Passigli
Bocca segreta. Poesie 2004-2007
di Scotto Fabio
editore: Passigli
pagine: 123
Un libro assai articolato e vario, sempre ispirato se pure su diversi registri: spesso partendo da una misura minimalista e se
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Morte di un piccolo borghese
di Werfel Franz
editore: Passigli
pagine: 98
Scritto nel 1926, "Morte di un piccolo borghese" ci introduce nel clima di una Vienna postbellica dall'inflazione galoppante
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Dal libro di Micol
di Cavicchia Daniele
editore: Passigli
pagine: 115
Un libro dolce e terribile, questo di Daniele Cavicchia
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Worte ohne Lieder
Novantadue poesie d'amore
di Berdondini P. Luigi
editore: Passigli
pagine: 133
La poesia di amore, nella forma breve di un sussurro
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Un piccolo eroe
di Fëdor Dostoevskij
editore: Passigli
pagine: 70
Protagonista di "Un piccolo eroe" è un bambino, testimone di una storia d'amore tra adulti e depositario del segreto di questo amore, colto nel momento in cui, proprio attraverso questa vicenda, la sua infanzia si tramuta in adolescenza. Il racconto descrive un impossibile, cavalleresco amore infantile per una donna adulta; la casuale intromissione del bambino narratore in un'avventura dell'amata, e la complicità che si viene a creare con lei, segnerà il superamento del confine della prima infanzia. È l'eterno tema del "messaggero d'amore".
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A metà di nessuna parte
di Llamazares Julio
editore: Passigli
pagine: 108
A metà di nessuna parte raccoglie sette straordinari racconti sempre al limite del surreale, dell'impossibile, ma all'interno
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La terra e il cielo di Jacques Dorme
di Makine Andrei
editore: Passigli
pagine: 168
la Russia più profonda a costituire uno dei perni del romanzo, e, insieme ad essa, l'appassionata ricerca delle proprie origin
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Dove lo Stato non arriva
Pubblica amministrazione e terzo settore
editore: Passigli
pagine: 392
sempre più difficile conciliare l'alto livello di protezione sociale, di tutela dei diritti, di qualità della vita, che è prop
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Il diritto di mentire
editore: Passigli
pagine: 67
Intorno a un tema quanto mai controverso, antico e pur sempre attuale, quale quello della menzogna, si affrontano in questo volume due grandi filosofi che rappresentano anche due differenti scuole di pensiero, l'una pienamente radicata nella Francia del dopo-rivoluzione, l'altra che proviene invece dalla vicina Germania. L'occasione è data da un breve trattato scritto nel 1797 dall'allora trentenne Benjamin Constant, che, sotto il titolo "Delle reazioni politiche" disquisisce intorno alla possibile legittimità, in precisi contesti, della menzogna. L'intervento di Constant è centrato sulla necessità che i princìpi universali, per essere accettati anche sul terreno concreto, debbano a loro volta fondarsi su princìpi definiti "intermedi" tali cioè da permetterne la concatenazione con la realtà effettiva. Ma Constant, mentre cerca di definire questa sua teoria, critica la riflessione di Immanuel Kant che "persino di fronte a degli assassini che vi chiedessero se il vostro amico, che loro stanno inseguendo, si sia rifugiato in casa vostra, la menzogna sarebbe un crimine". E il "filosofo tedesco" (così lo definisce, un po' sbrigativamente, Constant), chiamato in causa, risponde da par suo con "Su un presunto diritto di mentire per amore dell'umanità" nel quale ribatte punto su punto al "filosofo francese". E così che questo confronto acquista oggi, un significato emblematico, e anche al di là del tema, pur sempre centrale, che costituisce l'oggetto di questa querelle di fine Settecento.
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Presagi. Testo spagnolo a fronte
di Pedro Salinas
editore: Passigli
"Presagios" ("Presagi") è la raccolta d'esordio di Pedro Salinas, pubblicata nel 1923, grazie anche all'incoraggiamento di Juan Ramón Jiménez, che accettò addirittura di dare un ordine alle poesie all'interno del libro. Salinas ammirava molto la poesia di Jiménez, e in particolare di quella "poesia pura" il cui principale manifesto poetico furono le grandi raccolte di Jiménez "Eternità", "Pietra e cielo" e "Diario di poeta e mare", che ebbero un'influenza decisiva sulla formazione poetica di Salinas. Tuttavia la poesia di Salinas, già in questa prima raccolta, è profondamente originale, e già possiede quella continua tensione interna che ne fa ancora oggi una delle esperienze più fertili per la nuova poesia spagnola.
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Cronaca della vita che passa
di Fernando Pessoa
editore: Passigli
pagine: 128
Il titolo del libro è tratto dal titolo di una rubrica (appunto "Cronaca della vita che passa") tenuta da Fernando Pessoa nell'aprile del 1915 per "O Jornal". Sono pagine che trattano, in corsivi brevi e veloci che ci permettono così di conoscere l'aspetto più squisitamente giornalistico del poeta portoghese, di politica, di vita quotidiana, di carattere dei portoghesi, di letteratura, di filosofia e con il consueto piglio, sempre polemico, sempre corrosivo, ma arguto e sottile, di Pessoa. A queste "cronache", fanno seguito i suoi due articoli scritti in occasione della misteriosa visita e della presunta scomparsa (1930) del sedicente mago Aleister Crowley: il "mostro di perversità", il "vile degenerato", il "peggior uomo dell'Inghilterra", colui il quale si era ribattezzato "la Bestia 666". E per rileggere questo curioso interesse di Pessoa per il mago inglese vengono riportate anche le quattro lettere da lui scritte a Crowley e infine gli Appunti del capo della polizia generale E. De Bono al Capo del Governo Sua Eccellenza Benito Mussolini sul cittadino inglese Edward Alexander Crowley. Appunti che costeranno alla cosiddetta Bestia 666 l'espulsione da nostro Paese in quanto persona non grata.
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