fbevnts Tutti i libri editi da Mimesis - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 111
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Mimesis

The watching dead. I media dei morti viventi

di Federico Boni

editore: Mimesis

pagine: 180

Il volume si propone di analizzare l'uso della metafora del morto vivente da parte dei media (per lo più stampa, cinema, televisione e media digitali) per rappresentare il campo stesso dei mezzi di comunicazione in tutte le sue articolazioni: la produzione, i testi e il consumo. In breve, si tratta di indagare la figura (mediatica) dello zombie come metafora del campo discorsivo dei media. In particolare, lo scopo del libro è quello di studiare come tale metafora riguardi tutta una serie di politiche che si insinuano nelle diverse declinazioni del campo dei media: le politiche neoliberiste relative alla professionalità e alle pratiche di chi lavora nei media (e quindi legate agli aspetti produttivi); le politiche applicate allo stesso "corpo politico", individuabili soprattutto nelle modalità e nelle logiche con cui la leadership politica viene rappresentata nella stampa e in televisione; infine, le politiche implicate surrettiziamente nel consumo dei media, dove quest'ultimo è stato ed è tradizionalmente letto come un'acritica adesione ai messaggi dei mezzi di comunicazione, senza possibilità di risposta o di feedback. Ma anche, in ultimo, le politiche "resistenti" da parte dei pubblici, che con le loro pratiche utilizzano i testi dei media e li ricodificano, impegnandosi in azioni dimostrative collettive.
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Silenzi e colori della natura

di Gianni Gasparini

editore: Mimesis

pagine: 58

Specialmente chi vive in città si immagina gli spazi naturali come una realtà dove regna il silenzio
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Ermeneutica della vita pratica. Deliberazione e persuasione atraverso Heidegger e Aristotele

di Armando Canzonieri

editore: Mimesis

pagine: 162

Nel 1924 Heidegger avvia un confronto serrato con la Retorica di Aristotele, vedendo in quest'opera il punto di partenza per comprendere la struttura dell'ascolto del logos. Nelle lezioni di Marburgo sui concetti fondamentali della filosofia di Aristotele, dunque, le pratiche retoriche e non la filosofia del linguaggio esibiscono, agli occhi di Heidegger, gli aspetti strutturali del modo in cui l'essere umano parla con sé stesso quando prende una decisione, deve governare una passione, quando fa i conti con i propri desideri. Aprire all'interno della propria vita degli spazi di autodeterminazione, diventa in questo quadro di riferimento l'effetto della possibilità di far abitare nella propria coscienza i consigli, i rimproveri, le lodi degli altri.
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Sottosuoli

editore: Mimesis

pagine: 278

Ormai più di 150 anni fa, le Memorie del sottosuolo hanno segnato l'ingresso del risentimento sulla scena del pensiero europeo: un oggetto filosofico 'basso', abietto, con cui Dostoevskij ha rielaborato in modo geniale l'antica metafora infera della psiche, cristallizzando in incubo il magma dell'interiorità soggettiva e facendovi affondare il tipo umano 'reattivo' di cui Nietzsche avrebbe tratteggiato l'affermazione nella genealogia dell'Occidente. E oggi? qual è il sottosuolo reale e ideale dei nostri modi di essere soggetti contemporanei? Come si presenta e/o si districa, in un'epoca problematicamente post-freudiana, l'intreccio non solo metaforico tra il sottosuolo dell'anima e quello materiale, tra il sottosuolo come spazio e il sottosuolo come tempo? E soprattutto, quali sono gli effetti estetici e politici delle nuove forme del risentimento? Questo libro s'interroga sulle trasformazioni della (in)coscienza del risentimento nelle democrazie moderne nelle quali, al di là del tocquevilliano amore per l'uguaglianza, il sottosuolo è divenuto il luogo del rancore sociale e la passione del confronto regna sovrana - ma anche sulla storia del concetto di sottosuolo e sulle sue più inquietanti implicazioni, sulla sua metafora gravida di potenza espressiva, capace di indicare le stratificazioni nascoste delle superfici più disparate: da quella giuridica a quella religiosa, da quella psicopatologica a quella letteraria, da quella cinematografica a quella informatico-digitale.
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Nuda veritas. Da Omero a Orson Welles

editore: Mimesis

pagine: 279

Nulla di quello che si crede o si dice comunemente sulla verità: le cose sono molto più impegnative. Per comprenderlo basta confrontarci con i nostri classici antichi. Essere philalethes - parola difficile ma anche virtù filosofica di Socrate - può allora divenire una qualità moderna, indispensabile, una virtù per il futuro. La verità è ricerca, con tutte le sue incertezze, è dubbio e pensiero, con l'impegno e le difficoltà. Noi cittadini delle moderne democrazie abbiamo bisogno di questa ricerca dell'Aletheia: non possiamo vivere, anzi non possiamo neppure esistere senza di essa. La critica allora comincia da noi stessi. È la verità della parola, la verità dello spirito, la verità della politica, la verità della giustizia. Ma è anche più tangibilmente la verità della storia e della vita quotidiana. Qualcosa oggi forse ci sfugge, per questo ci pensiamo e ne parliamo: la ricerca della verità, lontano da ogni dogmatismo, è prima di tutto fattore etico, fondamento e ispirazione della vita, quella degli individui e quella civile, è pensiero tra conoscenza della storia, coscienza del presente e qualche progetto per ciò che ci attende. Possiamo così forse ripensarci e guardare meglio alle potenzialità che nel mondo di oggi abbiamo tra democrazia, ricerca scientifica e vita quotidiana.
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Etologia filosofica. Alla ricerca della soggettività animale

di Roberto Marchesini

editore: Mimesis

pagine: 121

La soggettività è uno stare nel mondo e affrontare problemi comuni alla condizione dell'essere animali ma farlo in modo singolare. Riconoscere una soggettività animale significa rivalutare lo stato dell'essere nei suoi caratteri di base che trascendono l'appartenenza a un percorso filogenetico particolare. Essere soggettivi significa poter utilizzare le proprie dotazioni come si usa una mappa di una città per realizzare in modo corretto la singolarità del proprio itinerario. Ecco allora che l'essere animale è qualcosa che mi riguarda e che posso capire. Postfazione di Felice Cimatti.
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Filosofia della religione. Lineamenti introduttivi. Con un antologia di testi

di Maria Cristina Bartolomei

editore: Mimesis

pagine: 213

La religione, in quanto espressione dell'umano a livello sociale e individuale, trasversale alle culture e alle epoche, è da s
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L'infanzia dell'estetica. L'origine evolutiva delle pratiche artistiche

di Ellen Dissanayake

editore: Mimesis

pagine: 202

Perché "facciamo" arte? Qual è il motivo per cui le arti e i comportamenti artistici risultano così universalmente diffusi in
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La stele di Axum. Da bottino di guerra a patrimonio dell'umanità. Una storia italiana

di Massimiliano Santi

editore: Mimesis

pagine: 262

Questa è la storia del monumento noto ai romani come obelisco di Axum, una stele funeraria di "granito bigio africano", dell'altezza di circa 23,5 metri e del peso di circa 152 tonnellate, proveniente dagli altopiani etiopici, o meglio dall'antica città di Axum, la "seconda Gerusalemme". Dopo la fine della guerra di occupazione italiana e la proclamazione dell'impero, il monumento, che giaceva in terra in cinque pezzi, fu prelevato e trasportato, tra grandi difficoltà, da Axum a Massaua, sul Mar Rosso, superando una distanza di circa 400 chilometri a forti dislivelli, lungo strade con curve a raggi minimi; di lì raggiunse l'Italia via mare e fu ricomposto nella Capitale, al Circo Massimo, ed inaugurato il 31 ottobre 1937, come splendida preda di guerra. Il trattato di pace del 1947 prevedeva per l'Italia l'obbligo di restituire, entro diciotto mesi, tutte le opere d'arte, gli archivi e gli oggetti di valore religioso o storico appartenenti all'Etiopia o ai suoi cittadini e portati in Italia dopo il 3 ottobre 1935, data di avvio della guerra di occupazione. La restituzione della stele di Axum, sostenuta a partire dagli anni Novanta, oltre che dalla mobilitazione etiopica, anche da una campagna internazionale, si è perfezionata il 25 aprile 2005, con un lungo e travagliato percorso diplomatico, spesso condizionato da omissioni e reticenze politiche, oltre che da vere o presunte difficoltà tecniche e finanziarie. Introduzione di Angelo Del Boca.
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Friedrich Nietzsche. L'arte della trasfigurazione

di Massimo Canepa

editore: Mimesis

pagine: 388

Il testo affronta una questione pressoché ignorata dalla critica: la ricorrente presenza della Trasfigurazione di Raffaello ne
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28,00 €

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