Mattioli 1885
Giuseppe Verdi. I luoghi della vita e della musica
di Riccardo Baudinelli
editore: Mattioli 1885
pagine: 158
Nel bicentenario della nascita del "cigno di Busseto", questa guida "turistico-musicale", ricca di fotografie, illustrazioni e immagini d'epoca, rende omaggio alla figura del grande compositore, autore della "colonna sonora" del Risorgimento, accompagnando il lettore/turista alla scoperta dei luoghi legati alla sua vita e alla sua musica, attraverso una serie di itinerari con tanto di mappe, storie, personaggi e descrizioni, ricchi di aneddoti e curiosità. Un viaggio che da Roncole Verdi a Milano, passando per Busseto, Sant'Agata e il territorio piacentino, ci conduce sino a Parma, Genova, Venezia, Firenze, Napoli e oltre, alla ricerca di teatri, case, palazzi, musei, conservatori, chiese, hotel, monumenti, locali storici, archivi e biblioteche, sparsi sul territorio nazionale, che custodiscono cimeli e testimonianze della vita e delle opere del Maestro.
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Il ritratto di Dorian Gray
di Oscar Wilde
editore: Mattioli 1885
pagine: 260
Uscito originariamente nel luglio del 1890 sul Lippincott's Monthly Magazine e seguito da una prefazione dello stesso autore s
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La Grande Guerra delle donne. Rose nella terra di nessuno
di Alessandro Gualtieri
editore: Mattioli 1885
pagine: 159
Un mondo in guerra al femminile, donne coinvolte e scagliate nel conflitto sociale generatosi lontano dalle trincee vere e proprie, ma pur sempre in prima linea, in quel grande campo di battaglia e dolore che fu il "fronte interno". Una ricerca che parte dalla mortificante considerazione ottocentesca della donna, valutata come schiava, fattrice, oggetto di piacere a pagamento, alla stregua di un bene di consumo deperibile e sacrificabile, ininfluente ai mutamenti socio-politici di nazioni pur ormai evolute dell'Europa post-risorgimentale. Alla rivalutazione della donna contribuì notevolmente la Grande Guerra, conflitto mondiale che per la sua globalità coinvolse i continenti e le relative popolazioni, nel senso più esteso del termine. Come una sassata, la Grande Guerra incrinò i modelli di comportamento e le relazioni tra generi e classi di età, nonché tra le varie classi sociali, mettendo in discussione gerarchie, distinzioni e autorità ritenute immutabili: un effetto che - contenuto per il momento dalla legislazione repressiva sarebbe emerso più ampiamente nel dopoguerra, contribuendo a conferire alle lotte sociali, comprese quelle per i diritti delle donne, quell'impronta di stravolgimento radicale dell'ordine esistente che avrebbe cambiato il mondo per sempre.
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L'hotel azzurro
di Stephen Crane
editore: Mattioli 1885
pagine: 70
Pubblicato per la prima volta nel 1898 in una raccolta di racconti intitolata "The Monster and Other Stories", questo "The Blue Hotel" è forse il più celebre di tutti i racconti di Crane. Ambientato nel Nebraska rurale e sconfinato, in uno sperduto hotel dalla facciata dipinta d'azzurro, è la storia di un uomo misterioso che finisce per mettersi nei guai. Affiorano qui i diversi e complessi temi sviluppati nei romanzi e in definitiva in tutta l'opera dell'autore: paura, emarginazione e intolleranza, miseria e isolamento, povertà e gioco d'azzardo, codardia e spavalderia eccessiva, fino ad un tragico epilogo. In appendice un testo di Joseph Conrad.
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L'uomo che corruppe Hadleyburg
di Mark Twain
editore: Mattioli 1885
pagine: 101
Nel 1898 Mark Twain si trovava in Europa alle prese con un tour di letture che avrebbe dovuto aiutarlo a risollevarsi dai debiti e da un momento particolarmente difficile, in uno stato d'umore sempre più tendente al pessimismo. Così, in una stanza del Metropol Hotel di Vienna, nacque quasi di getto questo lungo racconto, dove la città di Hadleyburg non è altro che un microcosmo attraverso il quale Twain dipinge l'America e il suo lato oscuro, trovando, come sempre gli è riuscito, il lato comico, e al tempo stesso agghiacciante, dell'innocenza e dell'onestà sbandierate da un'ideale comunità dove ogni cosa è "onesta, ristretta, ipocrita, avara" e dove la promessa di un lascito di 40.000 dollari da parte di uno sconosciuto è in grado di mandare in crisi tutto un sistema di valori.
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Il delitto di lord Arthur Savile
di Oscar Wilde
editore: Mattioli 1885
pagine: 78
Un chiromante predice a Lord Arthur che è destinato a commettere un omicidio
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Il decennio perduto
di Francis Scott Fitzgerald
editore: Mattioli 1885
pagine: 92
Alla fine del 1930 la vita di Fitzgerald entrò in un vicolo cieco. E in questi anni che si trasferisce a Holliwood in cerca di fortuna, ma fallisce come sceneggiatore ed è sempre più vittima dell'alcolismo. L'alcool e il bisogno di soldi aleggiano qui come veri e propri fantasmi, ravvivati dalla fiamma di un'ispirazione quasi folgorante, disperata e finale. Sono racconti nuovi, più tesi, più vissuti, che si allontanano dalla brillantezza degli esordi per parlare della tragedia, della sconfìtta, del buio e della fine che ci sono oltre al margine sul quale si era spinto l'autore. In questo volume sono riuniti "Pazza domenica", "Finanziando Finnegam", "Un caso di alcolismo", e su tutti il racconto "Il decennio perduto", scritto nell'estate del 1939, pochi mesi prima della morte.
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America America
di Elia Kazan
editore: Mattioli 1885
pagine: 119
Per Stavros, giovane protagonista di questo romanzo costruito come una sceneggiatura, l'America è la terra del sogno, della libertà, delle possibilità. Schiacciato dalla persecuzione in Turchia, sogna un luogo in cui vivere felici, anche se il prezzo da pagare è un percorso impervio fatto di paure, povertà e umiliazione. Attuale oggi come allora, il sogno di un mondo libero al di là del mare è pieno di insidie ma privo di alternative. Stavros, che in America si farà chiamare John, proverà così a costruire una nuova vita.
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Buffalo Bill in Italia. L'epopea del Wild West Show
di Mario Bussoni
editore: Mattioli 1885
pagine: 125
Buffalo Bill - pseudonimo di William Frederick Cody - è senza dubbio uno fra i più poliedrici e controversi personaggi dell'epopea del West americano: cacciatore di bisonti, scout dell'esercito, corriere del Pony Express, guida turistica di nobili europei giunti in America in cerca di avventure, eroe delle guerre indiane insignito della Medaglia d'Onore del Congresso americano, uccisore di indiani prima e amico fraterno di molti di loro più tardi, attore, impresario teatrale e cinematografico... La lista delle sue imprese è lunga e potrebbe continuare, ma il suo capolavoro resta l'intuizione di dare vita nel 1883 al Wild West Show, uno spettacolo circense concepito come una vera e propria "macchina da guerra", con l'obbiettivo di portare in scena la storia del West americano. Il Buffalo Bill's Wild West Show tu un successo in patria e all'estero per più di vent'anni: in Italia compì due tournée, una nel 1890 e una nel 1906, lasciando un ricordo indelebile nel nostri connazionali di allora. Fra trionfi e fiaschi, applausi e critiche, sfide lanciate e raccolte, vittorie e sconfitte, queste pagine raccontano l'epopea di uno dei più eccezionali spettacoli circensi della storia, e del suo fondatore: Buffalo Bill, l'Eroe del West.
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Il romanzo perduto
di Sherwood Anderson
editore: Mattioli 1885
pagine: 73
Cinque scritti a sfondo autobiografico sullo sforzo che richiede l'arte della scrittura, come ogni tipo di arte creativa. Scrivere è un lavoro a tempo pieno, fatto di tenacia, paure, bellezza, angoscia, che spinge gli affetti in secondo piano. Così nascono opere capaci di durare nel tempo. Questo volume propone: Il romanzo perduto (tratto da Death in the Woods e inedito in Italia), Noi ragazzini delle arti (tratto da Memoirs, 1940), Se qualcosa ci importa (uscito su rivista nel 1936), Conversare con gli scrittori (un estratto da Smythe County News in Hello Towns! del 1927), Appunti sul realismo (estratto da A writer's conception of realism, uscito in poche copie nel 1939).
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Giocattoli di latta. Aeroplani, treni, automobili, robot
editore: Mattioli 1885
pagine: 112
Da sei collezioni private ecco le immagini a colori di tanti più giocattoli del tempo passato. Vere e proprie opere d'arte, questi aeroplani, questi trenini, queste macchina da corsa mosse da meccanismi a molla, sono il frutto di una maestria ancora artigianale e già industriale, e restano testimoni di un'epoca lontana. Ogni pezzo ha una sua storia da raccontare. Raccolti negli anni con passione e competenza, questi cimeli sono oggetto di ricerca da parte dei collezionisti di tutto il mondo.
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1810-2010: duecento anni di liberalismo. La questione liberale e la «Civiltà cattolica» liberalismo cattolico e cattolicesimo liberale
di Ercole Camurani
editore: Mattioli 1885
pagine: 335
Quando l'aggettivo "liberale" diventò predicato politico? Il 10 novembre 1810 alle Cortes di Cadice sull'Isola di Leon, in occasione del dibattito sulla libertà di stampa, Don Eugenio Tapia scrisse un sonetto in cui le rime "liberal e ser-vil" si alternavano per "tassare di grettezza e servilità le opinioni di coloro che peroravano in favore dei vecchi sconci" ed altrettanto si fece nella discussione seguente sulla libertà dei commerci dei grani con le Americhe. "Come dalle controversie sull'amministrativo - scrisse Luigi Carlo Farini - le Cortes passarono a discutere sulle pubbliche libertà, furono visti prendere il partito contrario ai larghi ordini gli stessi uomini che avevano difeso gli sconci economici. Per tal modo l'aggettivo di liberale, usato prima nel suo significato di generosità, diventò predicato politico opposto a quello di servile, dato ai propugnatori delle opinioni retrive; e per tal modo, ad esempio della Spagna, incominciarono a domandarsi liberali in Francia ed in Italia i fautori degli ordinamenti liberi". In pochi anni il termine dilagò in tutto il mondo, dovendo la fortuna dell'uso politico del predicato liberale in gran parte ai suoi oppositori. La pubblicistica cattolico-clericale, soprattutto gesuitica, utilizza largamente da subito il dispergiativo liberalesco, alternandolo con il recupero dello storico libertino, e più tardi, da parte della sinistra radicale e socialista.
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