fbevnts Tutti i libri editi da Quodlibet - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 28
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Quodlibet

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Absolument moderne»

Rassegna di nuova musica (Macerata, 1983-2007)

 

editore: Quodlibet

pagine: 160

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Lecture on ethics

di Wittgenstein Ludwig

editore: Quodlibet

pagine: 272

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Ecolalie. Saggio sull'oblio delle lingue

di Daniel Heller-Roazen

editore: Quodlibet

pagine: 264

Dal punto di vista medico, l'ecolalia è quel "disturbo che consiste nel ripetere involontariamente parole o frasi pronunciate da altre persone", un fenomeno che, fin dal diciannovesimo secolo, è stato oggetto di studio principalmente della psichiatria. Daniel Heller-Roazen dà a questa patologia un significato inedito, riconducendola alle radici più profonde del linguaggio stesso. Nei ventuno capitoletti del volume, in cui la filosofia sembra ricongiungersi alla lingua del mito e della fiaba, si declina nei modi più inaspettati una tesi di fondo: ogni lingua è l'eco di un'altra, e continua a portarne testimonianza. Radicalizzando, ogni lingua è l'eco di quella babele infantile la cui cancellazione rende possibile la parola. Tale tesi trova riscontro nei territori più diversi: la mitologia, la psicoanalisi, la teologia, la letteratura, la linguistica. Apre una nuova prospettiva sul rapporto fra oralità e scrittura e su facoltà umane come la memoria e l'oblio. E si rivela una chiave di lettura incredibilmente versatile, in un percorso che, in queste ventuno "ecolalie", porta da Ovidio a Dante, da Edgar Allan Poe a Elias Canetti, dalle lingue sacre dell'ebraismo e dell'islam ai dialetti in via di sparizione, dalla lingua materna dei poeti alla lingua ideale dei dotti.
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Poesie (1979-2007)

di Nappo Francesco

editore: Quodlibet

pagine: 256

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L'anti-libro nero della psicoanalisi

editore: Quodlibet

pagine: 386

La psicoanalisi è stata attaccata da un volume edito prima in Francia e poi in Italia, «Il libro nero della psicoanalisi». Questo testo è la risposta a tale attacco e si prefigge di mettere in evidenza la reale posta in gioco in questa polemica tra due scuole di pensiero.
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La passione secondo l'ebreo errante

di Marcello Massenzio

editore: Quodlibet

pagine: 156

Il mito dell'Ebreo errante ha dietro di sé una lunga storia, che prende avvio da un passo del Vangelo di Giovanni e arriva fino all'epoca attuale. Dal punto di vista cristiano questo mito è la legittimazione del destino del popolo ebraico, condannato ad un perpetuo vagare, dopo la distruzione di Gerusalemme. Ma c'è un diverso punto di vista, quello della cultura ebraica che si appropria del mito e ne modifica radicalmente il senso: in questo caso la vicenda adombra sia la realtà della Diaspora, sia la capacità di preservare l'identità culturale originaria, custodita simbolicamente nel sacco che l'Ebreo errante (non convertito) porta sempre con sé. L'autore illustra le trasformazioni storiche del mito, guidando il lettore nella foresta di simboli che la vicenda racchiude; a questo scopo è stato approntato un itinerario per immagini.
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Sete. Appunti di filosofia e psicoanalisi sulla passione di conoscere

di Francesco Napolitano

editore: Quodlibet

pagine: 196

L'incrocio fra passione e conoscenza costituisce uno dei più longevi paradossi della storia del pensiero umano. Se la passione, infatti, è in grado di connotarsi come primo motore della sete di sapere, anzi sovente essa stessa è forma specifica del sapere, dall'altro lato non perde mai le sue sembianze di forza irrazionale e disastro epistemologico, al punto che per quasi due millenni - seppure con toni e accenti diversi - la condanna filosofica delle passioni è stata pressoché unanime. Francesco Napolitano, psichiatra, membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell'International Psychoanalytical Association, lavora presso il Dipartimento di Neuroscienze dell'Università Federico II di Napoli.
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Junkspace. Per un ripensamento radicale dello spazio urbano

di Rem Koolhaas

editore: Quodlibet

pagine: 123

I tre scritti di Rem Koolhaas, qui riuniti insieme dall'autore su richiesta dell'editore italiano, sono da leggere come il seguito ideale di Delirious New York (1978). Essi ci offrono una nitida visione delle forze ingovernabili che regolano lo spazio nelle nostre città. Il rapporto fra storia e identità (fra «destino e carattere», direbbe Benjamin) è qui smascherato crudelmente: Junkspace, «spazio spazzatura», è una nuova categoria del pensiero che Koolhaas, maestro di similitudini, introduce con lirico cinismo per aprirci gli occhi sullo spazio in cui viviamo, e forse sullo spazio in generale.
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