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Il Nuovo Melangolo: Lecturae

La beffa dei vinti

di Andrea Casazza

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 356

La stagione dei processi ai fascisti genovesi inizia il primo giugno 1945. In poco più di due anni e mezzo vengono istruiti 251 procedimenti e portati alla sbarra 395 imputati di cui 82 assolti in primo grado. L'entrata in vigore dell'amnistia Togliatti, nel giugno del '46, (s)travolge il lavoro delle Corti d'Assise speciali e assume i contorni di un colpo di spugna sulle sentenze: a Genova farà uscire di galera 266 condannati. Brigatisti neri responsabili di retate e spedizioni punitive, picchiatori della Guardia nazionale repubblicana, spie, cacciatori di ebrei, torturatori di partigiani, civili al soldo della Gestapo, nomi di spicco della polizia, della politica e dell'amministrazione pubblica durante la Repubblica di Salò: tutti liberati! Una beffa per chi aveva lottato per la libertà soffrendo persecuzioni, deportazioni e piangendo parenti e amici uccisi. Oggi, in tempi in cui il revisionismo storico che piange sul "sangue dei vinti" è giunto a negare l'olocausto e la censura sta tornando di moda, questo libro intende restituire volti e storie a un passato che sarebbe più che mai pericoloso lasciare confinato nell'oblio. Ripercorre i processi a spie della porta accanto, a delatori in fabbrica, agli aguzzini del carcere di Marassi e della Casa dello Studente, a spietati squadristi e ai grandi criminali, prima condannati a morte e poi liberati. Giungendo a un'amara conclusione: tutto rimase impunito.
20,00

Teatro futurista sintetico-Manifesti teatrali del Fututrismo

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 149

Un teatro che stringa " in pochi minuti, in poche parole e in pochi gesti innumerevoli situazioni, sensibilità, idee, sensazioni, fatti e simboli": questa è l'idea che il vulcanico Filippo Tommaso Marinetti propugnò, insieme ai compagni del primo Futurismo, riunendo, a titolo d'esempio, in due raccolte del 1915, un'ottantina di "sintesi". Una parte di questi " microattiunici " è indubbiamente legata alle contingenze politiche e di costume e per questo si rivela oggi caduca. Ma un buon numero sono ancora di una straordinaria vivezza, sia per il vigore della polemica culturale e morale, sia per l'audacia della scrittura scenica. Nella scelta di Guido Davico Benino, Marinetti, Balla, Boccioni, Corra, Cangiullo, Depero, Folgore, Covoni e compagni riescono veramente a coinvolgere nel loro ardimentoso progetto di una drammaturgia "minima", dall'eccezionale tensione alogica e dinamica.
16,00

Memorie

di Hans Jonas

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 411

In questa autobiografia, frutto di lunghe interviste e conversazioni registrate a Monaco di Baviera nel 1989 e integrate con altri scritti dell'autore, i grandi eventi storici e politici vissuti da Jonas in prima persona ci vengono restituiti con l'immediatezza e l'autenticità di chi giorno per giorno li trascrive in appunti di diario, annotando anche la giornata di sole, la cena con gli amici, l'aneddoto divertente, l'attrazione occasionale per una bella donna. Leggendo queste pagine è così possibile ricostruire la figura a tutto tondo di un filosofo che con la sua riflessione ha posto l'accento sulla responsabilità per la vita, sostenendo con forza che la sopravvivenza dell'uomo sarà sempre più legata alla sua capacità di salvaguardare la natura e il pianeta Terra.
30,00

La casa del dottor Blanche. Storia di un luogo di cura e dei suoi ospiti, da Nerval a Maupassant

di Laure Murat

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 441

Il 24 Marzo 1821, il dottor Esprit Blanche e la giovane moglie acquistano un'elegante costruzione classica a Montmartre, per farne una casa di cura per malati di mente, che ospiterà le più grandi personalità del suo tempo: Alfred de Vigny, Hector Berlioz, Eugène Delacroix, Alexandre Dumas, Théophile Gautier, Edouard Manet, Auguste Renoir, Edgar Degas, come visitatori; Gérard de Nerval e Guy de Maupassant come pazienti incurabili. Luogo d'osservazione privilegiato per quanto riguarda i rapporti tra follia e creatività, la casa di cura rivela le angosce e le contraddizioni di un'intera società in cui scienziati e artisti, psichiatri e pazienti tentano di esplorare le più segrete pieghe dell'anima.
25,00

Sindrome occidentale. Conversazioni fra un archeologo e uno storico sull'origine a Roma del diritto, della politica e dello Stato

di Andrea Carandini

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 144

Il testo si presenta nella forma di un dialogo tra un archeologo e uno storico sul problema dell'origine di Roma dal punto di vista del diritto, della politica e dello Stato. Carandini discute di istituzioni e ordinamenti dell'età di Romolo sullo sfondo del paesaggio e dei monumenti pubblici di Roma usati come pietre di paragone per saggiare la validità delle notizie tramandate da Catone, Cicerone, Livio sulla "cosa pubblica" della prima Roma.
15,00

Autobiografia del signor me stesso

di Stendhal

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 237

Dentro ai libri appartenuti al signor Henri Beyle di Grenoble, console di Francia a Civitavecchia, il sublime grafomane Stendhal scrisse un libro. Un libro di appunti, disappunti, commenti, risentimenti, dolenti note in cui uno Stendhal privato "parla" con il sé più intimo, riconosciuto in Dominique, il suo doppio esclusivo. Beyle, che "presentava" Beyle con una girandola di pseudonimi per nascondersi agli altri, apparendo, con Dominique si mascherava anche a se stesso. Henri Beyle aveva il culto dei libri, ma già lui contribuì a disperderli: li affidò agli amici, ne lasciò in diversi domicili dove la sua vita di curioso errabondo lo aveva portato. Quando lo scrittore Stendhal venne "scoperto", i volumi delle sue biblioteche diventarono oggetto di culto. Intanto perché erano appartenuti all'autore di "Il Rosso e il Nero" e della "Certosa di Parma"; e poi perché erano zeppi di suoi appunti, celebrati dagli aficionados come Marginalia. Con quelle note marginali è stato costruito "Autobiografia del signor me stesso", un libro abusivo. Stendhal probabilmente non lo immaginò mai. Il testo raccoglie, per la prima volta in italiano, una selezione di Marginalia, con inediti mai pubblicati, desunti direttamente dai volumi appartenuti a Beyle e conservati nelle biblioteche dove il caso li ha fatti approdare.
18,00

«Anima mia, diletta!». Lettere di Martin Heidegger alla moglie Elfride (1915-1970)

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 381

Questo libro raccoglie uno dei più interessanti, ma anche dei meno noti, epistolari del Novecento, quello tra il filosofo Martin Heidegger e la moglie Elfride. Si tratta di una eccezionale testimonianza, che svela particolari inediti della vita privata di Heidegger, ritenuto universalmente uno dei più complessi e controversi filosofi del secolo scorso, il cui pensiero appassiona ancora oggi milioni di studiosi. Le lettere scritte da Heidegger alla moglie permettono di ricostruire la figura del grande pensatore tedesco, rivelando il lato nascosto di una personalità ricca di passione ma anche incline alle più comuni debolezze umane. Il libro, pubblicato nel 2005 in Germania ha suscitato un grande scalpore per le rivelazioni che conteneva sulla vita privata del grande filosofo (per esempio si è scoperto che il "figlio" Hermann in realtà era nato in seguito ad una relazione adulterina della moglie).
28,00

La signora Proust

di Évelyne Bloch-Dano

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 316

È la ricostruzione di un rapporto fra i più gravidi di conseguenze per la storia della letteratura: quello della signora Jeann
22,00

Giudizi del lettore. Pareri editoriali

di Giorgio Caproni

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 170

Giorgio Caproni, uno dei grandi protagonisti della poesia del Novecento, è stato negli anni Sessanta lettore per l'editore Rizzoli. Leggeva manoscritti, per lo più di narrativa, italiana, ma anche straniera; inviava una relazione circostanziata con riassunto articolato del testo, giudizio motivato di lettura, possibilità di collocazione nell'ambito delle collane dell'editrice. Il grande poeta vi lavora con impegno e con intelligenza critica. I suoi riassunti diventano dei piccoli racconti, nella prosa secca e arguta, che è la sua cifra. I giudizi sono sempre franchi e a volte affilati. Tra i narratori italiani passati al suo vaglio vi sono Bonaviri, Crovi, Joppolo, Maurensig, Morselli, Saito, Sanminiatelli, Sgorlon, Strati, Vaime. Le schede riguardano anche una serie di narratori stranieri, soprattutto francesi (Skvorecky, Vassiokos, Brassens, Chabrol, Tillon, ecc.). Una scheda quanto mai interessante è quella relativa al pluribocciato (editorialmente) Guido Morselli, tanto più che - come si è detto - Caproni non lo boccia affatto ma, suggerite alcune revisioni per l'autore, esorta l'editore alla pubblicazione. Da queste schede discende anche un'idea del romanzo: da una parte il fastidio per gli irriducibili del Neorealismo e per le varie scelte alla moda (giochi linguistici e argomenti erotici), dall'altra l'apprezzamento per l'ironia e il paradosso, e in generale l'attenzione al rovesciamento della prospettiva consueta e al procedere contrappuntistico della narrazione.
16,00

Il Cantico dei cantici. Interpretatio ludica. Testo originale a fronte

di Anonimo

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 184

L'ignoto autore di questo poema scrisse probabilmente tra il secolo VI e IV avanti Cristo, utilizzando però materiale più antico, che potrebbe risalire ai tempi di Salomone. Il Cantico è un inno all'amore di due giovani, descritto con un linguaggio ardente e audace. Sia la tradizione ebraica che quella cristiana hanno però sempre sostenuto l'interpretazione allegorica, vedendo in questo libro sacro una celebrazione dell'alleanza tra Dio e Israele. La presente edizione del Cantico, curata da Enrica Salvaneschi studiosa di letterature comparate e poetessa, intende recuperarne il significato originario, che rivaluta l'amore umano, fatto di passione e desiderio, spesso degradato e profanato, ma pieno di una sua sacralità.
16,00

Sabrina e l'arte della felicità. Notiziario instabile di un cronista di provincia

di Giuliano Galletta

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 168

Il giornalista Giuliano Galletta raccoglie in questo volume i suoi più acuti e divertenti "Venti righe", i brevi elzeviri per anni pubblicati quotidianamente sulla prima pagina de "Il Secolo XIX". I primi risalgono ai drammatici giorni del G8 a Genova, ma in generale i temi trattati in questi pezzi variano dalla politica alla letteratura all'attualità, e vengono affrontati dall'autore con uno stile ironico e brillante, che tende a ridimensionare la gravità delle notizie spesso enfatizzate dai giornali.
12,00

I racconti

di Clemens M. Brentano

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 356

Clemens Brentano considerato uno dei più autorevoli esponenti del Romanticismo tedesco, partecipò attivamente alla battaglia anti-illuminista. Scrisse romanzi e racconti, ma è ricordato soprattutto per le sue raccolte di fiabe per bambini, tradotte in tutto il mondo, e di canti popolari.
20,00

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