Medusa Edizioni
L'harem e la famiglia
di Germaine Tillion
editore: Medusa Edizioni
pagine: 192
Donna coraggiosa, animata dalla passione del capire: attiva nella resistenza subirà l'arresto e la deportazione a Ravensbrück. Sopravvissuta ai lager, partecipa alle commissioni di inchiesta sui crimini dello stalinismo. Solo a metà degli anni Cinquanta Germaine Tillion potrà tornare alla sua prima passione, a quegli studi etnografici in cui aveva avuto tra i suoi maestri Marcel Mauss e Louis Massignon che l'avevano condotta fin dal 1934 fra i berberi dell'Aurès, nel nord dell'Algeria. Nel 1966 pubblicherà questo libro sulle questioni dell'harem e dei rapporti di parentela nelle culture arabe del nord Africa. Sorretto dal continuo confronto con le tesi di Lévi-Strauss, il libro mette in particolare luce la condizione della donna, tocca la questione del velo, che tanto scalda il dibattito in Occidente, esamina le componenti religiose di queste culture che si affacciano sul Mediterraneo e rivelano insospettati legami culturali con l'Europa.
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La peste della terra
di Benjamin Prado
editore: Medusa Edizioni
pagine: 304
La lunga dittatura franchista ha sepolto negli armadi molti scheletri imbarazzanti che premono per venire alla luce. E questo tormento della coscienza collettiva spagnola passa attraverso l'opera degli scrittori, come in questo romanzo. Mentre prepara una conferenza sulla scrittrice spagnola Carmen Laforet, il professore Juan Urbano riceve la visita della madre di un alunno che gli dona una copia dell'unico romanzo pubblicato dalla suocera Dolores Serma, autrice dimenticata e amica della Laforet. Colpito dal racconto, il professore inizia a indagare sui segreti che avvolgono la vita della narratrice. Si delinea lentamente la figura di una donna enigmatica, ufficialmente militante della Falange, membro dell'Auxilio Social, ma la cui identità si rivelerà invece affatto diversa. Dolores Serma ha lasciato uno strano romanzo, Ossido, nel quale denuncia un crimine terribile perpetrato dal regime su molte donne repubblicane prigioniere all'indomani della vittoria di Franco nella guerra civile. Dolores, e con lei Juan Urbano che si è messo sulle sue tracce, scopre che il regime ha rapito i figli di molte donne repubblicane per affidarli a famiglie che gli sono fedeli. Passo dopo passo, lo scrittore ci conduce nei recessi più oscuri di un'epoca drammatica e violenta, riaprendo la questione dell'asservimento di molti al potere, e fra questi anche gli intellettuali.
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L'uomo di Uz. Giobbe e la letteratura del Novecento
di Edoardo Castagna
editore: Medusa Edizioni
pagine: 129
Come ogni mito, anche quello di Giobbe è così ricco e profondo che un po' tutti vi posso attingere e trovarvi il paragone che mette alla prova le diverse idee di umanità. Questo saggio vuole indagare proprio la specificità e la molteplicità di spunti che l'uomo di Uz ha offreto alla letteratura del Novecento. Giobbe non ha ispirato solo intellettuali come Jung o come Girard, che ne fa l'emblema del capro espiatorio. Il rapporto del "secolo breve" con Giobbe è infatti assai articolato: con Camus, per esempio, egli guida il pensiero e la scrittura nel confronto fra il testo biblico e la categoria moderna dell'assurdo. Con Kafka, Roth e Beckett l'immagine di Giobbe scava nell'intima sofferenza dell'uomo moderno e mostra il vuoto esistenziale che estranea il singolo dal mondo e dalla vita. Per Philippe Nemo i Dialoghi di Giobbe sono una compiuta fenomenologia dell'angoscia, e per Sestov la sua figura contesta la resa a un ordine che gli uomini chiamano naturale. Archetipo, ma anche compagno di tante anime che hanno compreso come il "bene più prezioso" sia del tutto incompatibile con quella ragione che, dai greci in poi, è stata assunta come unico criterio della verità. Solo a rari uomini è concessa, sfiorati come Giobbe dall'angelo della morte, una "seconda vista", che vince il velo dell'ipoteca razionale sul mondo.
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I nuovi eremiti. La «fuga mundi» nell'Italia di oggi
di Isacco Turina
editore: Medusa Edizioni
pagine: 238
Questo libro propone la prima indagine sul campo dedicata all'eremitismo in Italia: trentacinque interviste con eremiti giovani e anziani, uomini e donne. L'autore è ricercatore di Sociologia presso l'Università di Bologna.
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Le origini del monachesimo
di Franz Overbeck
editore: Medusa Edizioni
pagine: 67
Franz Overbeck fu definito da Karl Barth un "teologo senza fede". Overbeck tentò di conciliare cristianesimo e cultura, trovando un compromesso con la storia. Per lui l'essenza del cristianesimo si trova nell'ascesi, nell'attesa escatologica di Cristo, e come tale consiste nella dimensione dell'eternità. Egli si spingerà nei suoi studi oltre i confini del cristianesimo primitivo, fino a quella che lui stesso chiamerà una "storia profana della Chiesa". Alla luce di tali premesse riveste una grande importanza questo testo, una conferenza che l'amico fraterno di Nietzsche tenne all'Università di Jena nel 1867. Overbeck traccia una storia del monachesimo alternando esposizione storica, aneddoti e riflessioni filosofiche.
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Arianna e l'angelo. Episteme e fantasia della contingenza
di Martino Doni
editore: Medusa Edizioni
pagine: 86
Da molti inteso come luogo iniziatico, il labirinto in questo libro è un pretesto. Il labirinto come gioco linguistico, come rete che trattiene le parole, i sogni, le ossessioni, i tentativi della cultura e della scienza - e i loro fallimenti: di questo parla "Arianna e l'angelo". Il tema dominante è l'incompletezza umana, intesa come chiave di lettura della costruzione del sapere e delle istituzioni. Questo "argomento" costituisce il duplice ingresso nel labirinto, duplice perché non si entra mai una volta per tutte nell'esperienza, la si ripete sempre, a un passo più in là da dove si era prima, ma sempre lontani da dove si vorrebbe essere.
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Pazzi di Artaud
di Sylvère Lotringer
editore: Medusa Edizioni
pagine: 222
Un libro sfrontato, rigoroso ma divertente. Poeta indefinibile, scrittore anarchico, viaggiatore irrequieto, Artaud (autore di scritti che, anche in Italia, hanno fatto scuola) venne recluso per nove anni, dal 1937 al 1946, in manicomio. Sottoposto a decine di elettroshock, usato come cavia, monitorato nei suoi comportamenti quasi fosse una bestia rara, e infine rilasciato su pressante richiesta di Picasso e Mirò, Artaud ci ha lasciato alcune tra le più sconcertanti e lucide invettive contro la medicina e la psichiatria moderne. Per contribuire a fare un po' di chiarezza su questa vicenda - vicenda spesso mitizzata, ma ancor più di frequente mal compresa - Sylvère Lotringer, professore alla Columbia University con la passione per le interviste e le ricerche sul campo, si rimette sulle tracce dello scrittore marsigliese, incontrando e intervistando, nel corso di un lavoro durato molti anni, gli psichiatri che si occuparono e, a modo loro, operarono sul "caso Artaud". Il risultato è sorprendente: dati, documenti, racconti farseschi e aneddoti inverosimili si fondono in una scrittura leggera e accattivante, ma al tempo stesso impietosa anche contro i numerosi adepti che, al pari degli psichiatri, vedevano in Artaud un caso esemplare da ammirare, curare forse, ma soprattutto da "venerare" e sfruttare: "Erano tutti matti", si legge nel finale, "questi fanatici di Artaud".
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Invenzione e oblio. Indagini sulla tradizione letteraria
di Riccardo Campi
editore: Medusa Edizioni
pagine: 140
Attraverso una serie di indagini dedicate ad alcuni autori assai distanti tra loro (da Dante a Primo Levi e Pasolini, da Chamfort a Beckett), vengono ripercorsi alcuni episodi particolarmente emblematici del difficile processo di trasmissione della tradizione letteraria nel Novecento. La costante dialettica tra i valori che questa ci ha lasciato in eredità e le mutate esigenze del mondo attuale mette in luce le contraddizioni della nostra stessa idea di cultura. Cercare di ripensare un diverso modo di rapportarsi alla tradizione letteraria e culturale costituisce il filo rosso che attraversa e collega strettamente tra loro gli studi qui raccolti.
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Luce nera. Strindberg, Paulhan, Artaud e l'esperienza della materia
di Marco Dotti
editore: Medusa Edizioni
pagine: 236
"C'è una luce che viene da Dio e una luce che è Dio stesso. Questa seconda luce è nera". Henry Corbin invitava a considerare in questi termini l'espressione persiana "nur-e-syah" (luce nera). D'altronde, già dai primi anni del '900, partendo dall'idea che fosse possibile individuare un "rovescio della luce" e che il nero rappresentasse tutt'altro che l'assenza di colore, una schiera di artisti, scrittori, uomini di teatro e scienziati si misero al lavoro per sondare quello che sembrava uno dei più enigmatici misteri della materia e delle sue metamorfosi. Strindberg, a Parigi, iniziò a studiare i processi chimici di trasformazione dei minerali, e a verificarli nel campo della fotografia. Le sue "cristallografie" influenzarono artisti e scrittori che diedero vita a una comunità eccentrica che univa figure molto diverse tra loro come Daumal, Michaux, Paulhan, Le Bon, Braque, Queneau fino a Breton, Aragon e Dalì.
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Saggio sulle rivoluzioni
di François-René de Chateaubriand
editore: Medusa Edizioni
pagine: 460
Chateaubriand, dopo la carriera militare, si recò nel '91 in Nord America e al suo ritorno in patria si unì alle forze della c
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La crociata dei gatti
di Wilhelm Speyer
editore: Medusa Edizioni
pagine: 173
Una classe di ragazzini particolarmente svegli viene a sapere che il ricco pellicciaio del luogo ha intenzione di catturare tutti i gatti della zona per poi venderne le pellicce. Per giustificare e attuare il suo piano diabolico sparge la voce che la rabbia si sta diffondendo tra i gatti. I ragazzini però astutamente lo precedono e con la scusa di un esperimento da compiere riescono a catturare i gatti randagi e a farsi consegnare quelli domestici. Una volta portati in salvo i gatti, agli scolari non resta che aspettare al varco gli aiutanti del pellicciaio, che vengono messi alle strette anche grazie all'aiuto di alcuni cani. Sulla piazza del mercato il commerciante viene smascherato pubblicamente ed è costretto a rinunciare al suo piano. Scritta nel 1928 da Wilhelm Speyer, grande amico di Walter Benjamin, questa favola per ragazzi è un monito a combattere contro i soprusi mascherati da finte verità per difendere i propri ideali. Una favola che, alla vigilia del nazismo, svela in anticipo i rischi che possono minacciare una democrazia.
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