fbevnts Tutti i libri editi da Medusa Edizioni - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 22
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Medusa Edizioni

L'etica ricostruttiva

di Jean-Marc Ferry

editore: Medusa Edizioni

pagine: 118

Rintracciare una ragione non-violenta che serva da fondamento alla convivenza sociale è oggi più che mai urgente. Nella società multiculturale, attraversata da uno strisciante scontro di civiltà, è sufficiente l'argomentazione per raggiungere un'intesa pubblica sulle norme comuni, oppure un modello come l'"etica del discorso" di Habermas risulta insufficiente? Occorre allora lasciare spazio alle varie narrazioni identitarie, alle tante filosofie comunitariste che fondano la convivenza su tradizioni in costante lotta tra loro? Oltre questa polarità tra argomentazione e narrazione Jean-Marc Ferry, propone un modello di etica pubblica fondato sulla nozione di "ricostruzione" e su una riformulazione della teoria del riconoscimento.
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15,00

Storia degli oracoli

di Bernard Le Bovier de Fontenelle

editore: Medusa Edizioni

pagine: 160

In questo breve saggio, sotto la penna arguta di Fontenelle un soggetto erudito come quello concernente il silenzio degli oracoli dopo l'avvento del Cristianesimo diventa l'occasione per scrivere un'apologia del libero esame razionale contro le soperchierie della superstizione: prendendo spunto da un dotto trattato latino, grazie a un costante, lieve e garbato (e prudente) uso delle armi dell'ironia e dell'allusione, Fontenelle lo trasforma in un brillante libello, pieno di esempi curiosi e stravaganti, contro l'autorità della tradizione, contro lo sfruttamento spregiudicato della credulità popolare, contro gli errori cui lo spirito umano sembra non saper resistere.
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16,00

La luce migliore. Poeti americani in Italia

editore: Medusa Edizioni

pagine: 273

"La luce migliore" è un'antologia di testi di poeti americani contemporanei dedicati all'Italia. È sorprendente quanti poeti americani delle ultime generazioni amano l'Italia, sognano l'Italia, viaggiano e soggiornano in Italia. La letteratura italiana e quella americana sono largamente indipendenti l'una dall'altra, ma il ponte che li unisce è costituito in gran parte dalla poesia. Forse perché l'educazione del poeta americano spesso comprende un profondo amore per il poliglottismo e per la traduzione, forse perché l'ombra di Dante si stende ancora sulla poesia americana, o forse perché l'Italia è un viaggio, per l'americano di oggi, all'interno di un Occidente che contiene ancora le sue differenze.
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19,50

La parte muta. Incompiuto e frammento allo specchio dell'arte

di Massimo Pulini

editore: Medusa Edizioni

pagine: 94

Dopo "Il secondo sguardo", dedicato al tema della copia e del doppio, e "La mano nascosta", che indagava l'assenza di firma nell'arte dei secoli precedenti la modernità, Massimo Pulini chiude la sua "Trilogia dell'assenza" con un libro che scruta uno dei grandi temi aperti della nostra epoca: il non finito. Perché subiamo il fascino dell'incompiutezza? E sempre stato così, oppure è un frutto dell'attrazione romantica per il frammento antico? In una forma, ormai tipica della scrittura di Pulini, dove la materia artistica si scioglie nel crogiolo della scrittura narrativa e creativa, i vari capitoli di questo libro mettono a confronto il non finito artistico con l'idea della rovina, con l'interruzione volontaria del processo creativo e le mutilazioni con cui un'opera giunge a noi. Partendo dalla suggestione di un sogno che si svolge dentro le cave di Carrara, nel quale tutte le statue prodotte dagli artisti sembrano ritornare e sommarsi dando vita alla montagna originaria, lo storico dell'arte cattura le voci misteriose di presenze che si sono materializzate nella scultura ma anche nella pittura. Un viaggio tra le reliquie di prodigiose memorie. Da Michelangelo a Reni, da Turner a Camille Claudel, fino all'escavazione del tronco di Giuseppe Penone, che fa rivivere l'antico modello concettuale della scultura come "levare" ricollegandosi e chiudendo idealmente il cerchio aperto da Michelangelo.
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18,00

L'icona, l'idolo e la guerra delle immagini. Questioni di teoria ed etica dell'immagine nel cristianesimo

di Graziano Lingua

editore: Medusa Edizioni

pagine: 244

Cosa nasconde la fortuna crescente di cui gode in Occidente l'icona ortodossa? È un fascino passeggero, una banale moda esotica, resa più forte dalla perdita di senso religioso nell'arte occidentale? O in questo interesse si nasconde una attrazione più profonda che tocca i fondamenti stessi del rapporto con l'"immagine di Dio"? È a partire da questa seconda ipotesi che l'autore, studioso di filosofia russa e docente di comunicazione visiva, interroga le fonti del pensiero sull'icona, dalla patristica fino alla filosofia russa del Novecento, per mostrare, contro l'ingenua esaltazione di certo spiritualismo contemporaneo, le feconde contraddizioni del pensiero iconologico e l'insanabile conflitto che lo attraversa. Conflitto con l'idolatria, che tenta ogni immagine di Dio, ma conflitto anche con l'immagine pura e semplice che imprigiona lo sguardo senza aprire all'ulteriorità divina di cui l'icona è custode. L'icona crea fronti contrapposti fino alla guerra e la venerazione delle immagini si accompagna costantemente al loro rifiuto fino alla loro distruzione. Dal divieto dell'Antico Testamento fino all'iconoclastia bizantina, la negazione dell'immagine diventa un sano antidoto agli eccessi di quella "civiltà dell'immagine" le cui conseguenze devastanti sono sotto gli occhi di tutti. Questo libro vuole essere un percorso tra arte, teologia e politica alla ricerca di quei fondamenti che possono consentire di vivere l'immagine senza idolatrie.
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25,00

La conoscenza dello spirito umano

di Vauvenargues

editore: Medusa Edizioni

pagine: 158

Per la raffinatezza, la concisione e la chiarezza del suo stile, Vauvenargues appartiene alla grande tradizione dei moralisti dell'età classica francese, da La Rochefoucauld a Chamfort; tuttavia la sua opera presenta tratti di grande originalità. In essa domina un'etica fondata sul sentimento, la quale contrasta vivamente con il razionalismo imperante del suo secolo: con il culto tipicamente settecentesco per lo spirito arguto, talvolta frivolo, e spesso tagliente fino al cinismo, Vauvenargues svolge un'analisi minuziosa e disincantata delle passioni umane, senza per questo arrivare a condannarne senza appello l'irrazionalità; egli anzi rivendica per esse la funzione di autentico motore delle azioni umane, e della loro grandezza e nobiltà; e nella virtù e nel desiderio di gloria riconosce i valori supremi cui ogni gentiluomo dovrebbe conformare il proprio comportamento. L'originalità del suo pensiero, e la morte prematura, hanno fatto ingiustamente di Vauvenargues una figura marginale nel panorama della filosofia settecentesca: egli però ebbe il tempo di essere ammirato da Voltaire, che all'epoca era già una delle figure di spicco della scena letteraria in Francia, e in Europa.
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18,00

Il libro della Sapienza

editore: Medusa Edizioni

pagine: 127

Tradizionalmente attribuito a Salomone, fu scritto in lingua greca da un ignoto autore giudeo-alessandrino fra il II e il I secolo a.C. Questo libro dell'Antico Testamento era diretto agli ebrei della diaspora egiziana per confermarli nella loro fede monoteistica: proprio per questo, accanto ai temi consueti della tradizione ebraico-biblica, l'autore ricorre anche ad argomenti della filosofia ellenistica di scuola platonica e stoica, interpretati tuttavia su un piano profetico e apocalittico. Questo testo sacro della tradizione giudaico-cristiana si segnala per la potenza dell'ispirazione e l'energia plastica del linguaggio, degni di un grande scrittore. Nella presente edizione, Davide Brullo, giovane poeta e antichista, pone l'accento proprio sulla resa stilistica del testo, snellito nella sintassi e potenziato sul piano delle scelte lessicali: una traduzione dai sapori epico-narrativi.
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14,00

Apologia degli ebrei

di Zalkind Hourwitz

editore: Medusa Edizioni

pagine: 80

Documento storico di particolare limpidezza e modernità, questo testo è una testimonianza di quanto la questione ebraica fosse un tema centrale nella cultura e nella politica europea all'alba della Rivoluzione Francese, all'alba cioè di tutto ciò che di "europeo" e di "moderno" riconosciamo al giorno d'oggi. Scritto nel fatidico 1789, come risposta a un'inchiesta accademica, questo testo affronta punto per punto tutti i pregiudizi che nonostante l'Illuminismo, e forse proprio a causa di questo, funestavano a quel tempo le opere e i giorni degli Ebrei di Francia e di altri Stati. Con tono asciutto, ma non privo di pathos e di indignazione, l'autore, un ebreo "illuminato" di origini aschkenazite, mira soprattutto a confutare la giudeofobia di matrice voltairiana, sorta in ambito colto, colpevole di aver trasformato gli ebrei nei capri espiatori della crisi dell'epoca. Ribadendo la necessità della tolleranza reciproca, al fine di vivere felici, anticipando in modo sorprendente quella che sarà la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, Hourwitz lancia una provocazione anche alla condizione attuale, che vede nell'intreccio di culture migranti una delle sue criticità più esposte.
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11,50

Potere o impotenza della soggettività? Il problema anima-corpo quale preambolo al «Principio responsabilità»

di Hans Jonas

editore: Medusa Edizioni

pagine: 141

Questo saggio, pubblicato nel 1976 da Jonas in lingua inglese, doveva essere il punto nodale del celebre "Il principio responsabilità", capace di fare da raccordo nella riflessione fra le ragioni della realtà naturale dell'uomo e quelle della sua interiorità e libertà. Punto di partenza, la condizione che Cartesio aveva delineato di un dualismo irrisolvibile fra corpo e anima, secondo Jonas ancora operante nelle concezioni etiche e scientifiche contemporanee. Sviluppando questo discorso, Jonas si rese conto che "Il principio responsabilità" avrebbe toccato soltanto marginalmente le questioni etiche del rapporto fra mente e corpo, che invece meritavano una trattazione più estesa e specifica. Decise, così, di far vivere questa parte in piena autonomia: la tesi di fondo è che la scienza moderna ha ridotto lo "spirito" (o l'anima) a una sorta di ornamento della realtà esteriore, una manifestazione superficiale del dualismo cartesiano che per Jonas non ha ragione di essere. Fra "spirituale" e "corporeo" vi è un'interazione che mantenendo la loro distinzione non li pone tuttavia in opposizione. E questo apre il campo alle successive riflessioni di Jonas sulla società biotecnologica.
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16,50

Elogio della negligenza e altri scritti morali

di M. Cornelio Frontone

editore: Medusa Edizioni

pagine: 115

Marco Cornelio Frontone è uno dei maggiori rappresentanti della cultura letteraria romana del II secolo d.C. Nel 138 Adriano gli affidò l'educazione retorica del diciassettenne e futuro imperatore Marco Aurelio, con il quale restò in amicizia per tutta la vita. Del vasto corpus di opere composte da Frontone è pervenuta una parte dell'epistolario: si tratta di un ritrovamento che risale soltanto agli inizi dell'Ottocento e venne salutato come un grande avvenimento, fra gli altri, da Giacomo Leopardi, che di Frontone fu sempre lettore ammirato. Sono lettere di particolare interesse sia per il loro valore documentario nella descrizione dell'ambiente imperiale, sia per l'importanza dei temi morali esposti con leggerezza, umanità e profondità. L'attuale edizione opera una scelta dei testi più noti e accattivanti di Frontone, come i due celebri elogi ("Elogio del fumo e della polvere"; "Elogio della negligenza"), le pagine patetiche e commoventi dedicate al nipotino morto a soli tre anni, i frammenti sopravvissuti delle "Vacanze ad Alsio" (dove il vecchio maestro si permette, con un curioso e divertente ribaltamento di ruoli, di rimproverare il giovane e augusto discepolo perché studia troppo, lavora troppo, e non si concede alcuno svago).
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13,00

Gatti come angeli. L'eros nella poesia femminile di lingua inglese. Testo inglese a fronte

editore: Medusa Edizioni

pagine: 232

È cambiata l'idea dell'amore nel pensiero delle donne di oggi? Certamente sì. Ed è cambiato il modo in cui la poesia delle donne parla apertamente di erotismo e desiderio, quasi autorizzando il lettore a farsi complice confidente della loro ricerca di gioia e di libertà. La posta in gioco non è scontata: alla sfida seduttiva, al caleidoscopio delle fantasie d'amore, al risveglio dei sensi, al simbolismo degli oggetti, ai corpi dell'uno o dell'altra, si contrappongono gli elementi dissonanti, le disarmonie, i fraintendimenti, a volte amari, a volte gustosamente comici. Troviamo le voci più affermate della poesia angloamericana contemporanea: Marge Piercy, Erica Jong, Sharon Olds, Maxine Kumin e Carol Ann Duffy; la più importante poetessa nativa americana, Joy Harjo; le afroamericane Lucille Clifton, Rita Dove, June Jordan; la canadese Anne Michaels; e accanto a loro le indiane Sujata Bhatt e Suniti Namjoshi, la chicana Ana Castillo, la palestinese Suheir Uammad, la neozelandese Fleur Adcock. La parola amorosa delle donne in un'antologia multiculturale dove le diverse identità sono tenute insieme in un "unico corpo". Diversissimi gli stili: onirico, ironico, sarcastico, ma anche colloquiale e attento alla quotidianità. Un'antologia unica nel suo genere.
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21,00

Case di carta. Un imbroglio all'italiana

di Riccardo De Benedetti

editore: Medusa Edizioni

pagine: 127

Comprare una casa: niente di più facile, basta avere i soldi. Quelli che servono, spesso tanti. Ma non è proprio così. Soprattutto se l'impresa costruttrice fallisce. Questo libro racconta l'odissea di molti italiani "traditi" dal sistema che lega imprese e banche nel mercato immobiliare, e come, dalla decisione di alcuni di porre fine a un gioco delle parti che era quantomeno scandaloso, sia potuta venire una trasformazione dell'ordinamento legislativo in materia con la Legge 210/2004, che ora garantisce i soldi dell'acquirente. Qui si racconta come si è arrivati all'approvazione di questa norma, dei suoi protagonisti e dei drammi provocati in centinaia di famiglie italiane incolpevoli. Dal 1942 in Italia la procedura fallimentare individua un capro espiatorio: l'acquirente. Il fallimento, infatti, non comporta alcun rischio per gli istituti di credito che hanno finanziato, spesso senza criteri, l'impresa. I soldi che l'acquirente ha versato prima di entrare in possesso della casa, invece, si perdono nel processo di dissoluzione dell'impresa. Spariscono nel nulla, inghiottiti in un vortice buio, nel quale si aggirano figure inquietanti eppure a noi tanto indispensabili: palazzinari, banche, notai, avvocati, dottori commercialisti, curatori fallimentari, advisor, società di recupero crediti, crediti fondiari.
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