Tullio Pironti
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Le confessioni di una favorita
di Alexandre Dumas
editore: Tullio Pironti
pagine: 699
Alexandre Dumas, grazie alle esperienze maturate al seguito di Garibaldi, che lo nominò sovrintendente delle belle arti e direttore degli scavi di Pompei, ebbe modo di soggiornare a Napoli tre anni e mezzo e di conoscere i segreti di una città di cui lo soggiogavano i colori, i sapori e la prodigiosa vitalità. Da questa familiarità con la società dei palazzi signorili e la feccia dei bassifondi, trasse i suoi due ultimi capolavori: "Le confessioni di una favorita" e "La Sanfelice". Questi due romanzi hanno per oggetto la stessa epoca e mettono in scena gli stessi personaggi ma, mentre "La Sanfelice" è un romanzo storico, "Le confessioni di una favorita" segnano una sorta di rivoluzione nelle abitudini di Dumas, dando la parola all'eroina.
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La marcia nel deserto. Il sud a 138 anni dall'unità d'Italia
di Sandro Petriccione
editore: Tullio Pironti
pagine: 122
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Il miraggio
di Nagib Mahfuz
editore: Tullio Pironti
pagine: 382
È la storia dell'affascinante Kamel e delle vicende che accompagnano la sua tormentata esistenza. Cresciuto all'ombra di una madre infelice, vittima della sua stessa timidezza, Kamel riesce ad essere davvero se stesso e a vincere le sue angosce solo se in preda ai fumi dell'alcool. A cambiare totalmente la sua vita saranno l'incontro con una donna grassa e brutta e, successivamente, la misteriosa morte di Rabab, la sua prima moglie. Evento, questo, raccontato con il ritmo di un avvincente thriller.
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Dopo Hemingway. Libri, arte ed emozioni d'America
di Fernanda Pivano
editore: Tullio Pironti
pagine: 368
È Fernanda Pivano stessa a confidarci nelle prime righe di questo libro quasi confessionale le sue intenzioni: "Questo libro n
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Napoleone
di Alexandre Dumas
editore: Tullio Pironti
pagine: 171
"Chi ha presenti le pagine famose che Stendhal dedica alla battaglia di Waterloo nella Certosa di Parma, provi a confrontarle con quelle che nel "Napoleone" di Dumas fanno da epicentro narrativo di tutta la seconda parte. Dove Stendhal sceglie una narrazione in soggettiva, che fa apparire quel grande fatto d'armi un epidosio caotico che la coscienza del protagonista fatica a comprendere, pare quasi, invece, che Dumas stia accanto a Napoleone, guardi la battaglia con gli stessi occhi dell'Imperatore e ne viva in simbiosi il trascorrere delle ore e degli avvenimenti fino al drammatico scioglimento finale." (dalla Prefazione di Luigi Mascilli Migliorini)
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