Passigli
Perle e altri racconti
di Israel J. Singer
editore: Passigli
pagine: 184
"Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera": queste parole di Isaac B. Singer, Premio Nobel 1978, costituiscono la migliore introduzione alle opere del fratello Israel J. Singer. Il lettore italiano, che ha apprezzato opere di questo scrittore come "La famiglia Karnowski", "I fratelli Ashkenazi", "La pecora nera", rimarrà incantato dalla forza e dalla varietà tematica dei suoi racconti. D'altra parte, come molti degli scrittori yiddish, Singer ha conosciuto la prima celebrità come autore di storie brevi: "Perle", scritto nel 1919 e pubblicato a Varsavia sulla rivista modernista "Ringen" nel 1921 ha infatti preceduto di tredici anni il successo del romanzo "Yoshe Kalb". E fu proprio "Perle" che attrasse l'attenzione di Abraham Cahan, potente editore del quotidiano newyorkese in yiddish "Forverts" sul quale Singer pubblicò molti scritti, e che gli assicurò la notorietà negli Stati Uniti e poi in Europa, ove Claudio Magris lo ha definito come "ultimo 'classico' della letteratura yiddish, e quindi uno degli ultimi classici del romanzo di stampo ottocentesco".
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L'ultimo addio
di Arthur Schnitzler
editore: Passigli
pagine: 93
Il presente volume riunisce due racconti inediti del grande scrittore austriaco Arthur Schnitzler (Vienna, 1862-1931), uno dei protagonisti della letteratura mitteleuropea del Novecento. Nel primo di questi, "La donna dopo", un uomo ancor giovane in preda al dolore per la scomparsa improvvisa della moglie tenta disperatamente di ritrovare i ritmi di una vita sociale che sembra non più appartenergli; in un girovagare a vuoto alla ricerca di nuove occasioni di vita, si troverà spinto verso il rapporto con un'estranea che non farà però che acuire il suo stato fino al parossismo finale in cui l'amante sconosciuta e l'amata defunta gli appariranno riunite in un estremo lampo di follia. Tematicamente affine è il secondo racconto, "L'ultimo addio": anche qui amore, morte e senso di colpa si trovano a coesistere nel protagonista, il quale di fronte all'amante defunta si sente incapace di rivelare al marito il rapporto clandestino che li aveva uniti. Come scrive Sabrina Mori Carmignani nella prefazione che accompagna il volume, aleggia anche, in entrambi i racconti, quella figura del 'doppio', del 'Doppelgänger', che Sigmund Freud grande ammiratore di Schnitzler, cui giunse a scrivere di temere in lui quasi un suo 'doppio' - ricollegava al suo concetto di 'perturbante', come esito di un destino che non riesce a realizzarsi nello spazio ristretto di una singola coscienza.
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Il Piccolo Principe
di Saint-Exupéry Antoine de
editore: Passigli
pagine: 96
Età di lettura: da 8 anni
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Il bambino prodigio
di Ne`mirovsky Ire`ne
editore: Passigli
pagine: 77
Ismael Baruch è un bambino ebreo che nelle taverne malfamate della sua città improvvisa bellissime e struggenti canzoni, accom
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Nei giorni dell'infanzia
di Rainer Maria Rilke
editore: Passigli
pagine: 119
Gli appassionati lettori di Rainer Maria Rilke ben sanno quanto il tema dell'infanzia sia presente nelle opere del grande poet
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La responsabilità dell'architetto. Conversazione con Renzo Cassigoli
editore: Passigli
pagine: 214
Giunto ormai alla sua ottava edizione, questo libro di Renzo Piano continua a crescere
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Viaggio in Albania
di Joseph Roth
editore: Passigli
pagine: 69
"Viaggio in Albania", qui per la prima volta tradotto in italiano nella sua interezza, raccoglie l'insieme dei reportages che il grande narratore scrisse in occasione del suo viaggio in Albania nel 1927 in veste di corrispondente della "Frankfurter Zeitung". Scritti con l'humour e la sensibilità ben noti ai suoi lettori, gli articoli sono penetranti descrizioni di quei luoghi: la terra e la natura aspra; il popolo albanese con le sue peculiarità e tradizioni, i suoi cerimoniali nazionali e lo stile di vita; le antiche città dalle suggestioni bibliche e quelle più moderne protese faticosamente al raggiungimento di una qualche forma di progresso: il tutto senza rinunciare mai alla notazione pittoresca, né ad un'attenta analisi storico-politica. L'autore è colpito soprattutto dagli elementi ancora arcaici che caratterizzano il popolo e i costumi albanesi in quei primi decenni del Novecento; a paragone del grande e ormai smembrato impero da cui Roth proveniva, questa ex provincia dell'impero ottomano non poteva non apparirgli ben distante dalla 'civilizzata' realtà che aveva conosciuto, sebbene con la consueta ironia Roth non risparmi nemmeno gli stessi 'europei', osservando che molto spesso tradizioni e costumi occidentali non risultavano poi così differenti, e a volte neppure superiori...
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Breve storia della fotografia
di Walter Benjamin
editore: Passigli
pagine: 93
Può forse apparire singolare che uno studioso del calibro di Walter Benjamin si avventurasse nel 1931 a stilare la storia di una tecnica, quale quella fotografica, che non aveva allora che un centinaio d'anni o poco più, avendo Niépce e Daguerre fondato solo nel 1829 la prima società per lo sviluppo delle tecniche fotografiche. È ancora più singolare che il filosofo tedesco già parlasse in queste sue pagine di periodo d'oro e di declino dell'arte fotografica. Questa singolarità cessa tuttavia di essere tale non appena si cominci a riflettere su quanto sempre vi è di originale nella ricerca di Benjamin, costantemente tesa a individuare le origini, e insieme le potenzialità grandi o piccole, positive o negative, di ogni fenomeno studiato. Da questo punto di vista il lettore non mancherà certo di avvertire in queste pagine pionieristiche una forte vicinanza, e una prima messa a fuoco, a quell'indagine a tutto campo che costituisce uno dei capolavori del filosofo tedesco: "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica", che vedrà la luce solo cinque anni più tardi. Anche e proprio in questa direzione, questo volume riunisce altri due scritti poco noti di Benjamin: il primo, "Novità dal mondo dei fiori", è concepito come recensione all'opera del fotografo Karl Blossfeldt (1865-1932), grande protagonista della fotografia appplicata al mondo floreale; il secondo, "Lettera da Parigi", si concentra invece sul rapporto tra pittura e fotografia...
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Il cineclub del mistero
editore: Passigli
pagine: 231
Valerio Varesi è uno scrittore che fa anche il giornalista con taglio investigativo
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La regolazione intelligente
Un bilancio critico delle liberalizzazioni italiane
editore: Passigli
pagine: 286
A che punto siamo con le liberalizzazioni, in Italia? Negli ultimi anni non sono mancati i tentativi di liberalizzazione, ma s
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Amministrazione della giustizia, crescita e competitività del Paese
editore: Passigli
pagine: 401
L'Italia è da anni agli ultimi posti in Europa quanto a produttività del sistema produttivo e a crescita economica. Accanto all'elevato debito pubblico, è questo il problema principale del Paese. Per riprendere la strada della crescita, avremmo bisogno di attrarre investimenti, soprattutto dall'estero. Ma, nel mercato globale, gli investimenti vanno dove trovano le migliori condizioni, in termini di certezza giuridica e di reddittività. Tra queste condizioni, una delle principali è costituita dalla rapidità e dalla affidabilità (prevedibilità) della giustizia civile. Anche qui, siamo invece agli ultimi posti, come testimonia, anno dopo anno, il noto rapporto Doing Business della Banca Mondiale: tempi e costi per ottenere giustizia nei confronti di un fornitore o di un cliente inadempiente sono in Italia maggiori che in tutti gli altri Paesi più avanzati. Come avere un sistema giudiziario in grado di rappresentare una risorsa, un fattore competitivo positivo, anziché un handicap per l'economia italiana? Le risposte date fino ad ora non sono state decisive, quasi sempre per l'unilateralità dell'approccio, o esclusivamente economicistico, o giuridico formale. La Fondazione Astrid ha invece messo a confronto, in una ricerca collegiale, alcuni dei maggiori esperti tratti dal mondo della ricerca giuridica, della magistratura, dell'industria e della finanza. Il confronto ha dato i suoi frutti. Ne è uscita una serie di analisi e proposte per molti aspetti innovative.
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Il governo dell'euro
di Nicola Verola
editore: Passigli
pagine: 313
L'Unione Europea sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia. Cominciata oltre oceano, la crisi finanziaria ha messo a nudo le debolezze strutturali dell'Eurozona e chiesto il conto di un decennio di mancate riforme. La strada per superarla è stata imboccata, ma rischia di essere lunga e dolorosa, con gravi ricadute per la coesione europea. Per i cittadini colpiti dalla recessione, l'Europa appare, nel migliore dei casi, un'entità astratta e distante. Nel peggiore, parte del problema, anziché della soluzione. Questo volume cerca di individuare le cause profonde di questa involuzione. Cause, prima ancora che economiche, politiche e istituzionali. Per affrontarle, sostiene l'autore, occorre dar prova, al tempo stesso, di realismo e coraggio. Realismo nel riconoscere i limiti congeniti dell'attuale architettura europea. Un'architettura che poggia su fondamenta poco solide e che pertanto rischia di essere travolta dall'onda d'urto della crisi. Coraggio per abbandonare la logica dei piccoli passi che ha finora ispirato la strategia anticrisi e avviare un ripensamento profondo del progetto europeo. Solo dotandosi di strumenti all'altezza delle sue ambizioni, ci ricorda Marta Dassù nella sua prefazione, l'Europa potrà tornare a esercitare un ruolo globale. Solo riconoscendo la necessità di un colpo d'ala potrà scongiurare il rischio dell'anomia e della marginalizzazione.
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