Silvana
Il teatro degli artisti. Da Picasso a Calder, da De Chirico a Guttuso. Catalogo della mostra (Brescia) Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 396
Figurini, bozzetti, elementi scenici e costumi realizzati per gli spettacoli del Teatro dell'Opera di Roma nel corso di oltre un secolo di vita. Culla del teatro musicale del Novecento, l'Opera romana ha avuto un rapporto privilegiato con pittori e scultori, oltre che con scenografi e registi. Tale intensa produzione ha lasciato in eredità numerosi e rari materiali che, dopo un lungo e attento riordino, vengono presentati per la prima volta. Il volume propone oltre trecento opere create da alcune delle più note personalità artistiche del Novecento, quali Afro Basaldella, Alberto Burri, Corrado Cagli, Alexander Calder, Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, Pablo Picasso, Arnaldo Pomodoro, Enrico Prampolini, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli. Accanto a queste opere vengono presentati gli splendidi costumi di scena indossati nel XX secolo da alcuni dei più grandi interpreti del canto e della danza: Beniamino Gigli, Giacomo Lauri Volpi, Maria Caniglia, Maria Callas, Renata Tebaldi, Anna Moffo, Magda Olivero, Giulietta Simionato, Montserrat Caballè, Alfredo Kraus, Luciano Pavarotti, Aurel Milloss, Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Zizi Jeanmaire, Alessandra Ferri e Roberto Bolle.
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Buitoni. La famiglia, gli uomini, le imprese
editore: Silvana
pagine: 325
L'impresa continua a essere una scatola nera, un universo per molti versi sconosciuto. Questo libro racconta la storia della famiglia Buitoni e delle sue imprese, dal 1827 a oggi, cogliendo le ragioni economiche e sociali del loro sviluppo e delle loro trasformazioni. Un libro che contiene una miniera di riflessioni e spunti di approfondimento. Un vero piacere da leggere.
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Rosso Fiorentino. Leggiadra maniera e terribilità di cose stravaganti. Ediz. italiana e inglese
di Antonio Natali
editore: Silvana
pagine: 271
Giovanni Battista di Iacopo di Rossi detto Rosso Fiorentino (Firenze 1494 Parigi 1540) è considerato uno dei massimi interpreti del manierismo italiano. Sin dalle prime, importantissime opere che gli vennero commissionate risulta evidente il suo slancio ribelle alle costrizioni di un classicismo ormai in crisi. Spirito aggressivo e iconoclasta, Rosso Fiorentino diede nelle opere successive un contributo fondamentale alla corrente più ricca e inquietante della maniera, proponendo composizioni tormentate, convulse e animate da un espressionismo tale da rasentare la caricatura. Tra il 1523 e il 1527 fu a Roma, dove venne a contatto con le opere di Raffaello e di Michelangelo. Operò quindi a Sansepolcro, a Venezia e infine in Francia, dove venne chiamato da Francesco I e nominato pittore ufficiale di corte, dedicandosi, negli anni trenta del Cinquecento, alla decorazione del Padiglione di Pomona e alla decorazione della Galleria del Re nel Castello di Fontainebleau, opera che resta la più grande dell'artista e alla quale si rifaranno i maestri del manierismo internazionale. L'autore, profondo e appassionato conoscitore dell'artista, traccia nelle pagine di questo volume un suo personale profilo, offrendo numerosi spunti di riflessione sull'arte di uno dei più spregiudicati e poetici artefici della storia artistica dell'Occidente.
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Interno/esterno. Il set tra realtà e finzione. Storie del cinema italiano
editore: Silvana
pagine: 287
Prosegue con questo volume la pubblicazione di "Storie del cinema italiano", una serie che ripercorre passato e presente della nostra cinematografia attraverso l'analisi, in tre volumi, di altrettanti temi. L'attenzione, in questo volume, è rivolta ai luoghi di cui è tessuto l'immaginario del cinema italiano. Dalla stagione del muto fino ai giorni nostri, la nostra cinematografia, attenta alla verità degli ambienti che ha rappresentato, si rivela essere una straordinaria mappa utile per registrare, nel corso del tempo, i cambiamenti del paese, quel che è irrimediabilmente perduto e quel che è stato faticosamente preservato. Il racconto di come dunque il paesaggio italiano è stato utilizzato nel nostro cinema - attraverso la ricerca dei luoghi originari, la ricostruzione di certi scorci, la rievocazione della sfarzosa grandiosità o dell'imbarazzante povertà di certe scenografie - è accompagnato dal racconto iconografico che documenta visivamente, attraverso un'ampia selezione di fotografie, le diverse fasi d'uso del paesaggio.
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Arte sacra contemporanea. Bene culturale della Chiesa
editore: Silvana
pagine: 239
L'uscita di questo volume segna un passo in avanti nella dialettica tra arte contemporanea e nuove committenze ecclesiastiche. Tutti gli interventi con tenuti all'interno sono stati curati da specialisti del settore e da importanti critici d'arte i quali, guardando le numerose opere realizzate nella Diocesi di Terni-Narni-Amelia, dall'anno 2000 a oggi, le considerano di fatto un "bene culturale" alla pari delle antiche committenze d'arte. Facendo ormai parte integrante degli elementi che formano nel territorio una nuova per cezione del dato evangelico, rappresentato in forma artistica contemporanea, le nuove opere contribuiscono notevolmente al consolidamento di una nuova identità, carica di speranza per il futuro.
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Bernard Plossu, Mimmo Jodice. Sguardi gardesani. Catalogo della mostra (Riva del Garda, 24 marzo-24 giugno 2007). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 95
La scelta di Jodice e Plossu nasce da un elemento che i due hanno in comune e che pure esprimono in modi assai differenti, vale a dire il profondo senso di interiorità che guida le loro ricerche, il tentativo di leggere i luoghi attraverso una marcata esperienza di quella "visione interiore" che è termine mutuato da Jodice, ma pare adattarsi perfettamente anche alle scelte fondanti di Plossu. Il Garda che emerge da queste immagini è un luogo interiore e spesso persino intimo, fatto non di grandi paesaggi e di flagrante attualità, ma di piccoli eventi e spazi spesso chiusi, un Garda in qualche modo fuori dal tempo anche se odierno, il cui colore locale viene filtrato a tal punto dalla visione individuale da rimanere volutamente relegato sullo sfondo, tra il volo di un uccello e una selva di microfoni, fuori e dentro dal tempo, fuori e dentro il paesaggio, fuori e dentro la realtà.
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Gli impressionisti, i simbolisti e le avanguardie
120 capolavori dal Museo nazionale di Belgrado. Catalogo della mostra (Como, 24 marzo-15 luglio 2007)
editore: Silvana
pagine: 279
Il volume presenta centoventi capolavori di arte moderna europea conservati nel Museo Nazionale di Belgrado, esposti per la pr
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Scultura lignea. Tecniche esecutive, conservazione e restauro. Atti del convegno (Belluno, 14 gennaio 2005)
editore: Silvana
pagine: 222
I restauri e gli studi che hanno dato luogo, quale momento di sintesi, alla mostra "A Nord di Venezia. Scultura e pittura nelle vallate dolomitiche tra Gotico e Rinascimento" (Belluno, ottobre 2004-febbraio 2005) hanno avuto il merito di far conoscere la primarietà della scultura lignea dipinta nell'Alto Veneto, in contiguità e in consonanza, anche storica e stilistica, con le aree culturali alpine limitrofe: il Friuli, il Trentino e l'Alto Adige. Da tale forte evidenza è emersa l'intenzione di promuovere una giornata di studio nella quale storici dell'arte e restauratori avessero modo di presentare problematiche, e relative azioni risolutive, al fine di comunicare e dialogare in un ambito, qual è quello del restauro, nel quale metodologia e interventi di restauro richiedono verifiche continue, che sono tali quanto più sono ampliate e correlate tra loro. La qualità dei restauri effettuati ma altresì la quantità, oramai considerevole, induce a ritenere che gli studi sulla scultura lignea possano ora essere ripresi e rinvigoriti con analisi a confronto per artisti e botteghe e per aree culturali che si vanno configurando distintamente.
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Scambio culturale con il nemico religioso. Italia e Sassonia attorno al 1600. Atti della Giornata internazionale di studi (Roma, 4-5 aprile 2005)
editore: Silvana
pagine: 163
La vittoria di Carlo V nella battaglia di Mühlberg (aprile 1547) segna un fondamentale risultato politico per il suo alleato, il duca Maurizio di Sassonia, del ramo albertino della dinastia dei Wettin, dando avvio alla nascita di una nuova potenza europea. Il nuovo principe elettore inizia subito a modernizzare il suo stato, sia sul piano amministrativo che economico. Teatro delle ambizioni di Maurizio, e dei suoi successori, ad assurgere a un ruolo primario tra le case principesche europee è la corte di Dresda, che viene profondamente trasformata assorbendo modelli rappresentativi italiani, soprattutto fiorentini. Che si tratti di architettura o di musica, di scienza, o ancora di collezionismo, in quasi tutti i casi sono coinvolti artisti italiani, inviati agenti nella Penisola, o adottati modelli ivi presenti. L'appellativo di "Firenze sull'Elba", del quale ancora oggi Dresda si fregia, viene coniato nel 1577 e proprio da un italiano. L'assimilazione della cultura italiana avviene superando non solo le barriere linguistiche, ma anche quelle, ben più alte, di natura confessionale - e questo fa di Dresda un caso ancor più interessante.
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L'ultimo Romanino. Ricerche sulle opere tarde del pittore bresciano. Catalogo della mostra (Brescia, 21 giugno-19 novembre 2006)
editore: Silvana
pagine: 95
Di tutta la lunga carriera di Girolamo Romanino (Brescia, 1484/1487-1560), gli ultimi anni di attività, quelli che all'incirca dalla metà del Cinquecento conducono fino alla morte del pittore, costituiscono il capitolo certamente meno indagato e forse anche meno apprezzato. In realtà, anche questa stagione estrema della vicenda dell'artista lombardo appare animata da una vitalità e da un'energia inventiva davvero straordinarie, la cui inconfondibile impronta si coglie tanto negli spettacolari affreschi profani realizzati in palazzo Lechi e in palazzo Averoldi a Brescia, quanto nella poderosa e quasi inaudita invenzione compositiva della pala con la Vocazione di Pietro e Andrea, commissionata all'artista nel 1557 dai benedettini del convento di San Pietro a Modena. In anni in cui il colto e sofisticato linguaggio della Maniera si era ormai diffuso una parlata comune, alla quale non si poteva rinunciare, Girolamo seppe tenere fede, in quelle imprese, alle ragioni della propria vocazione di "irregolare", dando vita a opere di vigoroso realismo e di dirompente carica espressiva, che si pongono come un unicum nel contesto della pittura italiana contemporanea.
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Idea. Disegno italiano degli anni novanta. Catalogo della mostra (Roma, dicembre 2006-gennaio 2007; Torino, 1 febbraio-23 febbraio 2007). Ed. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 134
L'edizione 2006 delle 'Vetrine alla Calcografia", progetto per l'arte contemporanea dell'Istituto Nazionale per la Grafica, propone la mostra. IDEA. Disegno italiano degli anni novanta, documentato nelle pagine di questo volume. Intento dell'esposizione è quello di rendere nota la produzione grafica di una tra le più interessanti generazioni dell''arte italiana, quella degli anni novanta, che ha realizzato una notevole produzione di disegni di gran qualità poco conosciuti. La lettura di questi lavori è spesso legata alla realizzazione di altre opere realizzate dagli stessi artisti nelle forme più disparate: fotografia, video, installazione, performance, pittura. Il volume accoglie i saggi di Laura Cherubini e Giorgio Verzotti, curatori dell'evento, di Anna Mattirolo e Antonella Renzitti; il volume è corredato da apparati bio-bibliografici relativi a ciascuno degli artisti in mostra.
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Video report. Catalogo della mostra (Monfalcone, 13 ottobre-1 novembre 2006; Nuoro, 17 novembre-10 dicembre 2006). Ediz. italiana e inglese
di Andrea Bruciati
editore: Silvana
pagine: 233
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