ha chiamato "iconologia analitica." Il racconto parte dalle annunciazioni di Ambrogio Lorenzetti, percorre il Quattrocento fiorentino a partire da Masaccio, estende lo sguardo sulla pittura delle città italiane e si inoltra nel Rinascimento maturo fino alla specificità del linguaggio dei veneziani. L'opera offre così una vera e propria storia della prospettiva nel Rinascimento italiano.
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Il Teatr Laboratorium
Materiali 1959-1969
di Grotowski Jerzy
editore: La Casa Usher
pagine: 200
La vicenda artistica di Grotowski è una delle più significative del teatro contemporaneo
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Diario dal Teatro delle Fonti
di Molinari Renata M.
editore: La Casa Usher
pagine: 96
Il diario che Renata M
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