Il Mulino: Studi e ricerche
Stabilità finanziaria e crisi. Il ruolo dei mercati, delle istituzioni e delle regole
editore: Il Mulino
pagine: 380
Gli ultimi 30 anni sono stati punteggiati da crisi finanziarie di singoli o più paesi e, dal 2007, da una di natura globale
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La costruzione del ceto medio. Immagini sulla stampa e in politica
editore: Il Mulino
pagine: 368
"Ceti medi: soli, vulnerabili, lontani dalla politica"; "Il ceto medio a rischio povertà"; "Ceto medio
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La trappola delle leggi. Molte, oscure, complicate
di Bernardo Giorgio Mattarella
editore: Il Mulino
pagine: 220
Dal punto di vista della normazione, l'Italia ha molti primati negativi: il numero delle leggi vigenti è molto più alto di que
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Il profeta disarmato. L'eresia di Francesco Pucci nell'Europa del Cinquecento
di Giorgio Caravale
editore: Il Mulino
pagine: 241
L'approfondita ricerca di Caravale mette a fuoco la vicenda biografica e l'itinerario intellettuale del fiorentino Francesco Pucci (1543-1597). Stabilitosi ventenne a Lione per praticare la mercatura, nello stimolante ambiente lionese Pucci maturò la decisione di dedicarsi "allo studio delle cose celesti ed eterne", e da allora visse in Francia, in Inghilterra, in Olanda, in Polonia, a Praga elaborando e discutendo un suo ideale di religione universale che tuttavia non trovò ascolto nei differenti ambienti religiosi protestanti in cui visse. Tornato al cattolicesimo, volle rientrare in Italia per presentare al papa le sue tesi, ma venne imprigionato e condannato a morte per eresia. Lo studio di Caravale, che si avvale anche di lettere inedite, mette in luce in particolare il peso fondamentale della formazione italiana di Pucci, ricostruisce il contesto in cui maturò la sua proposta politica e religiosa e spiega le ragioni del suo fallimento.
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Competizione e spazio politico. Le elezioni si vincono davvero al centro?
di Lorenzo De Sio
editore: Il Mulino
pagine: 281
II comportamento elettorale viene spiegato per lo più in base al cosiddetto "teorema dell'elettore mediano", secondo cui i partiti, per vincere le elezioni, devono spostarsi progressivamente verso il centro, fino a diventare indistinguibili l'uno dall'altro. E tuttavia questo modello, semplicemente, non funziona. Se funzionasse, dovrebbe vincere sempre chi si trova al centro dello spazio politico, mentre sappiamo che possono avere successo candidati fortemente sfavoriti dalla loro "collocazione spaziale", ovvero lontani dal punto mediano. Ciò perché gli elettori non sono ostaggi del proprio orientamento politico, ma votano considerando anche fattori slegati da posizioni di parte. Determinante a questo proposito è il grado di interesse per la politica: gli elettori meno coinvolti sono maggiormente capaci di esprimere un voto svincolato dall'orientamento politico. Questo interessante modello alternativo, che spiega risultati altrimenti incomprensibili, viene testato sulla base di sondaggi riguardanti venti consultazioni elettorali in Italia, in Francia e negli Stati Uniti nell'arco di trent'anni.
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Conflitti ambientali. Esperti, politica, istituzioni nelle controversie ecologiche
editore: Il Mulino
pagine: 354
Il parere degli esperti nei conflitti su ambiente e tecnoscienza è sempre più rilevante e nello stesso tempo ambiguo
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Scuole responsabili dei risultati. Accountability e bilancio sociale
di Angelo Paletta
editore: Il Mulino
pagine: 379
La riforma introdotta nel 2009 in materia di responsabilità delle pubbliche amministrazioni ha stabilito che gli obiettivi che
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Quando c'era la classe operaia. Storie di vita e di lotte al cotonificio Valle Susa
di Aris Accornero
editore: Il Mulino
pagine: 350
Cinquant'anni fa uno sciopero di reparto in una filatura del cotonificio Valle Susa innescò una lunga e aspra lotta, durata ci
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Tra vecchio e nuovo regime. Il peso del passato nella costruzione della democrazia
editore: Il Mulino
pagine: 368
Per quanto distruttiva e discontinua possa essere una transizione, nessun regime nasce in un vuoto storico e istituzionale
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L'uomo dello schermo. De Gaulle e i media
di Riccardo Brizzi
editore: Il Mulino
pagine: 357
Protagonista della storia politica europea del Novecento, Charles de Gaulle è stato anche un pioniere nel ricorso ai mass media. Dopo essersi ampiamente servito della radio durante la seconda guerra mondiale (guadagnandosi il soprannome di "Général-micro"), una volta tornato al potere nel 1958 avvia un sodalizio intenso e fruttuoso con la televisione, denunciato dai suoi oppositori come "telecrazia". Questo volume ricostruisce le modalità di utilizzo e di ferreo controllo del mezzo televisivo adottate dal generale de Gaulle tra il 1958 e il 1969, mettendo in luce il ruolo che l'associazione tra potere carismatico e televisione ha svolto nel legittimare la leadership gollista e nel determinare un'evoluzione in senso presidenziale delle istituzioni della V Repubblica. Dagli esordi stentati davanti alle telecamere, corretti grazie ai consigli di pubblicitari ed esperti del settore, alle magistrali apparizioni nei momenti drammatici della guerra d'Algeria, sino alla campagna presidenziale del 1965 e alla crisi del Maggio 1968, quello che si delinea è un avvincente affresco della prima leadership televisiva della storia europea contemporanea.
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Immobilità diffusa. Perché la mobilità intergenerazionale è così bassa in Italia
editore: Il Mulino
pagine: 333
Uno dei fattori che più rallentano lo sviluppo in Italia è la sostanziale immobilità intergenerazionale
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Proporzionale se vi pare. Le elezioni politiche del 2008
editore: Il Mulino
pagine: 273
La Seconda Repubblica ha ormai compiuto i quindici anni
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