La scuola di Pitagora
Libertà di ricerca e organizzazione della cultura
di Nicola Capone
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 120
Il primo passo da fare quando si parla di libertà di ricerca e di organizzazione della cultura è di inquadrare i termini della questione nel contesto storico-culturale che le è proprio. È la condizione preliminare per avere l'alfabeto necessario a interpretare le forme e i linguaggi attraverso cui i poteri costituiti hanno esercitato ed esercitano la loro forza di coercizione sulle istituzioni culturali. In questo saggio Nicola Capone soddisfa tali condizioni. L'autore dimostra che "come la fine delle Università medioevali fu segnata dal prevalere del dogmatismo", allo stesso modo la fine dell'Università moderna è stata segnata dalla perdita dell'indipendenza della ricerca unitamente alla crescente specializzazione in nome dei "valori" del mercato. Come ha reagito il mondo della cultura e della scienza dinanzi a questa perdita di autonomia? Tranne rare eccezioni, coraggiosi tentativi solitari, la "cultura ufficiale" ha accettato tutto ciò come una sorta di destino ineluttabile.
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Presupporre e interpretare. Heidegger, il problema dei presupposti e la storicità del sapere scientifico
di Crupi Vincenzo
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 240
Le possibili implicazioni relativistiche e irrazionalistiche di una teoria heideggeriana dei presupposti - così come con rigor
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Giovanni Palatucci un giusto e un martire cristiano
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 800
"Nel mare magnum della Shoàh - espressione radicale e immedicabile, lato sinistro e notturno del 'secolo degli orrori', con la sua indiscernibilità e misteriosità imperscrutabili - il giovane questore reggente di Fiume ancora italiana, dottor Giovanni Palatucci, dopo aver sistematicamente e ininterrottamente soccorso perseguitati di ogni genere, in primis ebrei, per almeno sette anni, dalla promulgazione delle nefande leggi razziali del 1938 fino al suo arresto il 13 settembre 1944, sottraendone almeno 5000 ai rastrellamenti dei nazisti, com'è comprovato da testimonianze univoche e incontrovertibili, il 10 febbraio 1945 veniva falcidiato nel lager di Dachau, ove era stato ristretto circa tre mesi prima, da un'infezione di tifo petecchiale, o direttamente ucciso con una iniezione letale, come testimonia Giuseppe Gregorio Gregori, compagno di baracca di Giovanni nei suoi ultimi cento giorni di vita".
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Nascita e ri-nascita in filosofia
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 152
Al tema della nascita" in filosofia, al problema del cominciamento in senso ontologico, conoscitivo ed etico, è dedicato quest
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Il pensiero politico nella Repubblica di Weimar. Carl Schmitt, Hermann Heller, Gerhard Leibhloz
di Gargano Antonio
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 198
Dopo la disfatta della Germania nella prima guerra mondiale, la città di Weimar venne scelta come sede dell'assemblea costitue
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Ricordando Cioran
di Mario Andrea Rigoni
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 36
Pressoché sconosciuto in Italia fino agli anni Ottanta, lo scrittore e pensatore franco-rumeno E
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Ricordi di Friedrich Nietzsche
di Deussen Paul
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 156
Forse nessuno di coloro che hanno scritto su Nietzsche ha partecipato per così lungo tempo e così da vicino alle vicende della
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La responsabilità penale del medico
di De Simone Palatucci Maria
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 240
Il testo di Maria De Simone Palatucci, La responsabilità penale del medico" ripercorre con rigore e passione le alterne vicend
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La tavola di Cebete. Testo greco a fronte
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 156
Opera di un anonimo autore eclettico vissuto tra il I e il II secolo d. C., scritta in una lingua così semplice da guadagnarle il titolo di "classico" nell'insegnamento del greco dal Rinascimento fino a tutto l'Ottocento, la Tavola di Cebete segue gli itinerari dell'uomo virtuoso nella vita, dacché nasce fino al conseguimento della felicità, mostrando da un lato le fatiche di un'esistenza spesa alla ricerca della sapienza e della virtù, dall'altro i fallimenti e le disillusioni di coloro che si lasciano ammaliare dalla fortuna e dai vizi. Il nome di Cebete rimanda alla veneranda tradizione pitagorica, cui la Tavola non appartiene per contenuti, giacché la sua dottrina si inserisce pienamente nell'ambito della morale ellenistica, variamente influenzata dal platonismo, dal cinismo e dallo stoicismo. Tanto ammirata da umanisti del calibro del Giraldi e del Gronovio, e ricordata da Vico, Campanella e Leopardi, la Tavola di Cebete è caduta nell'oblio da quando l'interesse per la sua dottrina morale non ha più stimolato letterati e filosofi, insegnanti e studenti.
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Rimedi all'una e all'altra fortuna. Testo latino a fronte
di Francesco Petrarca
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 340
Si propone qui per la prima volta in Italia un'ampia antologia dell'opera di Pertrarca che ha avuto grandissima fortuna europea, almeno sino a metà '600, il "De remediis utriusque fortune", nella convinzione che essa conservi il suo fascino e illustri bene modi e contenuti di quella 'translatio' del sapere antico entro la cultura dell'Occidente nella quale Petrarca impegnò, si può dire, tutta la sua vita. Sinteticamente, potremmo azzardare che la formula del De remediis stia nel combinare l'etica pagana con la psicologia cristiana, correndo lungo il crinale che divide/unisce la saggezza e la fede.
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