Il Mulino: Studi e ricerche
L'amministrazione dell'emergenza tra autorità e garanzie
di Alfredo Fioritto
editore: Il Mulino
pagine: 274
La concentrazione del potere in un soggetto, la possibilità di derogare i vincoli normativi e le garanzie procedimentali sono spesso la risposta immediata che la politica da per fronteggiare un'emergenza. Il caso di Napoli e la sua spazzatura ne è un valido esempio. Il volume analizza il fenomeno giuridico dell'emergenza nel diritto amministrativo partendo dall'impatto che hanno avuto le situazioni d'emergenza sulle norme costituzionali e sui principi generali del diritto. Il potere amministrativo d'emergenza, pur esprimendosi in forme autoritarie, appartiene all'esecutivo, inteso come l'insieme del governo e dell'amministrazione, e va temperato dalle garanzie che l'ordinamento giuridico impone per il suo uso. Forti sono, però, le tentazioni di usarlo anche in situazioni in cui non esistono vere emergenze o in cui le emergenze sono determinate da inefficienze, o peggio ancora, da estenderne le prassi alle condizioni di normalità. Necessità, autorità e legalità viaggiano insieme su uno stretto crinale ed è fondamentale rafforzare le garanzie di modo che il potere d'emergenza possa sempre essere esercitato in modo non arbitrario.
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Ceto medio. Perché e come occuparsene. Una ricerca del Consiglio italiano per le Scienze Sociali
editore: Il Mulino
pagine: 376
Nella discussione pubblica e nelle prese di posizione politiche è ormai diventata di uso comune l'espressione "malessere del ceto medio". Una parte corposa della nostra società, immaginata in passato come ben assestata, si direbbe entrata in una condizione di disagio e di crisi. Tramontata la vecchia dicotomia borghesia-classe operaia, questa condizione critica è diventata cruciale per le dinamiche della stratificazione e del cambiamento sociale. Ormai numericamente preponderante, il ceto medio non è un insieme informe e passivo, che in qualche modo si accoda ad altri. Proprio qui, anzi, possono nascere pesanti ostacoli, oppure risorse importanti, per la costruzione di una società capace di sviluppo ed equità. E qui si gioca la possibilità di una democrazia sana, o possono maturare minacciose derive reazionarie, come già altre volte in passato. In questo volume, che mette un punto fermo al dibattito e nel contempo inaugura un filone di ricerche, il ceto medio italiano è considerato sotto diversi aspetti: stili di vita, modelli di consumo, abitudini alimentari, condizioni abitative.
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Il significato delle parole. La competenza definitoria nello sviluppo tipico e atipico
editore: Il Mulino
pagine: 321
Imparare a definire le parole è un compito tanto complesso quanto cruciale per realizzare quel fondamentale collegamento tra la dimensione individuale-privata e la dimensione interindividuale-pubblica; e risulta il prerequisito indispensabile per esprimere e condividere emozioni, conoscenze, intenzioni. Questo volume presenta un nuovo modello per l'analisi, a livello sia teorico sia empirico, della competenza definitoria, idoneo a rilevarne l'evoluzione dall'età prescolare all'età adulta in bambini con problemi di sviluppo e in quelli con sviluppo tipico. Sulla base della documentazione di numerose ricerche empiriche, si dimostra che l'analisi della competenza definitoria può costituire un modo semplice, economico ed efficace per evidenziare i livelli evolutivi nelle principali aree dello sviluppo: da quella cognitiva a quella comunicativa, a quella linguistica, a quella metarappresentativa. Il volume si rivolge a tutti coloro che, a vario titolo, sono interessati ai problemi del linguaggio e, in particolare, a quanti sono impegnati nella promozione dello sviluppo psicologico in senso lato, come psicologi, insegnanti, educatori, logopedisti.
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L'esercito degli invisibili. Aspetti economici dell'immigrazione clandestina
editore: Il Mulino
pagine: 151
La migrazione genera forti cambiamenti nella società, soprattutto quando assume dimensioni rilevanti come negli ultimi decenni. Si tratta di un fenomeno che modifica profondamente gli equilibri economici, la cultura e la stessa identità dei paesi d'origine dei migranti e anche di quelli di destinazione. I governi hanno risposto a questi cambiamenti con l'imposizione di politiche sempre più restrittive. Ma tali politiche sono risultate efficaci? Il numero di migranti regolari si è ridotto e al contempo è cresciuto l'esercito degli invisibili, i migranti clandestini. Gli autori affrontano questi temi con gli strumenti dell'analisi economica, avvalendosi di indagini originali svolte sul campo in Italia, con l'intento di capire meglio il fenomeno della clandestinità. Sfuggendo alle statistiche ufficiali esso lascia infatti aperti importanti interrogativi. In particolare, discutono le politiche migratorie che potrebbero ridurre l'entità degli irregolari e accrescere così il potenziale contributo economico dei migranti ai paesi ospitanti e a quelli d'origine.
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La libera circolazione dei lavoratori nell'Unione europea. Principi e tendenze
editore: Il Mulino
pagine: 252
Il libro individua i principi regolativi e le linee di tendenza della disciplina in materia di libera circolazione dei lavoratori nell'Unione europea, sia rispetto alla disciplina del rapporto di lavoro, sia rispetto ai profili relativi alla sicurezza sociale. Gli autori analizzano sia la forma classica di libertà di circolazione dei lavoratori europei che si svolge ai sensi dell'art. 39 del Trattato di Roma (e che garantisce la parità di trattamento coi lavoratori dello Stato membro ospitante), sia quelle forme di mobilità transnazionale che risultano attratte dai principi in tema di prestazione dei servizi. Tali forme di mobilità, sempre più diffuse oggi, nel rispondere a esigenze diverse da quelle tradizionalmente affrontate nella prospettiva dell'art. 39 del Trattato, pongono anche questioni regolative potenzialmente in contrasto con quelle tipiche della libera circolazione "classica". Questioni all'origine delle controversie che hanno caratterizzato il travagliato processo di approvazione della "Direttiva Bolkestein" sul mercato interno dei servizi, il cui iter formativo si è appena concluso e rispetto alla quale il saggio offre strumenti di comprensione critica originali e innovativi.
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Dentro i Ds
di Rosa Mulè
editore: Il Mulino
pagine: 168
Dalla svolta della Bolognina il maggiore partito della sinistra italiana è profondamente cambiato. L'organizzazione si è progressivamente alleggerita: negli ultimi venti anni il numero delle strutture periferiche si è dimezzato e la loro attività di proselitismo è molto diminuita. Gli iscritti al solo Pds/Ds sono in media più giovani, con un'istruzione di livello superiore e un'appartenenza più labile in termini di classe sociale e di tradizione familiare. A fronte di questi cambiamenti, il riorientamento ideologico in senso riformista operato dai leader a partire dai primi anni '90 non ha convinto la maggioranza degli iscritti. Nella cultura politica degli aderenti ai Ds predominano elementi di tradizionalismo e conservatorismo, che si esprimono in una forte condanna del capitalismo e degli Usa come potenza imperialista. Inaspettatamente, sono i giovani a reclamare la riaffermazione di una certa purezza dottrinaria, mentre coloro che provengono dal Pci sono meno disposti a sacrificare la vittoria elettorale sull'altare dell'ideologia. Questa prima inchiesta nazionale sugli aderenti ai Democratici di sinistra mostra una difficile sedimentazione di culture diverse, insieme a stridenti contraddizioni tra innovazione e continuità.
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I postdemocristiani
di Carlo Baccetti
editore: Il Mulino
pagine: 369
Dalla dissoluzione della Democrazia cristiana sono nate alcune formazioni politiche - Partito popolare (Ppi), Centro cristiano democratico (Ccd), Cristiani democratici uniti (Cdu) - che nel 2002 hanno dato vita da un lato all'Unione dei democratici cristiani e di centro (Udc), dall'altro alla Margherita. Che cosa si sa, oggi, su queste due componenti decisive degli schieramenti politici che si confrontano in Italia? Nel volume si mostra come i post-democristiani abbiano fatto proprio il "partito di correnti" che fu tipico della Dc, incentrato sulle reti di potere personale facenti capo ai notabili locali. Questa tradizione, però, è stata innovata attraverso il modello del "partito in franchising": i leader nazionali si occupano di pubblicizzare e vendere ai potenziali elettori-acquirenti il "marchio" del partito sui mass media, mentre dirigenti, parlamentari e amministratori locali hanno una notevole autonomia nel gestire la "rete commerciale" sul territorio (sezioni, circoli, comitati provinciali e regionali ecc.). In questo scenario, quali prospettive si aprono per l'Udc dopo l'uscita di Marco Follini e lo "sganciamento" dalla tutela di Berlusconi voluto da Casini? E, sull'altro versante, quali saranno gli effetti che il modello di partito della Margherita potrà avere sulla nascita e sul consolidamento del Partito democratico?
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Come sta cambiando l'Italia
editore: Il Mulino
pagine: 222
La ripresa delle esportazioni italiane a partire dalla seconda metà del 2006 è congiunturale o è il risultato di un processo strutturale che sta mutando le caratteristiche del sistema produttivo italiano? In questa ricerca della Fondazione Rodolfo Debenedetti si mostra come diversi settori siano riusciti ad aumentare le proprie quote nel mercato mondiale e sorprendentemente tra questi vi siano tanto attività tradizionali del made in Italy che attività tecnologicamente più avanzate. In altri termini, la ripresa non si può solo ricondurre alla specializzazione settoriale dell'Italia, ma piuttosto si spiega con i processi di ristrutturazione che vi sono stati a livello d'impresa. Si dovranno dunque abbandonare gli interventi settoriali, anche perché è difficile intuire come lo "spacchettamento" in corso del processo produttivo influirà sui vantaggi comparati dell'Italia. Meglio creare invece le condizioni di contesto per favorire la crescita delle imprese più efficienti. La ristrutturazione in atto richiederà in ogni caso una forte mobilità delle risorse e, soprattutto, del lavoro. Questo processo non è indolore: sono necessari interventi di welfare, servono politiche che riducano i costi sociali, contribuendo a un'accelerazione del cambiamento e ad un attcrraggio morbido ai nuovi vantaggi competitivi. Di qui la necessità di intervenire con la riforma dei sussidi di disoccupazione e l'introduzione di un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato.
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Il tempo delle riforme amministrative
di Alessandro Natalini
editore: Il Mulino
pagine: 356
Tra il 1993 e il 2005 si è compiuta in Italia un'imponente riforma delle amministrazioni pubbliche statali. Nel tracciarne un bilancio questo volume adotta un approccio innovativo: non sono considerate solo le strategie di cambiamento enunciate negli atti normativi, ma sopratutto la misura in cui esse hanno trovato concreta realizzazione. L'indagine si concentra sul modo con cui le riforme sono state attuate, evidenzia la rilevanza di questo elemento sugli esiti del processo ed esamina le trasformazioni subite dalle riforme stesse nel periodo considerato (ripensamento degli obiettivi, cambiamento delle modalità d'azione). Questo tipo di analisi consente da un lato di valutare una fase già chiusa, dall'altro di riflettere sui fattori decisivi che, in prospettiva, possono rendere efficaci le riforme approvate sulla carta. Un libro destinato tanto agli osservatori quanto ai protagonisti del cambiamento all'interno della pubblica amministrazione.
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Sistema scolastico e disuguaglianza sociale. Scelte individuali e vincoli strutturali
editore: Il Mulino
pagine: 244
Studiare la relazione tra scuola e disuguaglianza sociale significa rispondere a domande quali: come e quanto il contesto familiare e sociale di origine influisce sulle carriere scolastiche degli individui? Come l'istruzione acquisita influisce sulle carriere lavorative degli individui? Quali sono gli effetti dell'espansione dei sistemi educativi contemporanei su tali influenze? Nel rispondere a queste domande, economisti e sociologi dell'istruzione hanno ormai da un paio di decenni avviato un proficuo dialogo. Il volume, curato da un economista e un sociologo, fa il punto su metodi e scoperte di questo filone di studi, affrontando empiricamente la relazione tra sistemi educativi e disuguaglianza sociale da punti di vista specifici.
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I servizi pubblici in Italia: il settore elettrico
editore: Il Mulino
pagine: 249
Con questo volume gli autori vogliono fornire strumenti utili per interpretare il funzionamento del settore e le difficoltà che sorgono nel processo di liberalizzazione del mercato elettrico avviato nell'ultimo decennio in Europa. Le informazioni di natura tecnico-ingegneristica, economica e politica sono mantenute a un livello accessibile ai non addetti ai lavori, perché il libro si rivolge da una parte agli ingegneri che vogliono capire il senso economico della trasformazione del settore dal monopolio al mercato aperto, e dall'altra agli economisti e a tutti gli interessati alle politiche di regolazione per spiegare loro come tecnologia, economia e interessi si mescolano nella determinazione dei risultati.
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Il governo delle differenze. Il principio di equivalenza nell'ordinamento europeo
di Luisa Torchia
editore: Il Mulino
pagine: 181
Il processo di integrazione europea sta portando alla creazione di un ordinamento giuridico nuovo e originale, che ha di fronte un problema fondamentale: come assicurare l'unità senza cancellare le diversità nazionali, che costituiscono parte integrante del patrimonio giuridico europeo. In questo volume il funzionamento del principio di equivalenza è esaminato in relazione a tre settori assai rilevanti - la tutela della concorrenza, il mercato interno, le politiche sociali - mentre il capitolo iniziale fornisce il quadro di riferimento generale e il capitolo finale illustra le caratteristiche del diritto amministrativo europeo come diritto integrato e plurale.
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