La scuola di Pitagora
Il tramonto dell'antichità
di Ulrich von Wilamowitz Moellendorff
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 43
Agli anni immediatamente successivi alla Grande guerra risalgono le riflessioni di Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff sulle ca
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Anima e corpo dei luoghi. Incontri con James Hillman
di Carlo Truppi
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 305
Dopo "L'anima dei luoghi", c'è stato "II corpo nello spazio"
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Che cosa sono le scienze umane e a quale scopo si studiano
di Vittorio Hösle
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 80
"La tensione tra l'enorme crescita del sapere delle scienze umane dal XIX secolo ad oggi e la difficoltà di fondare questo nuo
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Ricordi letterari
di Leon Daudet
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 113
Poco si conosce in Italia della sconfinata opera di Léon Daudet (1867-1942), comprensibilmente ostacolata per il suo spirito m
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Per Cioran
di Mario Andrea Rigoni
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 44
È noto che la diffusione della conoscenza di Cioran in Italia è dovuta all'iniziativa di Mario Andrea Rigoni, che nel 1980 (eg
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Dialogo su Dio
di Giulio Cesare Vanini
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 49
Il 9 febbraio 1619, quando aveva da poco compiuto 34 anni, Giulio Cesare Vanini fu bruciato a Tolosa per «ateismo, bestemmia,
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Elogio dell'America
di Mario Andrea Rigoni
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 154
"L'America, questo strano impasto di Bibbia e illuminismo"
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Un moderno simposio
di Goldsworthy Lowes Dickinson
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 158
"A modern symposium" è un dialogo ispirato alla tradizione platonica nel quale Goldsworthy Lowes Dickinson immagina che nei pr
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John Rawls nel dibattito filosofico contemporaneo
di Angela M. Recupero
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 93
John Rawls ha innescato uno dei dibattiti filosofici più accesi dell'età contemporanea, rivendicando la necessità del dovere delle istituzioni di elargire delle risorse, di là dal merito o dal talento, ai soggetti svantaggiati. Certamente con la sua teoria egli ha colmato quel vuoto dovuto all'inaridimento del concetto di distribuzione, basato sul mero calcolo aritmetico. Il concetto di eguaglianza ha conosciuto così un'inedita rivisitazione che si interroga ampiamente sui doveri delle istituzioni al fine di garantire, e di non violare, i diritti umani. La teoria del filosofo americano, tanto fortunata nella divulgazione, evolve tuttavia da una fase più propriamente caratterizzata dalla visione socialdemocratica ad una più matura, meno apprezzata, nella quale l'autore approda ad una parziale revisione di essa, convergendo verso una visione più schiettamente liberale.
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Pace e guerra giusta nella riflessione di Erasmo da Rotterdam
di Gagliano Giuseppe
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 96
Un'Europa divisa da lotte e guerre interne, lontana dalla pace e dalla fratellanza tra i popoli, è il contesto storico che isp
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Orazio lirico. Con antologia delle Odi
di Enrico Flores
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 228
La lirica oraziana si ispira alla lirica greca arcaica di Saffo, Alceo, Anacreonte ed altri poeti melici. Orazio ammette sicuramente l'influsso dei poeti eolici sulla propria ispirazione, ed essi sono il suo riferimento costante nei primi tre libri delle Odi. La lirica monodica greca (ad una sola voce) era per definizione accompagnata dalla musica degli strumenti a corda e, con tutta probabilità, lo era anche molta poesia oraziana. In verità il rapporto della lirica di Orazio con la musica è ancora oggi oggetto di discussione tra i critici, italiani e tedeschi soprattutto, molti dei quali non tengono nella giusta considerazione talune dichiarazioni del poeta che, in modo piuttosto esplicito, alludono alla "musicalità" delle sue composizioni.
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De optimo genere degende vite. Testo latino a fronte
di Girolamo Aliotti
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 448
Girolamo Aliotti, figura rappresentativa delle inquietudini che, all'alba del mondo moderno, attraversarono il monachesimo tradizionale, volle intervenire, col dialogo De optimo genere degende vite, nel dibattito sul miglior genere di vita che, tra '300 e '500, costituì uno dei più rilevanti nodi problematici attorno a cui gli umanisti si diedero convegno. Il messaggio che l'autore aretino consegna alle pagine del suo dialogo è un invito al buon senso e alla misura: egli propugna, infatti, da un lato, l'astratta superiorità della vita del chiostro, ma lascia intendere, dall'altro, che essa non costituisce la via privilegiata per la salvezza e esorta gli uomini a non far torto alla propria natura e a seguire le proprie reali inclinazioni, condicio sine qua non, questa, di un'esistenza vissuta con consapevolezza e genuinità, al riparo dalla perniciosa colpa dell'ipocrita simulazione.
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