La scuola di Pitagora
Il pensiero politico nella Repubblica di Weimar. Carl Schmitt, Hermann Heller, Gerhard Leibhloz
di Gargano Antonio
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 198
Dopo la disfatta della Germania nella prima guerra mondiale, la città di Weimar venne scelta come sede dell'assemblea costitue
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Introduzione alla «Fenomenologia dello Spirito» di Hegel
di Valentini Francesco
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 252
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Nomos e guerra. Glosse al «Nomos della terra» di Carl Schmitt
di Castrucci Emanuele
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 180
Un classico tema della dottrina giuridica internazionalistica, quello delle forme di limitazione dell'esercizio della guerra,
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Bridgescape. Opere e progetti 1999-2010. Ediz. italiana e inglese
di Siviero Enzo
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 282
I ponti emanano un particolare fascino come elementi ordinatori del paesaggio
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Napoli e i suoi dintorni
di Volkmann Johann J.
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 440
La guida che usò Goethe nel suo viaggio in Italia
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La filosofia moderna nel pensiero di Hegel
di Calabrò Gaetano
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 120
Parlare oggi di Hegel e della sua riflessione sulla filosofia moderna significa presentarsi non come fautori o sostenitori di
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Storia del Rinascimento cristiano in Italia
di Vladimir N. Zabughin
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 430
"La Storia del Rinascimento cristiano in Italia" di Vladimir N. Zabughin è un libro che il letterato russo dedicò alla cultura del paese che seppe ospitarlo come professore di Filologia umanistica a Roma, dopo la tragedia della Rivoluzione del 1917. Studioso d'inquieta spiritualità, Zabughin vi rilegge la storia letteraria e filosofica dall'età di Dante a quella di Tasso, per scrutarne l'intersezione fra cultura laica e religiosa dall'aurora rinascimentale all'età barocca. Nel saggio emerge una rigorosa storia di pensiero etico e metafisico ricostruito tra autori maggiori e minori, taluni ancor oggi poco frequentati da critica e lettori (Maffeo Vegio, Gregorio Correr, Enea Silvio Piccolomini, il Pontano e il Sannazaro latini, Giacomo Bona Girolamo Vida...). Le fini correlazioni tra testi, musica e arti figurative coeve, rendono l'affresco di Zabughin opera degna della storiografia tedesca di modello hegeliano (Geistesgeschichte). Ma soprattutto isolano il singolare libro - apparso incompiuto e postumo nel 1924 - sia dal contesto della scuola storica allora imperante in Italia, sia dalle visioni estetizzanti e pagane del Rinascimento debitrici di Jacob Burckhardt e Georg Voigt.
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Alle fonti del Clitunno
di Wilamowitz Moellendorff Ulrich von
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 44
Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff (1848-1931), il più autorevole antichista tedesco dell'età guglielmina, apprezzava molto la
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Hegel e la libertà dei moderni
di Losurdo Domenico
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 720
Hegel legittima le rivoluzioni che hanno segnato la nascita del mondo moderno e rende omaggio alla rivoluzione francese quale
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I cembali del mondo
di Des Periers Bonaventure
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 120
Il Cymbalum mundi, breve operetta del 1537, anonima ma da sempre attribuita a Bonaventure Des Périers (autore francese contemp
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Pauperismo e Stato. Il real albergo dei poveri. Vita dell'opera (Napoli, 1751-1951)
di Maurizio Montone
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 340
Ripercorrere i momenti fondamentali della vita del real albergo dei poveri di Napoli attraverso la storia del suo cantiere, ricordare gli aspetti che hanno portato al declino dell'istituzione e alla parcellizzazione dell'opera, può essere utile per delineare la crisi che ne ha fatto perdere l'identità. La frammentazione dell'organismo architettonico è avvenuta con evidenza dalla seconda metà del secolo XIX a causa della mancanza di spazi urbani ove collocare le nuove funzioni necessarie alla vita della città (caserme, carceri, ospizi, ospedali, industrie, scuole e tante altre ancora). Si aprono così delle lacerazioni nella continuità dello spazio progettato da Ferdinando Fuga, lottizzato e concesso in affitto a privati, per immettervi destinazioni d'uso ad esso spesso incompatibili. Il terremoto del 23 novembre 1980 ha posto l'esigenza di rimediare a una questione rimasta tuttora irrisolta: il recupero del valore ideologico dell'iniziativa e l'eliminazione delle barriere storiche per consentirne la fruizione che, per ovvi motivi, può essere possibile solo ridando al monumento il suo carattere autorappresentativo espresso dall'unitarietà dell'involucro col suo contenuto.
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