Libri di G. Caproni
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Morte a credito
di Louis-Ferdinand Céline
editore: Garzanti
pagine: 576
"Morte a credito", pubblicato nel 1936, è il secondo grande romanzo di Céline, che nelle sue pagine ritorna alla propria infan
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«Pianto per Ignazio». Versioni da García Lorca e altri poeti ispanici
editore: Feltrinelli
pagine: 560
Questo libro, ricco di materiali inediti, ci rivela un imprevisto Caproni traduttore: protagonisti accanto a lui non sono più
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Poesie. Testo francese a fronte
di René Char
editore: Einaudi
pagine: 268
René Char ha avuto in Italia due straordinari traduttori: Sereni e Caproni
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I fiori del male. Testo francese a fronte
di Charles Baudelaire
editore: Marsilio
pagine: 576
Questa edizione presenta i "Fiori del male" e le poesie condannate nell'inedita traduzione di Giorgio Caproni, alla quale egli
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Diario del ladro
di Jean Genet
editore: Il saggiatore
pagine: 257
Pubblicato clandestinamente nel 1948, e poi in un'edizione censurata l'anno successivo, il "Diario del ladro" - che il Saggiat
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Diario del ladro
di Jean Genet
editore: Es
pagine: 279
"Jean Genet si è proposto la ricerca del Male, come altri si propongono quella del Bene. È una esperienza la cui assurdità si coglie a prima vista. Sartre l'ha ben sottolineato: noi cerchiamo il Male nella misura in cui lo prendiamo per il Bene. Una simile ricerca è fatalmente destinata alla delusione, o diventa farsa. Ma anche se destinata all'insuccesso, non presenta per questo un interesse minore. Si tratta inizialmente di una forma della rivolta per colui che è stato escluso dalla società. Abbandonato dalla madre, allevato in un brefotrofio, Jean Genet ebbe tanto meno la possibilità di integrarsi alla comunità morale, quanto più grande aveva il dono dell'intelligenza. Divenne ladro, e il carcere (dapprima la casa di correzione) fu il suo destino. (...) Per Genet, non è abietta la società, ma lo è lui stesso: egli potrebbe definire esattamente l'abiezione come ciò che egli è, in modo passivo, o addirittura con fierezza. Del resto, l'abiezione di cui è piena la società è poca cosa, poiché riguarda uomini corrotti solo in superficie, le cui azioni hanno sempre un "contenuto positivo". Se questi uomini avessero saputo raggiungere gli stessi fini con mezzi onesti, lo avrebbero preferito. Genet vuole l'abiezione, anche se essa porta soltanto la sofferenza: la vuole per se stessa, al di là dei vantaggi che vi trova, la vuole per una propensione vertiginosa all'abiezione, nella quale egli si perde, non meno totalmente del mistico che nell'estasi si perde in Dio." (Dallo scritto di Georges Bataille)
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Diario del ladro
di Jean Genet
editore: Il saggiatore
pagine: 253
Il «Diario del ladro» è un autoritratto particolare. Vi leggiamo i vagabondaggi di Jean Genet attraverso l'Europa negli anni trenta, i suoi amori passeggeri e tutte le attività di un marginale, di un piccolo delinquente, dalla prostituzione alla mendicità, dal traffico d'oppio all'estorsione. La scena si apre su "La Criolla", dancing bordello di Barcellona e, tra prigioni e meublé, esaurisce i suoi effetti nel baraccone di una fiera, il «Palazzo degli Specchi». Il ladro omosessuale muta identità nel corso dell'opera, sino a prendere le sembianze di un teppista che mette paura, deruba e ricatta i clienti, forte della sua giovinezza e dell'odio che prova per loro.
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Morte a credito
di Louis-Ferdinand Céline
editore: Garzanti
pagine: 613
"Morte a credito", pubblicato nel 1936, è il secondo grande romanzo di Céline, che nelle sue pagine ritorna alla propria infan
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Bel-Ami
di Guy de Maupassant
editore: Garzanti
pagine: 352
Georges Duroy, un giovane bello e ambizioso, va a Parigi dalla provincia in cerca di fortuna
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La mano mozza
di Blaise Cendrars
editore: Guanda
pagine: 302
Un romanzo intenso sulla Grande Guerra. Cendrars vi partecipò combattendo al fronte, e raccontò l'orrore, lo sgomento, le privazioni, le miserie ma anche gli slanci di coraggio, la vitalità e persino l'umorismo di soldati mandati a morire nel grande olocausto del primo conflitto. E' una rappresentazione cruda, realistica ma anche partecipe, nella quale si alternano scene terribili dei combattimenti, rari momenti di felicità delle licenze, con il soffio di speranza che comunicava ai giovani in armi.
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