Passigli
Bruciante segreto
Quattro storie dal paese dei bambini
di Zweig Stefan
editore: Passigli
pagine: 173
I racconti della "Prima esperienza" ("Erstes Erlebnis" era appunto il titolo dell'edizione originale, apparsa nel 1913) rappre
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Ventiquattro ore nella vita di una donna
di Zweig Stefan
editore: Passigli
pagine: 107
Fra i romanzi brevi del grande scrittore Stefan Zweig (Vienna, 1881-1942), "Ventiquattro ore nella vita di una donna" è uno tr
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Prove di Europa unita
Le istituzioni europee di fronte alla crisi
editore: Passigli
pagine: 369
Negli ultimi anni l'assetto istituzionale dell'Unione europea ha subito profonde trasformazioni
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A passeggio per Berlino
di Roth Joseph
editore: Passigli
pagine: 121
Alla fine del 1920 Joseph Roth si trasferisce a Berlino, collaborando con la Frankfurter Zeitung e altri quotidiani
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Detectives, mostri e fantasmi
Le grandi storie del brivido
di Savater Fernando
editore: Passigli
pagine: 215
Con "Detectives, mostri e fantasmi" si chiude la trilogia che Fernando Savater ha dedicato all'"arte di raccontare storie"
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Romancero gitano
Testo originale a fronte
di García Lorca Federico
editore: Passigli
pagine: 144
Apparso nel 1928, il "Romancero gitano" resta senza dubbio una delle opere fondamentali di Federico Garcia Lorca e quella che
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Beni culturali tra tutela, mercato e territorio
editore: Passigli
pagine: 292
L'Italia possiede un patrimonio artistico, paesaggistico e culturale immenso, espressione di un territorio complesso e pertanto molto difficile da amministrare. Negli ultimi anni si sono succedute molte riforme del Ministero per i Beni e le attività culturali. Ma nessuna è stata in grado di fornire risposte concrete alle inefficienze organizzative dell'intero sistema. L'attuale crisi economica e finanziaria può rappresentare una opportunità. La scarsità di risorse è un problema, ma può costituire un'occasione imperdibile per rinnovare una policy, quella riguardante i beni culturali del nostro Paese, che non ha dato i risultati sperati. Lungi dall'addentrarsi ancora in dispute inconcludenti fra tutela e valorizzazione, fra pubblico e privato, fra centralismo e decentramento, la ricerca di Astrid individua e affronta le principali questioni legate oggi al sistema dei beni culturali: dalla tutela, che deve essere attiva e capace di integrarsi con le esigenze di sviluppo del territorio, a prescindere dalla proprietà pubblica o privata del bene, ai restauri, divenuti ormai la principale attività a scapito della prevenzione e della valorizzazione; dalla cura delle cose, invece che dei contesti, alla musealizzazione che ha di fatto cannibalizzato ogni altra forma di fruizione del patrimonio; dall'inadeguatezza della struttura organizzativa di modello ministeriale, al tentativo di individuare possibili forme gestionali differenti e innovative. Prefazione di Marco Cammelli.
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Le amiche sottomarine
di Piera Mattei
editore: Passigli
pagine: 92
"...La poesia vera, autentica, densa di umori, accesa da verità e da suggestioni che si fanno senso del divenire non nasce, non può nascere come un fungo o come una distillazione di sole letture, ma nasce da una serie di componenti che macerano nell'anima e fanno poi fiorire la parola che potrà dire qualcosa di importante e di nuovo. Ecco, la poesia di Piera Mattei è il frutto di questa confluenza di incontri e di scontri, di lacerazioni e di intuizioni, di esperienze e di analisi che si fondono con ragioni universali per diventare postille di una condizione umana esemplare. Non vedo in giro molti esempi, oggi, di poesia che sappia partire dal proprio io per farsi portavoce di interessi globali senza perdere una briciola della propria identità. E la scommessa sta, credo, proprio in questo equilibrio espressivo e di tematiche che oscillano verticalmente e orizzontalmente dal mondo degli affetti a quello delle amicizie, dei libri, dei viaggi, del sociale, del pensiero. 'Le amiche sottomarine' è un libro in qualche modo stimma del percorso di Piera, che si confessa in un modo tutto speciale, che diventa affluente e fiume di una se stessa frantumata, dilatata, ricostruita e perfettamente deserto e folla insieme..." (Prefazione di Dante Maffìa)
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Pubblica Amministrazione che si trasforma: cloud computing, federalismo, interoperabilità
editore: Passigli
pagine: 249
Il sistema informativo italiano è oggi frammentato in isole non comunicanti e non integrate. I tentativi, avviati nel 1999-2000, di offrire migliori servizi a cittadini ed imprese grazie alla integrazione e all'interoperabilità tra i sistemi informativi delle pubbliche amministrazioni, sono completamente falliti: per ragioni istituzionali ed organizzative; per mancanza di governo di progetti a valenza sistemica; e anche perché si stenta a capire che, quanto più un sistema è organizzato in modo federale, tanto più forte deve risultare la funzione centrale di coordinamento delle iniziative dei singoli attori. Le Fondazioni Astrid e THINK!, con il contributo di importanti operatori del settore, hanno affrontato il problema. La ricerca dimostra che le tecnologie IT, accoppiate alla diffusione della banda larga e ultralarga, possono assicurare la ricomposizione del sistema informativo pubblico del Paese per l'erogazione dei servizi essenziali ai cittadini e alle imprese, ed evitare che il trasferimento di funzioni dallo Stato a Regioni ed Enti locali determini gravi disparità nella qualità dei servizi essenziali di chi vive e opera in zone diverse. Il cloud computing, in particolare, favorisce il consolidamento e la concentrazione (che non significa centralizzazione) delle infrastrutture e delle risorse informatiche, con benefici economici rilevanti, soprattutto per le Pmi (per le quali adottare servizi cloud è un importante fattore di crescita). Prefazione di Franco Bassanini e Roberto Masiero.
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Dell'ombra e l'apparenza. Testo spagnolo a fronte
di Andrés Sánchez Robayna
editore: Passigli
pagine: 201
La voce poetica di Andrés Sánchez Robayna è una delle più importanti e solide del panorama spagnolo dei nostri giorni, e anche delle più particolari: la forte tensione etica ed esistenziale dei suoi versi, infatti, non indugia mai su una concettualità verbosa e poco concreta, ma si esprime in tutta la sua intensità e nitidezza attraverso immagini, suoni, luci e ombre della sua isola e del dialogo con altre terre (come Cuba, la Grecia, l'Italia, luoghi ricchi di affetti, di arte, di tempo). È poesia di presenze, di percezioni, sempre giocata sulla sottile linea fra visibile e invisibile, e sempre diretta alla ricerca del senso delle cose e dell'esserci (e del non esserci più). "Dell'ombra e l'apparenza" prosegue il percorso già iniziato con le altre raccolte, e in particolare con "Il libro, oltre la duna" uscito in questa stessa collana; ma dove là era la rammemorazione a recuperare il senso nuovo delle cose, qui al centro sta la contemplazione: il poeta, come un pellegrino, percorre il mondo prestando ascolto alla costante chiamata della bellezza, e insieme interrogandosi se ci siano parole capaci di far fronte alla fugacità del tutto, a quell'annullamento finale che induce a considerare la realtà come mera apparenza e a scoprire, al di là della luce che tale realtà rivela, un'ombra senza confini. Prefazione di Juan Goytisolo.
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Stupore della nascita. Ediz. italiana e inglese
di Gianpaolo Donzelli
editore: Passigli
pagine: 80
"Quello che immediatamente colpisce e sorprende in questi versi di Gianpaolo Donzelli è l'essenzialità estrema dei temi e il rigore asciutto con cui vengono trattati. La sua è una ricerca espressiva che punta direttamente alla sostanza delle cose e dell'esistere, e dunque a una verità imprescindibile, una verità d'amore e nascita, di dolore e morte, vista (ma non solo) nella fisica concretezza del suo manifestarsi, nel corpo vivo della sua presenza..." (dalla prefazione di Maurizio Cucchi). Con una nota finale di Martha Montello.
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Serenate per l'angelo
di G. Piero Bona
editore: Passigli
pagine: 79
Secondo Massimo Cacciari, "l'angelo svolge un compito di liberazione, ci deve accompagnare lassù, liberarci dalla necessità d'esser schiavi", il suo è "spirito di leggerezza contro lo spirito di gravità", e forse queste parole meglio di altre spiegano la genesi di queste settantaquattro serenate dedicate all'angelo, nelle quali Gian Piero Bona declina in altrettante variazioni il tema di questa necessità di liberarsi, questo bisogno di afferrarsi ad ali invisibili, tali da renderci non sovrumani ma più pienamente umani. L'angelo di Bona è uno sguardo verticale diretto alle cose tutte, alla vita e alla morte; è "mostro di salvezza", a lui ci si aggrappa come "alla rondine che cova il suo uovo / di gioia nel mio nido di tempesta"; è matrice di senso e di miracolo insieme, da contrapporre all'"erbosa sala d'aspetto" in cui sediamo prima di morire; è scandalo, forse, ma come è scandalo il poeta, "che in te sragionando dice il vero".
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