Moretti & vitali
Severino e Matte Blanco
di Gabriele Pulli
editore: Moretti & vitali
pagine: 92
"Pagine, queste di Gabriele Pulli, di grande spessore filosofico-culturale
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Ascoltando il corpo. Nuove vie per il gioco della sabbia
di Martin Kalff
editore: Moretti & vitali
pagine: 289
Il Gioco della sabbia (Sandplay therapy) è una terapia psicologica creata da Dora Kalff, oggi diffusa in tutto il mondo
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Enrico Moretti e gli spazi del suono. Progettazione acustica, scenotecnica e multimediale
editore: Moretti & vitali
pagine: 239
Questo lavoro si fonda su una profonda conoscenza dell'insieme dei processi ingegneristici e architettonici che definiscono gl
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Il suono della voce
editore: Moretti & vitali
pagine: 247
"Nell'intersezione tra filosofia e psicoterapia, tra estetica e psicologia, questo fascicolo di «atque» intende focalizzare l'
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La forza del mito. L'eroico viaggio di J. Campbell attraverso la mitologia comparata
di Pancera Carlo
editore: Moretti & vitali
pagine: 490
«Nessuno in questo secolo - né Freud, né Thomas Mann, né Lévi-Strauss - ha altrettanto riportato il senso mitico del mondo e l
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Nella pietra
di Massimiliano Mandorlo
editore: Moretti & vitali
pagine: 76
"Tutto, in questa nuova raccolta di Massimiliano Mandorlo, sembra fondato sul principio dell'omologia tra organismi diversi, t
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Alla ricerca di anima: L'incontro-Il ritorno
di Raffaele Floro
editore: Moretti & vitali
pagine: 744
In una società in cui l'uomo è sempre più interconnesso mediaticamente, ma sempre meno connesso con la propria interiorità, la
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Ludus mundi. Idea della filosofia. Con un poemetto di Pasquale Panella
di Saviani Lucio
editore: Moretti & vitali
pagine: 219
Il gioco: il più eversivo dei pensieri
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Jung e Neumann. Psicologia analitica in esilio. Il carteggio (1933-1959)
di Jung Carl Gustav
editore: Moretti & vitali
pagine: 448
Le lettere tra Jung e Neumann confermano l'enorme stima di Jung per il suo allievo
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Cinquanta foglie. Tanka giapponesi e italiani in dialogo. Testo giapponese a fronte
editore: Moretti & vitali
pagine: 93
Il "tanka" è una forma lirica giapponese molto antica, addirittura precedente il celebre haiku di tre versi; il suo ruolo-chia
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La figlia della memoria
di Adele Desideri
editore: Moretti & vitali
pagine: 165
"L'infanzia e l'adolescenza, risorgenti in noi durante l'intera vita come un sogno, sono la radice stessa dell'esistere. Spesso non si sa dove e come si siano nascoste, se mai ci siano state. Spesso ci richiamano, in un alternarsi di luce e buio significativi. È il tempo in cui intuiamo e pratichiamo l'essenza stessa di ogni cosa e ci nutriamo della gioia e dei più profondi dolori. È anche il tempo in cui ci si guarda e si riflette: ogni istante diventa uno specchio - nei rapporti con la natura, con le persone, col nostro corpo. Non c'è nessuno a cui riferire le nostre emozioni, le esperienze. Sentiamo che non saremo capiti. Abbiamo una precoce sensazione dell'inadeguatezza degli adulti, soprattutto nelle nostre esperienze più profonde. Scrive infatti Adele: 'Come avrei potuto spiegare a mamma (...) che il mio corpo era diventato 'i miei corpi': uno sopra, come una nuvola, e uno sotto, immobilizzato?'. È quello anche il tempo in cui si vedono i fantasmi, si sentono le voci, si prevede il domani. Adele tratta il tutto con il distacco, e quindi l'ironia, di chi ha imparato a comportarsi in modo da non essere travolta da quelle prime umane vicende. Da questa sua ironia e dai rapporti infantili viene anche l'uso del toscano popolare che dà forma e colore a tanti passi del suo ricordare." (Franco Loi). Prefazione di Davide Rondoni.
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Il secolo di Baudelaire. Poe, Baudelaire, Mallarmé, Rimbaud, Laforgue, Valéry, Hofmannsthal
di Yves Bonnefoy
editore: Moretti & vitali
pagine: 235
"Nel XIX secolo nasce la poesia della modernità e Yves Bonnefoy ne traccia in questo libro il profilo. Lo delinea dialogando con i testi poetici di alcuni tra gli autori più significativi dell'Ottocento: da Poe a Baudelaire, da Mallarmé a Rimbaud, da Laforgue a Valéry, fino a Hofmannsthal. La grande innovazione di questi poeti consiste nell'aver compreso che la scomparsa del divino dai significati e dalle figure della struttura linguistica non può determinare che vada anche perduto il senso della trascendenza. Ecco perché nei loro testi mantengono vivi entrambi questi aspetti conferendo alla poesia una natura completamente nuova, assolutamente inedita: una natura in grado di connettere l'infinitezza all'esistenza ordinaria. Il compito al quale questi poeti non si sottraggono è di percepire nelle più semplici parole un residuo dell'originaria atemporalità, dell'infanzia del mondo, quando l'invisibile era ancora visibile. 'Quant'è difficile' esclama Bonnefoy 'condurre questa battaglia!'. E non si può non concordare con lui osservando come nel XX secolo la poesia dell'Ottocento non abbia avuto molti eredi, avendo preferito strade meno ardue, più familiari. L'invito è chiaro: torniamo a fare attenzione a ciò che hanno scritto autori come Baudelaire e Rimbaud. 'È in gioco la poesia' avverte Bonnefoy." (dalla postfazione di Flavio Ermini)
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