La scuola di Pitagora
Memorie di famiglia
di M. Letizia Corsaro
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 290
Caterina, Anna, Concettina raccontano non solo storie dell'infanzia ed adolescenza di un uomo molto amato, Luigi, ma anche l'intreccio della storia della loro famiglia con le vicende della nascente Italia. Una grande famiglia: uomini e donne che della coerenza coi propri profondi valori, della passione civile e politica, del sogno creativo che plasma la realtà, del dono generoso dei propri talenti ed energie hanno fatto l'essenza della propria vita. Voci di donne, echi di un passato tanto lontano quanto vivo nel cuore e nel ricordo di chi quelle memorie ha ascoltato sin dall'infanzia ed amato per tutta la vita.
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La lunga guerra per l'ambiente
di Elena Croce
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 254
"Se non si tenta di salvare tutto ciò che è stato fatto a misura d'uomo, tutto ciò che ha un valore per l'ambiente, non si salva nulla". Ogni cosa che testimoni la relazione tra civiltà e natura - dal paesaggio ai centri storici, dagli spazi verdi all'architettura minore - è degna d'essere salvata da quella "dittatoriale economia di sviluppo" che già dal secondo dopoguerra si andava profilando in Italia. È questo sentimento epico a muovere per un'intera vita Elena Croce nella "sua" lunga guerra per l'ambiente. Una lunga guerra che in queste pagine l'autrice narra con maestria, restituendoci una storia di impegno e passione civile di cui oggi, più che mai, s'avverte il bisogno. Introduzione di Salvatore Settis.
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La virtù dell'altruismo
di Di Iasio Domenico
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 164
Con il liberismo si è diffusa l'idea che l'agire economico motivato dall'egoismo sia socialmente benefico
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Tradire la propria lingua. Intervista con Philippe D. Dracodaïdis
di Emil M. Cioran
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 36
"Come si può essere pazzi o poeti nella lingua di Cartesio?", si chiedeva Cioran nel 1956. Quasi trent'anni dopo, intervistato all'Istituto Francese di Atene, egli racconta come il passaggio dalla sregolatezza del romeno alla nitida geometria del francese, sia stato per lui salutare sul piano dello stile, senza tuttavia intaccare la profondità e la sostanza del proprio pensiero. Il dialogo con questo "Giobbe temperato alla scuola dei moralisti" tocca una gamma assai varia di temi: dal riso all'odio di sé, da Caadaev a Weininger, dal culto di Pascal alla fascinazione per il taoismo, offrendoci una preziosa testimonianza, di carattere biografico e meditativo, di una delle figure più affascinanti e controverse del Novecento europeo.
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Vivere contro l'evidenza. Intervista con Christian Bussy
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 40
Vedere le cose così come sono, nella loro intrinseca vacuità, rende la vita quasi intollerabile, osserva Cioran. Eppure, è proprio quando l'evidenza sembra cospirare contro la vita che la vita, sfuggendo alla mera necessità biologica, assurge a fenomeno straordinario, esercitando tutto il suo irresistibile fascino. Il semplice respirare diventa allora un atto eroico, ed ogni istante si trasforma in un miracolo. Nel 1973, infrangendo la sua naturale ritrosia, Cioran si concede per la prima volta alle telecamere. E così, rievocando la vita incerta da eterno studente nel Quartiere Latino, Cioran parla della scrittura come frutto della "miseria interiore", del sentimento dell'Irreparabile in Pascal e Baudelaire, degli eroi nichilistici di Dostoevskij, della passione intramontabile per Bach, dell'importanza dell'amicizia, del problema del male, del suicidio come idea salutare, suggerendo, infine, come si possa sopportare la vita nonostante l'evidenza che sarebbe stato meglio non essere nati.
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La grande dittatura nell'era dell'economicismo totalitario
di Polichetti Antonio
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 172
Una tempesta perfetta si sta abbattendo sulle principali democrazie occidentali, le cui società si trovano in balia di crisi e
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La costituzione violata
di Ferrara Gianni
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 44
Gianni Ferrara, costituzionalista dagli anni del Dopoguerra, ripercorre i caratteri salienti delle Costituzioni moderne, mostr
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Il materialismo romantico di Leopardi
di Mario Andrea Rigoni
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 102
La critica intelligente o almeno onesta dovrebbe preoccuparsi di restituire fedelmente l'immagine di un autore o di un'opera a
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Il paesaggio come bene comune
di Salvatore Settis
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 24
Riconoscere la priorità del bene comune vuol dire subordinare ad esso ogni interesse del singolo, quando col bene comune sia in contrasto. Su questa visione si imperniò il grande (e ancora irrealizzato) progetto della Costituzione del 1948 per un'Italia giusta, libera e democratica. Quel progetto si esprime al meglio nell'art. 9 della Costituzione, secondo cui "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". Il paesaggio è lo specchio più fedele della società che lo produce, che se ne alimenta, che può trarne forza, ma può anche distruggerlo, annientando sé stessa in uno spasimo suicida. Perciò il paesaggio è un banco di prova.
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Libertà di ricerca e organizzazione della cultura
di Nicola Capone
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 120
Il primo passo da fare quando si parla di libertà di ricerca e di organizzazione della cultura è di inquadrare i termini della questione nel contesto storico-culturale che le è proprio. È la condizione preliminare per avere l'alfabeto necessario a interpretare le forme e i linguaggi attraverso cui i poteri costituiti hanno esercitato ed esercitano la loro forza di coercizione sulle istituzioni culturali. In questo saggio Nicola Capone soddisfa tali condizioni. L'autore dimostra che "come la fine delle Università medioevali fu segnata dal prevalere del dogmatismo", allo stesso modo la fine dell'Università moderna è stata segnata dalla perdita dell'indipendenza della ricerca unitamente alla crescente specializzazione in nome dei "valori" del mercato. Come ha reagito il mondo della cultura e della scienza dinanzi a questa perdita di autonomia? Tranne rare eccezioni, coraggiosi tentativi solitari, la "cultura ufficiale" ha accettato tutto ciò come una sorta di destino ineluttabile.
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Presupporre e interpretare. Heidegger, il problema dei presupposti e la storicità del sapere scientifico
di Crupi Vincenzo
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 240
Le possibili implicazioni relativistiche e irrazionalistiche di una teoria heideggeriana dei presupposti - così come con rigor
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