Spartaco
Fatti taciuti o dimenticati. Ricordi degli anni 1848-1849
di Zino Giuseppe
editore: Spartaco
pagine: 117
Una raccolta di microstorie che aiuta a capire quali furono i sentimenti e le motivazioni che animarono i protagonisti "minori
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Le bugie ufficiali. 1 luglio 1943-13 ottobre 1943
di Giuseppe Chilardi Murolo
editore: Spartaco
pagine: 144
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Le cose per cui mi batto
Scritti su cultura e politica
di Silone Ignazio
editore: Spartaco
pagine: 224
Raccolti in maniera organica e divisi per sezioni (cultura e politica) gli articoli e i discorsi del grande scrittore abruzzes
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Il prezzo della libertà
di Zvab Federico
editore: Spartaco
pagine: 204
Federico Zvab, esule triestino e patriota italiano, antifascista e socialista universale, combattè in Spagna durante la Guerra
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Il seme del caos
Scritti sui bombardamenti di massa (1939-1945)
editore: Spartaco
pagine: 160
Londra, anni tra il 1939 e il 1945, in piena guerra
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Il soldato che disse no alla guerra. Storia dell'anarchico Augusto Masetti (1888-1966)
di Laura De Marco
editore: Spartaco
pagine: 152
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L'erba nera. Vita e morte a est di Acre Lane
di Wheatle Alex
editore: Spartaco
pagine: 301
A est di Acre Lane la vita è dura per i ragazzi di colore
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Le opinioni dell'abate Jérðme Coignard raccolte da Jacques Girarrosto
di France Anatole
editore: Spartaco
pagine: 169
Tutte le leggi di cui un ministro gonfia il suo portafoglio sono vane cartacce che non possono farci vivere, né impedirci di v
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Tranquillo, fratello
di Wheatle Alex
editore: Spartaco
pagine: 253
Dalla cella del penitenziario di Pentonville nel quale è recluso, il ventitreenne Dennis Huggins ripercorre a ritroso la stori
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Requiem per un albero. Resoconto dal Nord Est. Con l'inedito «I rami di Bob Marley»
di Matteo Melchiorre
editore: Spartaco
pagine: 161
Dal giovane autore Matteo Melchiorre una nuova edizione, aggiornata con un capitolo inedito, del romanzo pubblicato nel 2004. È la storia dell'Alberón di Tomo di Feltre, ma è anche la storia di tutti gli alberi, dovunque essi siano, che cedono di fronte agli imperativi della cementificazione e all'avanzata dei capannoni industriali. E, dalla vicenda di un piccolo paese del Nord Est, le idee si ampliano, ramificano e mettono radici anche altrove. Così la fine di quell'olmo diventa l'inizio di una serie di narrazioni sulla natura e sulla memoria, sul "tramonto di una territorialità premoderna" e sull'inevitabile "morte del paesaggio".
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