Effigie: Stellefilanti
L'amore morale
di Tzamiotis Konstantinos D.
editore: Effigie
pagine: 39
Un paese ai margini del Centroeuropa, in un qualsiasi giorno dell'aprile 1904
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Zingari di merda
di Antonio Moresco
editore: Effigie
pagine: 93
In un reportage di grande intensità e ferocia Antonio Moresco racconta un viaggio tra i Rom di Slatina e Listeava in Romania,
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Dopo trent'anni
di Milani Mino
editore: Effigie
pagine: 112
Mino Milani, con la consueta passione per le storie del passato, racconta la nuova indagine di Melchiorre Ferrari, Commissario
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L'ora della morte
di Achternbusch Herbert
editore: Effigie
pagine: 80
Cresciuto in campagna, senza luce elettrica e in assoluta povertà, Herbert Achternbusch ripercorre, in questo romanzo, la stor
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Calco
di Castaldi Marosia
editore: Effigie
pagine: 123
In una notte di esplosioni di bombe e del vulcano, la Madre partorisce la sua Bambina dai capelli di fiamma
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Labambina
di Mehr Mariella
editore: Effigie
pagine: 153
Mariella Mehr è nata Zurigo da madre zingara di ceppo jenische
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Il petrolio delle stragi. Postille a «L'eresia di Pasolini»
di Gianni D'Elia
editore: Effigie
pagine: 73
Per il trentennale dell'assassinio di Pier Paolo Pasolini le edizioni Effigie hanno pubblicato L'eresia di Pasolini di Gianni D'Ella, una rivisitazione dell'opera di questo "fratello maggiore", considerato una "avanguardia della tradizione". Ora Gianni D'Elia è tornato sul suo pamphlet arricchendolo attraverso la sua lettura di Petrolio come uno strumento per leggere il nostro ieri e l'oggi. Pasolini non è stato ucciso da un ragazzo di vita perché omosessuale, ma da sicari prezzolati dai poteri, occulti o no, in quanto oppositore, corsaro, a conoscenza di verità scottanti. Motivo è stato Petrolio e trappole un "ragazzo di vita" e il furto delle "pizze" di Salò, l'ultimo film di questo poeta necessario.
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La cagna del ponteLa casa di via Robolini
di Milani Mino
editore: Effigie
pagine: 88
Nella "Cagna del ponte", l'autore riprende la fosca leggenda popolare di una "stria", Gelinda Maffi, ambientandola nel 1820 e
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La Transilvania liberata
di Tomaso Kemeny
editore: Effigie
pagine: 75
Questa "favola onirica", elaborata per lunghi anni dall'autore nella forma desueta del poemetto, esprime soprattutto lo strazio dell'io-poeta, esule dall'amata Ungheria e viandante in una Terra sempre più prosciugata di energia. Lo stesso poeta si incarna nel guerriero Vayk della tradizione magiara per combatterre la morte; sarà il padre Csaba a sostituirsi a lui nella discesa agli Inferi, dove Torquato Tasso ed Ezra Pound si cercano vanamente tra le ombre. Il poemetto si chiude con un dolente consummatum est: deposto dalla croce, il poeta è accolto dalle braccia pietose della madre, divenuta dopo la morte una dea delle origini.
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La casa della cognizione. Immagini della memoria gaddiana
di M. Antonietta Terzoli
editore: Effigie
pagine: 61
L'autrice di questo testo ha sottratto all'oblio le "immagini della memoria" che sottostavano all'opera di Gadda, "La cognizione del dolore", e ne ha fatto reagire le pagine sul materiale documentario che lo stesso Gadda consultò per esse.
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Il paese dei sogni perduti. Anni e storie argentine
di Laura Pariani
editore: Effigie
pagine: 94
C'era una volta un'Argentina ricca e felice, quella che fu "Lamerica" per tanti italiani emigrati. Come oggi vadano le cose in quel paese, dopo gli anni di Peron, la dittatura militare e la presidenza di Menem, è davanti agli occhi di tutti. Laura Pariani è andata in Argentina non solo come scrittrice, ma come testimone capace di dar conto del mutamento, o meglio, della catastrofe annunciata. Incontrando argentini ed ex immigrati ricostruisce la storia di un paese che oggi pare senza memoria. Nella sua galleria sfilano personaggi a tutto tondo, assieme a ignobili persecutori, scene di massacri compiuti dai generali, rimasti impuniti, e gesti quotidiani di solidarietà.
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